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1983, l'ascesa di Laurent Fignon - capitolo IV Mondiale & Lombardia - Versione stampabile

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1983, l'ascesa di Laurent Fignon - capitolo IV Mondiale & Lombardia - Luciano Pagliarini - 13-02-2019

1983, l'ascesa di Laurent Fignon - capitolo IV Mondiale & Lombardia
Bernard Hinault vince la Vuelta a España con un grande numero nella tappa di Avila. Tuttavia, a causa di una tendinite, il tasso è costretto a saltare il Tour. Poco male per la Renault che trova nel giovanissimo Laurent Fignon un sostituto all'altezza del fenomeno bretone. Al Giro d'Italia, invece, Giuseppe Saronni riesce a beffare Roberto Visentini grazie agli abbuoni.

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Laurent Fignon in maglia gialla al Tour de France 1983 - cyclov.fr

Corre l'anno 1983: ARPANET cambia ufficialmente protocollo per usare internet protocol, nasce così internet. Bjorn Borg si ritira dal tennis. Nella base di Vostok si registra la temperatura più bassa di sempre, vale a dire -89,2 °C. Bettino Craxi diventa presidente del consiglio e guida il governo più longevo della prima repubblica. Nel frattempo, nel mondo del ciclismo, due giovani stelle, Laurent Fignon e Greg Lemond, iniziano la loro ascesa, mentre Moser e Saronni continuano a scornarsi e Bernard Hinault è vittima di una terribile tendinite.

Le corse estive

Come da prassi, finito il Tour, inizia la stagione delle semiclassiche estive. Ad inaugurarla è la Coppa Placci, il 30 luglio 1983. La corsa si decide nel terzultimo giro sul Circuito dei Tre Monti, quando Davide Cassani attacca e porta via un terzetto composto anche da Marino Amadori e Alfio Vandi. I tre romagnoli sfuggono al gruppo e si giocano la vittoria allo sprint, ove la spunta un Amadori particormente in forma (solo una settimana prima, infatti, aveva conquistato il Trofeo Matteotti).

Il 2 agosto Jan Bogaert vince il GP de L'Escaut - Scheldeprijs Vlaanderen davanti a Ludo Schurgers e Frank Hoste. Il 17 agosto il belga Claude Criquieilion conquista la Clasica di San Sebastian anticipando di 14" un gruppetto di otto atleti regolato dal duo Teka Antonio Coll - Reimund Dietzen. Il giorno seguente, Alfons de Wolf trionfa nel giro di Romanga. Sul podio con lui salgono, nell'ordine, Sven-Ake Nillson e Palmiro Masciarelli. Il belga è il secondo non italiano della storia, dopo Jean-Baptiste Dortignacq nel 1910, ad aggiudicarsi il successo nella gara romagnola. Il 23 agosto, invece, il francese Pierre Bazzo domina il GP di Plouay giungendo, per primo, al traguardo con 3'01" di vantaggio su Marc Madiot 2° e 3'13" su Stephen Roche 3°.

Il 27 agosto, a una settimana dal Mondiale di Altenrhein, inizia il trittico lombardo. Apre la Coppa Agostoni che vede Alfons De Wolf tagliare per primo il traguardo davanti a Roberto Ceruti e Claudio Salvini. In quello stesso giorno, inoltre, Stephen Roche conquista la Parigi - Bourges precedendo Marc Madiot e Phil Anderson. La Coppa Bernocchi è appannaggio di Palmiro Masciarelli, il quale batte Maurizio Piovani in una volata a due. Rudy Pevenage ha la meglio nello sprint per il terzo posto. Chiude il Trittico il successo di Alessandro Paganessi alla Tre Valli Varesine. 2° posto per Silvano Contini e 3° per Serge Demierre.

I Campionati del Mondo

I Mondiali del 1983 si svolgono ad Altenrhein, in Svizzera, vicino al Lago Costanza, il 4 settembre. Nella notte la pioggia scende copiosa e la mattina il circuito, 15 km da percorrere 18 volte, è particolarmente scivoloso. La gara è contraddistinta da una fuga composta da Belda, Anderson, Beccia, De Rooy, Clerc, Demierre e Andersen. I battistrada vengono ripresi all'ultimo giro e in salita parte lo spagnolo Faustino Ruperez, seguito immediatamente da Greg Lemond e Moreno Argentin. Ruperez rilancia e Argentin cede. Lemond, invece, risponde bene e contrattacca, scrollandosi di ruota lo spagnolo e involandosi verso la vittoria del suo primo campionato del mondo. Ruperez, in seguito, viene ripreso da Adrie Van Der Poel e Stephen Roche. La volata per il secondo posto la vince l'olandese, mentre l'irlandese conquista il terzo gradino del podio.




Il finale di stagione

Il 10 settembre 1983 Jasper Worre vince il Giro del Veneto davanti a Dag-Erik Pedersen e Davide Cassani. Il giorno seguente, in Francia, Gilbert Duclos-Lassalle fa suo il GP de Fourmies precedendo Kim Andersen e Ferdi Van Den Haute. Il Campionato delle Fiandre del 15 settembre è appannaggio di Patrick De Vos. 2° Adrie Van Der Poel e 3° Luc Meersman. Al Giro del Lazio, due giorni dopo, si impone Silvano Contini su Moser e Ludo Peeters. Il 21 settembre 1983 Tommy Prim ottiene una delle vittorie più prestigiose della sua breve carriera. Lo svedese, due volte secondo al Giro, alla Parigi - Bruxelles va in fuga insieme al belga Daniel Rossel e al tedesco Ralf Hofeditz. I tre sfuggono al gruppo e nel finale è proprio l'alfiere della Bianchi ad avere la meglio.

Ottobre inizia nel segno del Giro dell'Emilia. 5 corridori fanno il vuoto e vanno a giocarsi la corsa, si tratta di Marino Lejarreta, Dag-Erik Pedersen, Cesare Cipollini, Daniele Caroli e Giovanni Moro. A spuntarla, nello sprint finale, è il fratello del più famoso Mario. Sul podio con lui salgono Caroli e Pedersen. Il 9 ottobre va in onda, invece, la Parigi - Tours. Ludo Peeters e Adrie Van Der Poel attaccano e vanno al traguardo, ove sarà il belga a spuntarla. A 28" arriva un quartetto formato da Raas, Wampers, Contini e il campione del mondo Greg Lemond. Lo sprint per il 3° posto è appannaggio di Raas. Il 12 ottobre Guido Bontempi si aggiudica il Giro del Piemonte fulminando, in volata, Kelly e Moser.

Giro di Lombardia

Il 15 ottobre 1983, a Brescia, parte il Giro di Lombardia, la gara che chiude la stagione. Giornata piovosa e contraddistinta, in mattinata, da una fuga a due composta da Gisler e Clivati. Gli attacchi iniziano sulla salita verso San Fedele, ove Munoz e Criquieilion fanno il vuoto, mentre fatica Saronni, staccato anche dal primo gruppetto inseguitore che scollina a 22" dai battistrada. Il vincitore dell'ultimo Giro d'Italia, comunque, rientra prontamente in discesa. Si capisce, tuttavia, che per Beppe non è giornata. Il lombardo si staccherà definitivamente sulla salita di Schignano, mentre Lejarreta e Ruperez impongono un ritmo infernale.

I battistrada vengono ripresi, ma sul San Fermo Munoz si muove di nuovo. Al suo inseguimento si porta, prontamente, Adrie Van der Poel, insieme anche a Seiz e Pedersen. Nel frattempo Argentin va in crisi e Moser resta a fatica nel gruppo inseguitore. Munoz viene ripreso da un gruppo di 18 uomini a 2 km dalla fine e Kuiper, sotto lo striscione dell'ultimo km, prova ad anticipare la volata con una stoccata da finisseur. A 200 metri dalla fine Kuiper è ancora davanti e Moser rischia lanciando lo sprint. A 50 metri dall'arrivo l'olandese resiste in testa, mentre a pochi metri dal traguardo lo sorpassano Sean Kelly e Greg Lemond. Ci vorrà il fotofinish per stabilire che, tra i due, l'irlandese è il primo a tagliare il traguardo. 3° posto per Adrie Van der Poel che ha superato il connazionale proprio nei pressi della linea bianca.

Luca Saugo



RE: 1983, l'ascesa di Laurent Fignon - capitolo IV Mondiale & Lombardia - Giorgio Ricci - 13-02-2019

Esprimo un opinione. Il 1983 fu l'ultmo anno romantico, in cui nel ciclismo non si parlava di preparazioni mirate, picchi di forma, ruote lenticolari, test Conconi e tutto ciò che ha portato ad una degenerazione che ha generato mostri.
È incredibile cosa è successo In pochi anni, quell'anno Hinault vinceva una Vuelta con una gamba sola e Fignon un Tour che mai nessuno avrebbe immaginato.
E dopo poco tempo è stato stravolto tutto.Saronni per esempio rimase indietro e mai si riprese completamente dal cambiamento epocale che in pochi mesi si mise in atto.