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Olimpiadi di Rio, Elia Viviani d'oro nell'Omnium - Versione stampabile

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Olimpiadi di Rio, Elia Viviani d'oro nell'Omnium - SarriTheBest - 16-08-2016

Olimpiadi di Rio, Elia Viviani d'oro nell'Omnium. Sul podio Cavendish e Lasse Norman Hansen.

Elia Viviani
Elia Viviani "morde" la sua medaglia d'oro  - © BettiniPhoto


Il sogno di una carriera. La ricompensa a sforzi e sacrifici che lo hanno impegnato in questi ultimi anni, impegnato in un doppio impegno fisico e mentale tra strada e pista. Elia Viviani, nel Velodromo Olimpico di Rio de Janeiro, ha coronato sei anni di duro lavoro, conquistando la tanto sognata medaglia d'oro nella specialità dell'Omnium. Riportando l'Italia sul più alto gradino del podio olimpico dopo 16 anni, quando vinse la medaglia l'attuale ct azzurro: Marco Villa.

Il veronese ha letteralmente dominato la corsa a punti, nonostante le insidie fossero nascoste dietro ad ogni angolo. La più subdola è stata quella che gli ha riservato il fato, spesso poco amico di Viviani. Stavolta si è materializzato in una caduta, innescata dal coreano Park Sanghoon - poi costretto al ritiro - e che ha visto coinvolto Mark Cavendish: il britannico è finito con la lenticolare addosso Viviani, travolgendo l'azzurro e l'australiano O'Shea. Eravamo neanche a metà gara, 100 giri dalla fine. Dopo un primo momento di rabbia e la neutralizzazione della corsa per consentire i soccorsi a Sanghoon, Viviani ha subito fatto vedere di non aver riportato gravi danni e ha ricominciato implacabile a far punti e a rintuzzare gli attacchi degli avversari.

Avversari che han tentato in tutti i modi di mettere in difficoltà l'italiano. Il più pericoloso è stato Lasse Norman Hansen, danese campione olimpico a Londra 2012. Hansen ha conquistato subito un giro, mettendo da parte una trentina di punti grazie anche agli sprint conquistati nel frattempo. Il danese si è portato così a sole due lunghezze da Viviani, mettendo in scena un emozionante duello con l'azzurro che si è protratto fino ad una decina di giri dal termine, quando - a causa delle scarse doti da velocista di Hansen - lo spazio per conquistare un secondo giro ormai era del tutto svanito.

Così Mark Cavendish è riuscito ad issarsi sul secondo gradino del podio, conquistando l'ultimo sprint da cinque punti e staccando Hansen di soli due punti. Il britannico, così come un deludente - seppur combattivo - Fernando Gaviria (4°), non ha però mai seriamente in difficoltà Viviani, che è riuscito sempre a tenerlo sott'occhio e, alla fine, ha pagato solamente tre punti nella conclusiva corsa a punti.

Ma Elia Viviani, in questa due giorni di Pista, aveva lasciato pochi dubbi su chi meritasse la medaglia d'oro nell'Omnium. Partito, nella prima serata, con un amaro sesto posto nello scratch vinto da Lasse Norman Hansen, si è riscattato prima con un terzo posto nell'inseguimento individuale (migliorando di 11 secondi il tempo segnato a Londra 2012) e poi la vittoria nell'eliminazione contro il francese Thomas Boudat. Nella seconda giornata ha invece collezionato prima un terzo posto nel chilometro da fermo, seguito da un secondo nel chilometro lanciato dietro al favoritissimo Dylan Kennett.
In tutte queste occasioni, i vari Cavendish e Gaviria si erano dovuti accontentare, spesso e volentieri, di accomodarsi alle spalle dell'azzurro; mentre Hansen, dopo due grandi vittorie tra Scratch e Inseguimento, aveva clamorosamente toppato nell'Eliminazione facendosi tagliare fuori dai giochi già al primo sprint.

a cura di Gilberto Cominetti