Il Nuovo Ciclismo

Versione completa: Biblioteche vs Musei (e chiese). Una riflessione
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L'istituzione biblioteca garantisce senza limitazioni il libero e gratuito accesso alla cultura, alla conoscenza e al sapere, fornendo ad ogni utente interessato 3 servizi fondamentali: la lettura, lo studio e la ricerca.
La biblioteca punta anche ad essere un luogo di ritrovo per i giovani nel doposcuola e nel dopo-università, un centro di scambio di idee e di conoscenze. 

L' istituzione museo italiana, pur offrendo cose simili, non è gratuita ed è fortemente limitante. 
L'opera d'arte riprodotta la puoi fruire gratuitamente sui libri della biblioteca, ma studiare l'originale è un'azione spesso sottoposta ad una limitazione importante: il pagamento di un biglietto. Un biglietto che consenta di vedere la sacra reliquia artistica.

Il prezzo è spesso molto elevato, non è un semplice obolo simbolico tra l'1 e i 3 euro. A Firenze, per poter vedere le poche stanze aperte di Palazzo Medici Riccardi, devi pagare 10 euro. 4 euro in più rispetto ad un frugale pranzo con una schiacciata. 

Il turismo in Italia porta a notevolissime entrate, ma il bilancio di ogni museo pubblico è sempre un bilancio in negativo. L'investimento statale supera l'indotto, esattamente come per le biblioteche, solo che queste sono gratuite ed è considerato normale e giusto che per esse lo stato perda denaro investendo nella crescita spirituale dei propri cittadini.

Non riesce ancora a far strada l'idea che la biblioteca e il museo siano due facce della stessa medaglia. Nell'immaginario comune la prima è per tutti, il secondo per una ristretta élite di gente acculturata e/o modaiola.

Non solo musei, ma addirittura la visita di molte chiese delle città più turistiche è gravata  dal pagamento di un biglietto, che snatura così in maniera totale la funzione originaria dell'edificio.