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X2O Trofee 2026-2027 - Versione stampabile

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X2O Trofee 2026-2027 - Luciano Pagliarini - 02-02-2026

[Immagine: HAKuW6vXYAE_Qoi?format=jpg&name=large]

Hamme-Zogge lo dicevo senza sperarci che speravo tornasse....e invece.

Bene Beringen che è il migliore tra i nuovi cross.

Ora bisognerebbe recuperare Essen.


RE: X2O Trofee 2026-2027 - Luciano Pagliarini - 27-10-2026

[Immagine: HVoFrq0WMAAy8FO?format=jpg&name=large]

Quando il Koppenberg incontra il fango.

Domenica 1° novembre - come da tradizione - si terrà la gara di ciclocross più dura in assoluto: l'infernale Koppenbergcross.

E il nome dice molto, ma non tutto.

Il Koppenberg - chiunque segua il ciclismo lo sa - è il muro più duro del Giro delle Fiandre, l'unico che in quanto ad atmosfera e maestosità può competere con il leggendario Kapelmuur.

Fu introdotto nella classica fiamminga nel 1976, su intuizione di Walter Godefroot.

Il muro viene tolto dal tracciato del Giro delle Fiandre e verrà riproposto solamente nel 2002.

Un anno e mezzo dopo l'incidente di Skibby, viene organizzata una gara di ciclocross a Den Doorn, sul territorio di Oudenaarde.

Nelle prime due edizioni, è una corsa come tante.

Poi - nel 1990 - arriva la svolta.

Gli organizzatori decidono di trasferire la gara da Den Doorn a Melden.

Qua si trova un terreno decisamente particolare. Molto discontinuo, ricco di salite e discese.

Ricorda le aree che ospitano i durissimi ciclocross elvetici.

Ma Melden si trova anche alle pendici del Koppenberg.

E il titano non si può ignorare.

Gli anni '90 del Koppenbergcross, per la verità, non sono semplici.

Tra il '92 e il '96 la corsa viene sospesa per difficoltà organizzative.

Riparte dal basso, categoria C3.

A fine millennio arriva la prima svolta: un cambio di data.

Da inizio gennaio, infatti, si passa al giorno di Ognissanti. Che diventerà, da quel momento in avanti, la data del Koppenbergcross.

Poi, nel 2002, ecco il salto di qualità definitivo.

Il Gazet Van Antwerpen Trofee - oggi X2O Trofee - sta ampliando i suoi confini.

Da challenge provinciale - che si svolgeva esclusivamente sul territorio di Anversa - vuole diventare competizione nazionale.

E lo vuole fare in modo decisamente ambizioso.

L'idea degli organizzatori del GVA, infatti, è di aprirsi a gare moderne, che ripropongono la tradizione del ciclocross belga sotto nuove vesti.

Il primo passo è il GP Sven Nys di Baal, il secondo è il Koppenbergcross.

E sarà proprio Nys a rendere grande la gara di Oudenaarde.

Il Kannibaal van Baal vince tutte le edizioni tra il 2004 e il 2010.

Il Koppenberg diventa il suo feudo.

Tra tutti quei trionfi, peraltro, ce n'è uno che svetta su tutti gli altri.

L'anno è il 2008, l'avversario veste i colori dell'iride ed è un suo ex delfino: Lars Boom.

Le condizioni meteo sembrano quelle narrate nel libro della Genesi, nei capitoli dedicati a Noè.

Il Koppenberg è una trappola di acqua e fango.

E Boom e Nys sono due leoni che si battono per il predominio.

Il resto è storia e qua lo potete recuperare:




Proprio mentre l'epopea di Nys volge al termine, il Koppenbergcross si rinnova ulteriormente.

Nel 2016, gli organizzatori dovettero spostare il tracciato dal lato sinistro del Koppenberg a quello destro.

Prima si affrontava solo una porzione di muro e il traguardo era in piano.

Con il cambio di percorso, invece, l'arrivo viene posto in cima al colosso e gli atleti devono affrontarlo integralmente.

Nel 2017 arriva una scelta forse ancora più sadica: si sposta il traguardo 200 metri più indietro, al culmine del tratto più duro del muro.

La gara diventa ancor più tosta.

E l'arrivo del 2017 è forse emblematico di quanto sia infernale il Koppenbergcross.

Mathieu van der Poel - che soffre quella gara più di ogni altra - taglia il traguardo per primo e, subito dopo, crolla a terra.

Ciò che rende veramente mostruoso il Koppenbergcross non è solo il muro, ma tutto ciò che gli sta intorno.

Un tracciato tecnico, con discese ripide e punti dove serve avere un grande manico per fare la differenza.

Il confronto tra Eli Iserbyt e Tom Pidcock del 2019 è d'esempio.

Il fiammingo era nettamente più forte sul muro, ma - in una giornata da tregenda - il britannico riuscì a metterlo in seria difficoltà con la sua superiorità nei segmenti più diabolici.

Sarà proprio quando verrà meno la lucidità per fare certe follie, che Tom dovrà arrendersi.


RE: X2O Trofee 2026-2027 - Luciano Pagliarini - 29-10-2026

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La malizia del giovane Wout

Il Wout Van Aert che si affaccia al ciclocross dei grandi dodici anni fa è un atleta ben diverso da quello che conosciamo oggi.

Fisicamente - certo - ma anche a livello di mindset.

E nessuna gara lo racconta meglio del Koppenbergcross 2014.

Dimenticatevi il Van Aert magnanimo che tira per i compagni sulle salite del Tour e concede una Gand-Wevelgem a Laporte.

Il Wout prima maniera si contraddistingueva per la voracità e la cattiveria agonistica tipica dei grandi crossisti del passato, come i De Vlaeminck.

Van Aert arriva nel ciclocross dei grandi tirato per la giacchetta dal suo rivale di sempre Mathieu van der Poel.

Mentre il belga vince a Gieten l'apertura del Superprestige degli U23, il neerlandese sbaraglia la concorrenza tra gli Elite.

Una settimana dopo Gieten, alla prima dell'allora BPP Trofee, l'Hotondcross di Ronse, anche Wout è coi grandi.

Ma quel giorno il primattore si chiama ancora Sven Nys.

In un autentico oceano di fango, il vecchio Kannibaal van Baal dà una lezione ad ambedue i giovani Dioscuri.

Quando Wout e Sven si ritrovano a Oudenaarde, venti giorni più tardi, per il tradizionale Koppenbergcross, però, la situazione è diametralmente opposta.

Van der Poel, stavolta, non c'è. E anche il meteo non è infausto come a Ronse.

Sarà gara dura, ma asciutta.

Kevin Pauwels e Klaas Vantornout cercano di essere quel presente che non si fa soffocare né dal passato né dal futuro.

Ma piano piano devono cedere il passo e all'ultimo giro in testa sono rimasti due corridori: Sven Nys, Wout Van Aert.

Diciotto anni di differenza.

Wout corre gomito a gomito con Sven. Lo attacca. Lo sfida.

Con tutta la sfrontatezza dei suoi vent'anni.

Nys, ovviamente, ribatte colpo su colpo.

Del resto è lui il re del ciclocross e il Koppenberg è il suo tempio.

Nessuno, però, fa la differenza.

Sarà volata.

Quando i due arrivano all'imbocco del rettilineo finale, una figura si palesa di fronte a loro.

Jan Denuwelaere. Un corridore da doppiare.

Sulla carta, una formalità.

Jan, però, è un compagno di squadra di Van Aert.

E questo cambia tutto.

Wout si mette prima a ruota di Jan, poi lo supera all'interno quando lancia la volata.

Nys si trova, così, Van Aert davanti...e Denuwelaere di fianco.

Non ha spazio per uscire. E' in un imbuto.

Wout detronizza il re in casa sua.

Mentre Van Aert esulta, Nys si sbraccia, fa il gesto dell'ombrello, lancia a Denuwelaere un'occhiataccia degna di Ivan Drago.

Ma nel ciclocross astuzia e cattiveria sono parte del gioco. E lui lo sa bene.

Qua per rivedere questa gara leggendaria: