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Addio Giro di California
#1
Nel 2010 veniva spostato da febbraio a maggio diventando, secondo qualcuno, un pericoloso competitor per il Giro.

10 anni dopo finisce ufficialmente l'avventura del Giro di California.

Corsa simpatica, se non altro per il momento della giornata in cui si svolgeva.

Però è sempre rimasta in un limbo eterno. Non è mai stata una gara veramente bella né una gara a cui partecipavano i grandi uomini da corse a tappe (le poche volte che hanno avuto dei veri big, penso a Schleck nel 2011 e Nibali nel 2012, non erano comunque andati là per vincere la generale).

Ogni corsa a tappe che prova ad andare in contemporanea col Giro esce con le ossa rotte. Successe lo stesso al Catalunya nel periodo tra il 2005 e il 2009, quando lo spostarono da giugno a maggio e venne vinto, oltre che da Valverde, da Popovych, Canada, Karpets e Gustavo Cesar Veloso.

Un po' mi mancherà, se devo essere onesto, anche se è la dimostrazione di come nel ciclismo non ci si inventa nulla. Hanno provato a spostarlo da febbraio a maggio, lo hanno inserito nel WT, ma senza il fascino della storia non vai da nessuna parte.
 
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#2
Lo hanno cancellato perché Sagan ha deciso di venire al Giro e quindi per la prima volta salterà la corsa a tappe americana ?
 
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#3
Questo potrebbe portare più velocisti a farsi 10/12 giorni di Giro d'Italia
 
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#4
A parte Sagan non è che il California avesse 'sti parchi velocisti da leccarsi i baffi.

Un paio di volte ci è andato Cav, una Kittel e l'anno scorso Gaviria.

Se uno non fa il Giro per preparare il Tour, difficilmente fa il California, che tanto richiede sempre due viaggi intercontinentali. Meglio 10 giorni di Giro, piuttosto.
 
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#5
2018 è stato il top con Kittel, Kristoff, Gaviria, Ewan e Sagan.
 
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#6
Secondo me più che il fascino storico della corsa il problema è di natura squisitamente di marketing. È il k-esimo tentativo di far sbancare il ciclismo su strada negli stati uniti che fallisce, fatto che onestamente trovo piuttosto contraddittorio se pensiamo che molti dei grandi produttori di biciclette sono proprio società statunitensi. Le ragioni per il poco che conosco il mondo americano mi sembrano risiedere (ma ripeto sto facendo una stima) nel riacquistato peso del Giro, che da qualche anno a questa parte mi sembra proprio stia colmando il gap con la Boucle, e che andando in concomitanza era un deterrente per avere tanti dei migliori al via anche perché:

1) chi fa il Giro a Maggio fa il Giro (and the award for the best usage of Aristotele's identity principle goes to...)
2) chi fa il Tour a Maggio storicamente negli ultimi anni non corre (se non scampoli di Romandia)

con questo non intendo dire che il TOC fosse un competitor credibile per la corsa rosa, ma quando i Froome , Dumoulin, Roglic etc decidono di correre a Maggio vengono al giro è chiaro che la SL perde di valore e così l'interesse degli sponsor. In tutto questo negli ultimi anni al TOC abbiamo visto muovere i primi passi nel WT a gente che da subito poi ha fatto risultati strepitosi (Bernal, Pogacar e Higuita i primi 3 nomi che mi vengono in mente) e la corsa aveva una sua dimensione specifica, ed era anche fonte di interesse. Un interesse però limitato a un pubblico per lo più europeo (con il problema che deriva dal fuso orario e i diritti tv), e comunque di nicchia (perché si ok, qui dentro Bernal e Pogacar li conoscevano tutti da ben prima del TOC 2018-2019 ma resta questo un campione esiguo)

Questo secondo me per quanto concerne i contenuti tennici (cit.) della corsa. Sulla questione di business bisognerebbe mettere mano al bilancio. Cosa che non ho gli strumenti ne le competenze per fare
 
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#7
Luca scusami, secondo il tuo discorso "senza il fascino della storia non vai da nessuna parte" in pratica non può nascere nessuna corsa per il semplice motivo che non ha un passato?

Lo chiedo senza polemica, non mi viene in mente nessuna corsa "nuova" che abbia effettivamente già un grande valore tecnico (se si esclude forse la "Strade Bianche" ma mi sembra che sia soprattutto qui in Italia che la si pompa come "La sesta Mo*****to" o cose del genere)
 
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#8
(30-10-2019, 11:17 AM)Paruzzo Ha scritto: Luca scusami, secondo il tuo discorso "senza il fascino della storia non vai da nessuna parte" in pratica non può nascere nessuna corsa per il semplice motivo che non ha un passato?

Lo chiedo senza polemica, non mi viene in mente nessuna corsa "nuova" che abbia effettivamente già un grande valore tecnico (se si esclude forse la "Strade Bianche" ma mi sembra che sia soprattutto qui in Italia che la si pompa come "La sesta Mo*****to" o cose del genere)

sul resto non intervengo ma riguardo al grassetto. Non so se sia partita dall'Italia questa cosa della 6a Monumento (ban incoming?) ma:

https://www.cyclingweekly.com/news/comme...ent-371591


https://cyclingtips.com/2019/03/photo-ga...-monument/

https://rouleur.cc/editorial/strade-bian...-monument/

https://www.youtube.com/watch?v=doISseEZjPs

https://www.youtube.com/watch?v=CfZjz0Rw1jo

lo so che fa ridere per una corsa di 180km scarsi, però è un dibattito internazionale e aperto
 
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#9
Addirittura?

Non pensavo che fosse a questi livelli.
 
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#10
(30-10-2019, 11:06 AM)cyclingchronicles Ha scritto: Secondo me più che il fascino storico della corsa il problema è di natura squisitamente di marketing. È il k-esimo tentativo di far sbancare il ciclismo su strada negli stati uniti che fallisce, fatto che onestamente trovo piuttosto contraddittorio se pensiamo che molti dei grandi produttori di biciclette sono proprio società statunitensi. Le ragioni per il poco che conosco il mondo americano mi sembrano risiedere (ma ripeto sto facendo una stima) nel riacquistato peso del Giro, che da qualche anno a questa parte mi sembra proprio stia colmando il gap con la Boucle, e che andando in concomitanza era un deterrente per avere tanti dei migliori al via anche perché:

1) chi fa il Giro a Maggio fa il Giro (and the award for the best usage of Aristotele's identity principle goes to...)
2) chi fa il Tour a Maggio storicamente negli ultimi anni non corre (se non scampoli di Romandia)

con questo non intendo dire che il TOC fosse un competitor credibile per la corsa rosa, ma quando i Froome , Dumoulin, Roglic etc decidono di correre a Maggio vengono al giro è chiaro che la SL perde di valore e così l'interesse degli sponsor. In tutto questo negli ultimi anni al TOC abbiamo visto muovere i primi passi nel WT a gente che da subito poi ha fatto risultati strepitosi (Bernal, Pogacar e Higuita i primi 3 nomi che mi vengono in mente) e la corsa aveva una sua dimensione specifica, ed era anche fonte di interesse. Un interesse però limitato a un pubblico per lo più europeo (con il problema che deriva dal fuso orario e i diritti tv), e comunque di nicchia (perché si ok, qui dentro Bernal e Pogacar li conoscevano tutti da ben prima del TOC 2018-2019 ma resta questo un campione esiguo)

Questo secondo me per quanto concerne i contenuti tennici (cit.) della corsa. Sulla questione di business bisognerebbe mettere mano al bilancio. Cosa che non ho gli strumenti ne le competenze per fare

Credo centri poco o niente il giro
I costi per le corse nordamericane son elevati
Non ci sono soldi pubblici 
Quando perdono il main sponsor
Chiudono
La coors classic , che aveva un livello più elevato del California
Il tour DuPont trump
Il quiznos challenge
Tutti con super sponsor
E tanto pubblico
Naufragati
Aeg è un impero , molto più grande di aso e RCS organizzazioni
Se non guadagnano, chiudono
Ci vorrebbe un intervento statale..
 
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#11
(30-10-2019, 11:17 AM)Paruzzo Ha scritto: Luca scusami, secondo il tuo discorso "senza il fascino della storia non vai da nessuna parte" in pratica non può nascere nessuna corsa per il semplice motivo che non ha un passato?

Lo chiedo senza polemica, non mi viene in mente nessuna corsa "nuova" che abbia effettivamente già un grande valore tecnico (se si esclude forse la "Strade Bianche" ma mi sembra che sia soprattutto qui in Italia che la si pompa come "La sesta Mo*****to" o cose del genere)

No.

Una corsa può nascere, ma si deve "fare" prima di essere messa insieme alle grandi del passato.

La Strade Bianche, prima di diventare WT, la vincevano comunque Cancellara e Gilbert. Il California Van Garderen e Horner.
 
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#12
(30-10-2019, 01:55 PM)winter Ha scritto: Credo centri poco o niente il giro
I costi per le corse nordamericane son elevati
Non ci sono soldi pubblici 
Quando perdono il main sponsor
Chiudono
La coors classic , che aveva un livello più elevato del California
Il tour DuPont trump
Il quiznos challenge
Tutti con super sponsor
E tanto pubblico
Naufragati
Aeg è un impero , molto più grande di aso e RCS organizzazioni
Se non guadagnano, chiudono
Ci vorrebbe un intervento statale..

Guarda è proprio l'aspetto che ammetto di non conoscere quello strettamente economico, ed è possibilissimo che effettivamente come si accorgono di non avere ritorno economico chiudono baracca e burattini.
 
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#13
(30-10-2019, 11:06 AM)cyclingchronicles Ha scritto: Secondo me più che il fascino storico della corsa il problema è di natura squisitamente di marketing. È il k-esimo tentativo di far sbancare il ciclismo su strada negli stati uniti che fallisce, fatto che onestamente trovo piuttosto contraddittorio se pensiamo che molti dei grandi produttori di biciclette sono proprio società statunitensi. Le ragioni per il poco che conosco il mondo americano mi sembrano risiedere (ma ripeto sto facendo una stima) nel riacquistato peso del Giro, che da qualche anno a questa parte mi sembra proprio stia colmando il gap con la Boucle, e che andando in concomitanza era un deterrente per avere tanti dei migliori al via anche perché:

1) chi fa il Giro a Maggio fa il Giro (and the award for the best usage of Aristotele's identity principle goes to...)
2) chi fa il Tour a Maggio storicamente negli ultimi anni non corre (se non scampoli di Romandia)

con questo non intendo dire che il TOC fosse un competitor credibile per la corsa rosa, ma quando i Froome , Dumoulin, Roglic etc decidono di correre a Maggio vengono al giro è chiaro che la SL perde di valore e così l'interesse degli sponsor. In tutto questo negli ultimi anni al TOC abbiamo visto muovere i primi passi nel WT a gente che da subito poi ha fatto risultati strepitosi (Bernal, Pogacar e Higuita i primi 3 nomi che mi vengono in mente) e la corsa aveva una sua dimensione specifica, ed era anche fonte di interesse. Un interesse però limitato a un pubblico per lo più europeo (con il problema che deriva dal fuso orario e i diritti tv), e comunque di nicchia (perché si ok, qui dentro Bernal e Pogacar li conoscevano tutti da ben prima del TOC 2018-2019 ma resta questo un campione esiguo)

Questo secondo me per quanto concerne i contenuti tennici (cit.) della corsa. Sulla questione di business bisognerebbe mettere mano al bilancio. Cosa che non ho gli strumenti ne le competenze per fare

Il ciclismo non attecchisce negli USA perché gli USA sono un territorio troppo grande e vario da conquistare in toto.

E' quello che l'UCI non sa e non capisce, ovviamente.

Questa è la distribuzione sul territorio USA delle franchigie NFL:

[Immagine: big_nfl_franchise_map.png]

Il football è lo sport più popolare degli USA, ma si concentra tutto tra est e west coast. Non è distrubuito in modo omogeneo, ma neanche vagamente omogeneo, l'interesse per il loro sport principe, figurarsi se può avere un successo"totale" una disciplina, il ciclismo su strada, che là esiste da 40 anni a farla grossissima.

La NBA:

[Immagine: map-of-usa-canada-teams-in-each-conferen...e-nba1.gif]

E franchigie come Memphis o NOLA sono a costante rischio relocation perché hanno sempre poco pubblico. Anche quando hanno squadre forti. Mentre il Garden è pieno nonostante ora girino con Bobby Portis superstar, insomma.

Pensare di portare il ciclismo negli Stati Uniti è un fallimento annunciato. Dello stesso Armstrong cos'è rimasto?

Ci sono zone in cui c'è un po' di tradizione in più, e la California è una di queste, vuoi per il successo della spedizione di Eddy B. a LA 1984, vuoi perché al massimo del suo splendore vi passava la Coors Classic citata da Winter. E a quelle si può puntare. Se, però, tu metti un corsa neonata, che pure se WT non ha il prestigio per camminare con le proprie gambe, in una posizione di calendario scomoda, chiaramente non cresce.

Al di là del Giro, ma chi, tra quelli che preparano il Tour, ha voglia di farsi un doppio viaggio intercontinentale a due mesi dalla Grande Boucle?

Questa è la startlist del Tour of California, a febbraio, nel 2009: https://firstcycling.com/race.php?r=30&y=2009&k=start

Nomi alla mano, cambiando posizione in calendario, si sono pure dati la zappa sui piedi.

C'è, però, una disciplina del ciclismo storicamente apprezzata in quella zona degli USA dove si può, imho, realmente avere un ritorno economico importante, vale a dire la east coast, e parlo della pista.

La 6 giorni di New York, 100 anni fa, era uno degli eventi principali non della pista, ma del ciclismo in generale.

Ci partecivano ogni anno Giorgetti, McNamara, Belloni, Goullet, Egg ecc...

E, poi, c'erano Boston, Chicago, Cleveland, Atlantic City, Newark e via andare.

Quello è un ciclismo dove vale la pena investire, non solo per il ritorno economico, ma anche di praticanti. L'evento al Madison Square Garden tira a priori, specie se ha il fascino di qualcosa di antico.

Hai ragione quando dici che c'è un problema di marketing, ma il problema di marketing nasce perché all'UCI non sanno un cazzo della storia del ciclismo negli USA, non conoscono il territorio USA e pensano di poter applicare stratagemmi che, magari, e sottolineo MAGARI, vanno bene qua in Europa.
 
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#14
col rischio di dire lo stronzatone, nel qual caso correggetemi, quanto l'interesse che aveva a che fare con il ciclismo su pista negli anni 20 in USA era legato al mondo delle scommesse? Perché fosse così si parlerebbe di un treno che non so fino a che punto oggi possa muovere gli stessi interessi che muoveva 100 anni fa. A questo mondo rimane attaccato il Keirin in Giappone, ma ricordo che anche lì erano sorte delle problematiche di interesse negli ultimi tempi (alle nuove generazioni importa il giusto)

La percezione che ho io è che Criterium e CX siano appetibili, al di lá dei problemi per i team europei nell''organizzare trasferte per Jingle e Waterloo, il gravel (vuoi perché fenomeno hipster del momento) e la mtb (ma enduro, freeride e downhill) pure. La strada proprio non fa breccia
 
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#15
Tieni presente che quando parliamo di Sei Giorni di New York parliamo di un evento che è durato più di 70 anni, dunque il legame tra il suo successo e i ruggenti anni '20 è relativo.

Qua un video del '37 in cui si vede quanta gente muoveva un evento del genere:




Il ciclocross ha costruito un suo microcosmo sicuramente interessante. Ha una sua culla che comprende la zona dei grandi laghi e l'alta east coast.

Roanoke, Rochester, Iowa, Waterloo, Breinigsville, Baltimora, Washington DC, Mason, Suffern, Indianapolis, Falmouth, Northampton, Hendersonville.....si svolgono tutte in una zona che rappresenta giusto un quarto degli USA e proprio sopra c'è l'Ontario dove si svolgono diversi altri cross.

La MTB, e in particolare la downhill, alla fine nasce là, non è importata, dunque è normale che ci sia un altro legame con il territorio.

Se andiamo a vedere le stesse sei giorni, queste sono quelle che hanno organizzato negli USA: Atlantic City, Atlanta, Boston, Buffalo, Chicago, Cleveland, Columbus, Des Moines, Detroit, Indianapolis, Kansas City, Los Angeles, Louisville, Milwaukee, Minneapolis, Newark, New York, Oakland, Philadelphia, Pittsburg, Portland, Saint Louis, San Francisco e Washington.

Tre quarti si sono svolte, anche qua, tra grandi laghi ed east coast. Anche se qua, bisogna dire, c'è una buona presenza della California.

Peraltro anche il Canada ne ha avute parecchie.

La strada, se vuoi, non fa parte della tradizione di nessun territorio e, oltretutto, non è stata portata là in modo quasi casuale come il cross.

Le prove di Coppa del Mondo sono arrivate che già c'era il cross nel territorio USA, voglio dire. Il 2° posto mondiale del 2007 di Page è quasi 10 anni più vecchio della CDM negli USA.

Invece Ochowicz, Eddy B., Lemond, Motorola, Hampsten, Coors Classic, Tour du Trump è arrivato tutto insieme, senza delle fondamenta dietro, per cui c'è stato il fenomeno momentaneo, ma finito quello non ha lasciato abbastanza dietro di sé per creare un movimento realmente solido. Se andiamo a vedere, già prima dell'era Armstrong il ciclismo, negli USA, stava avendo un primo rinculo.

Nei territori di quel boom, che sono Colorado e California, c'hanno riprovato e i risultati li abbiamo visti.

Purtroppo per loro, un movimento si costruisce con pazienza, mattone per mattone, non ti inventi niente così dal nulla.
 
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#16
Sta a vedere che Sagan ha deciso di venire al Giro solo per mancanza di alternative  Facepalm

Capitolo CX: il Jingle Cross (da Jingle bells rock, perché in origine si disputava sotto Natale), oltre ad avere le spalle coperte dagli sponsor e dal supporto istituzionale, sia della municipalità di Iowa City che della contea, trae linfa dalla serie interminabile alla tre giorni di eventi di contorno alle gare dei pro.

Tuttavia, la società che lo organizza è una no profit e gli eventuali guadagni vanno diretti in beneficenza all'ospedale dei bambini di Iowa City (dove ha lavorato per anni John Meehan, chirurgo pediatrico, ideatore della corsa).

Modello tanto intrigante quanto difficilmente replicabile altrove.

Quanto a Waterloo, nasce e muore con la Trek. Il rischio, remoto quanto si vuole visto che la Trek è un colosso, è quello di finire come il Cross Vegas, il quale ha seguito le sorti dell'expo di bici Interbike (di cui era una costola), dal ridimensionamento alla sparizione definitiva.

Per il resto il calendario nazionale è sempre ricco di gare, alcune non ci sono più ma sono state rimpiazzate da altre, tanto da avere addirittura problemi di contemporaneità e, relativamente ai praticanti, adesso stanno raccogliendo i frutti del mondiale 2013.

Anche l'opera di evangelizzazione di Nys ha fatto la sua parte, secondo me però gli manca qualche corridore veramente forte per camminare con le proprie gambe.
 
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#17
Comunque mi spiace che vengano a concludersi le esperienze lisergiche frutto della combo tra tarda ora, commento di Panchetti e figure tipo IL PAPA a bordo strada.

Figa ti facevi di quei viaggioni...
 
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#18
A margine di tutto questo discorso che si è fatto sul TOC e sul problema del lanciare il ciclismo su strada oltreoceano è arrivata ieri la notizia del passaggio di Peter Stetina dalla Trek al gravel, cin un team privato e con degli sponsor. Se è chiaro che non stiamo parlando di un top rider (anche in contesto americano), mi sembra comunque significativo che sia un'alternativa di carriera fattibile per i corridori americani o di squadre americane (mi vengono in mente i casi suo e di Morton), che hanno la possibilità di essere o sponsorizzati direttamente dalla propria squadra per fare le gare gravel negli stati uniti, o comunque di trovare degli sponsor per avviare questa carriera.


per farvi un'idea di quante competizioni ci sono ad oggi, specialmente negli states: https://gravelcyclist.com/calendar/actio...rmat~json/
 
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#19
(07-11-2019, 10:08 AM)cyclingchronicles Ha scritto: A margine di tutto questo discorso che si è fatto sul TOC e sul problema del lanciare il ciclismo su strada oltreoceano è arrivata ieri la notizia del passaggio di Peter Stetina dalla Trek al gravel, cin un team privato e con degli sponsor. Se è chiaro che non stiamo parlando di un top rider (anche in contesto americano), mi sembra comunque significativo che sia un'alternativa di carriera fattibile per i corridori americani o di squadre americane (mi vengono in mente i casi suo e di Morton), che hanno la possibilità di essere o sponsorizzati direttamente dalla propria squadra per fare le gare gravel negli stati uniti, o comunque di trovare degli sponsor per avviare questa carriera.


per farvi un'idea di quante competizioni ci sono ad oggi, specialmente negli states: https://gravelcyclist.com/calendar/actio...rmat~json/

Ottimo spunto questo. Mi sono accorto pure io che in pratica quelle che sono le GF in Italia, per esempio, sono le gravel race negli States. Basta farsi un giro su Youtube e si trovano solo video di ciclisti vlogger che partecipano o ai criterium (praticamente in California) o a gravel race. Ci sta anche visto quanto siano indietro a cultura ciclista in america del nord che preferiscano prendere parte a questo genere di eventi, anche perche', esclusi alcuni stati, mai e poi mai mi verrebbe in mente di uscire per strada con la mia bici.
 
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