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Doping, Santambrogio ancora nella bufera: positivo al testosterone e sospeso dall'UCI
#11
C'è anche da considerare che lui non era un ciclista professionista al tempo (della cura, non del controllo) e questo non so se cambia in qualche modo le cose...

(questo discorso non è assolutamente per cercargli scuse, ha fatto l'ennesima cazzata ed è giusto che la paghi a caro prezzo)
 
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#12
La cosa che rende più o meno credibile questa scusa è che anche se proprio dovessero dargliela per buona, la squalifica se la prende lo stesso e ormai dovrebbe essere abbastanza chiaro


Da quello che ho capito lui sostiene che sapeva benissimo di non poterla prendere (anche con la prescrizione) ma siccome era squalificato e non aveva una squadra se n'è fregato
 
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#13
Caso Santambrogio, Fanini e l'Amore&Vita a fianco del corridore
In merito al caso di Mauro Santambrogio, il team Amore & Vita – Selle SMP, intende esprimere il proprio pieno appoggio all’atleta, essendoci basi importantissime su cui lo stesso possa ritenersi assolutamente innocente seppur risultato positivo al controllo del 22 Ottobre 2014.

“La notizia è stata senza dubbio scioccante – spiega patron Ivano Fanini – è stato proprio Mauro a comunicarcelo al telefono. Ma, subito dopo aver esaminato accuratamente tutta la sua documentazione e soprattutto dopo aver ascoltato attentamente le sue spiegazioni, abbiamo capito che Santambrogio non ha commesso alcun tipo di frode sportiva, benché meno vi era l’intenzione di alterare le prestazioni in un periodo in cui lo stesso non sapeva se avrebbe mai più corso in bicicletta.

Di fatto crediamo alla buona fede del ragazzo, appoggiamo la sua decisione di volersi curare per risolvere un grave problema che creava (e crea tutt’ora) un importante disagio personale, decisamente invalidante per la sua vita. Curarsi, in un momento in cui il ciclismo non faceva più parte del suo mondo, era un suo sacrosanto diritto, come lo è per ogni essere umano. Curarsi per mettere al mondo un figlio poi è ancora più importante. Noi siamo Amore & Vita, pertanto seguendo i nostri ideali che si fondano proprio su queste basi, faremo il massimo in nostro potere per essergli di sostegno”.

“Voglio precisare inoltre – aggiunge il team manager Cristian Fanini – che al momento del controllo Mauro Santambrogio non era ancora stato contattato dalla nostra società. Il primo colloquio lo abbiamo avuto in data 28 Ottobre e due giorni dopo ci siamo incontrati e definito il tutto. Il suo contratto è stato depositato all’UCI il 3 Dicembre, pertanto al momento del test Santambrogio non era tesserato con nessun team o federazione. Inoltre, Sanatmbrogio era stato tolto in data Aprile 2014 dall’elenco RTP del NADO-CONI. Questa cancellazione avviene quando non si viene più considerati atleti. Inoltre, un atleta squalificato non è tenuto a richiedere il certificato di esenzione terapeutica TUE per fare cure che comportano l’uso di sostanze vietate contenute nella lista WADA, pertanto anche sotto questo aspetto Santambrogio, secondo il nostro parere, non ha commesso alcun tipo di superficialità.

Lo ribadisco, Santambrogio nel 2014 non era un tesserato FCI, né di qualsiasi altra Federazione, stava scontando una squalifica e quindi era da considerarsi a tutti gli effetti un libero cittadino, libero appunto da ogni vincolo da parte enti e federazioni sportive e quindi con la piena facoltà fare ciò che più ritenesse opportuno per la sua vita. Per tale motivo riteniamo che il test fuori gara cui è stato sottoposto (prima dell’inizio del quale comunque ha fatto mettere a verbale le terapie che aveva assunto allegando la documentazione medica) poteva solo dare esisto di positività, stante le cure effettivamente fatte: una più attenta riservatezza doveva essere usata nel caso prima di rendere pubblico il risultato.

Ci riserveremo quindi di far approfondire la questione al nostro legale per capire se ci può essere stato, come crediamo, una violazione dei diritti umani e più di ogni altra cosa comprendere se chi ha gestito i risultati abbia rispettato la normativa ed i diritti dell’uomo, prima ancora dell’atleta, Mauro Santambrogio”.

comunicato stampa Amore&Vita
 
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#14
Santambrogio, entro il 20 gennaio la memoria difensiva all’Uci
Il comasco era pronto al rientro con la maglia dell’Amore e Vita dopo la squalifica, ma è risultato positivo a ottobre al testosterone: “Ero in cura dall’urologo”

http://www.gazzetta.it/Ciclismo/03-01-20...8113.shtml
 
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#15
Vabbè, non ci vuole molto a dimostrare la su innocenza. Sese

Basta chiamare queste



e vedere quello che (non) succede. Eheh Asd Asd
 
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#16
Caso Santambrogio, l'avvocato Napoleone spiega le dinamiche
«Non vogliamo che Mauro diventi una vittima sacrificale»

“In nome e per conto del Sig. Mauro SANTAMBROGIO, destinatario di una comunicazione da parte del competente ufficio UCI di esito avverso di un controllo fuori corsa in data 22 ottobre 2014, occorre precisare quanto segue.

Premesso che le vigenti norme sportive antidoping, nel dettaglio l'art. 10, consentono alle autorità sportive di effettuare controlli anche di atleta o persona che sconti un periodo di squalifica, il caso del mio assistito risulta per così dire singolare.
Come già diffuso da alcuni organi di informazione, Mauro SANTAMBROGIO per vicende legate ad una oggettiva patologia, ampiamente documentabile sia quanto a riscontri diagnostici che terapeutici, ha intrapreso nel mese di luglio 2014 una terapia tesa alla risoluzione di detta patologia clinica. Stante la squalifica in atto, con scadenza agli inizi di novembre, lo stesso era privo sia di tessera federale che di contratto alcuno, anche in considerazione della circostanza che il ciclismo quale prospettiva lavorativa non era in quel momento tra gli obiettivi del mio cliente, sino a quando nel mese di dicembre non è stato raggiunto l'accordo con il team ciclistico professionistico Amore e Vita del noto Ivano Fanini.

Non essendo più considerato quale atleta, con nota del 24 aprile 2014 del CONI, Il sig. SANTAMBROGIO veniva cancellato dal gruppo registrato ai fini dei controlli antidoping, cosiddetto RTP. Tale status giuridico è stato, peraltro, confermato da analogo provvedimento UCI che lo escludeva, con decorrenza 2014, dall'elenco consultabile nell'apposita sezione on line dell'Unione ciclistica internazionale.

Effettuate queste doverose premesse, merita, altresì, attenzione il comportamento tenuto dal mio assistito all'atto del controllo. Infatti, lo stesso ha mostrato agli incaricati dall'UCI i certificati medici rilasciati da strutture sanitarie pubbliche, indicandoli nell'apposito spazio riservato all'eventuale assunzione di farmaci.

La complessità della vicenda risiede nel fatto che se SANTAMBROGIO avesse avuto una tessera avrebbe potuto richiedere un'esenzione per fini terapeutici, mentre quale privato cittadino, non ha potuto esercitare tale facoltà, in quanto non prevista dai vigenti regolamenti.

L'Uci ha formalmente richiesto nella missiva sopra meglio richiamata di fornire spiegazioni in merito alla vicenda, concedendo termine sono al 6 gennaio 2015.
Considerato che la comunicazione è pervenuta a ridosso delle festività Natalizie, ho formalizzato un'istanza di differimento al 20 gennaio 2015, al fine di produrre, unitamente ad una memoria difensiva, la traduzione giurata in lingua inglese dei rilievi diagnostici e certificazioni mediche, prodromici ai trattamenti effettuati da una persona alla ricerca di un figlio con la sua compagna di vita.

Appare fuori discussione che l'assunzione non sia stata finalizzata per modificare od alterare alcun risultato sportivo, dal momento che Mauro SANTAMBROGIO non poteva gareggiare, stante la squalifica, ne' pensava mai più di farlo.
Sono fiducioso di chiarire la vicenda dinanzi agli organi competenti, anche al fine di evitare che il mio assistito diventi vittima sacrificale di una pur legittima lotta al doping, ma nella giusta direzione.

Infine, è doveroso da parte mia sottolineare la correttezza della squadra e del patron Fanini, da sempre attivo nella lotta al doping, che compresa la reale portata della vicenda ha offerto pieno sostegno all'atleta”.

Avv. Giuseppe Napoleone

tuttobiciweb.it
 
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#17
CASO SANTAMBROGIO, IL SILENZIO
Il 20 gennaio è stata mandata un dossier per spiegare l'accaduto

Quando scoppiò il caso, l'ennesimo caso, Mauro Santambrogio si disse "tranquillissimo", perché aveva fornito le ragioni della sua positività. Ora è un po' più preoccupato, non tanto per quello che potrà succedere o succederà, ma per il silenzio che è calato attorno a questo ennesima vincenda di doping.

È bene ricordare che il corridore comasco è risultato positivo ad un controllo antidoping fuori-competizione dell'Uci del 22 ottobre scorso. La sostanza: testosterone. Santambrogio, all'epoca dello scandalo, il 18 dicembre scorso, ha risposto in maniera forte e chiara: «Non mi sono dopato. Mi stavo curando e lo avevo detto anche a chi era venuto a fare il controllo».

Quel 22 ottobre il corridore non avrebbe potuto correre perché era infatti ancora squalificato (fino al 2 novembre) per la clamorosa positività all'Epo al Giro d'Italia 2013. «In quel periodo buio e difficile - ha raccontato il corridore in quei giorni a tuttobiciweb.it - avevo problemi di salute. Non ho vergogna a dirlo: anche di erezione. Allora sono andato dall'urologo che mi ha prescritto una cura di tre mesi con dei prodotti che contenevano testosterone. La cura è finita a inizio ottobre, il contatto con Ivano Fanini (Amore & Vita, ndr) per la squadra è avvenuto il 28, dopo il controllo a sorpresa».

Questa è la storia, a grandi linee. Ora sul tavolo dell'ufficio legale dell'Uci c'è una memoria difensiva confezionata dall'avvocato Giuseppe Napoleone il 20 gennaio scorso. Ad oggi non si sa più nulla. Tutto tace. Perché?

tuttobiciweb.it
 
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#18
Santambrogio, tre anni di squalifica
Per la positività al testosterone di un anno fa

Ha ormai cambiato mestiere, ma la sentenza è comunque pesante: Mauro Santambrogio è statao squalificato per tre anni in seguito alla positività al testosterone riscontrata giusto un anno fa. L’ex professionista comasco era già stato squalificato per 18 mesi nel 2013 dopo essere risultato positivo all’Epo nel corso del Giro d’Italia.
Santambrogio era risultato positivo ad un controllo antidoping il 22 ottobre scorso, pochi giorni dopo aver annunciato il suo ritorno all’agonismo con la maglia della Amore&Vita: aveva accettato di sottoporsi al controllo pur essendo ancora squalificato e non tesserato e aveva dichiarato agli ispettori di aver assunto sostanze per curare un problema di feritilità. Ora la vicenda si conclude con una squalifica pesante che si concluderà il 21 ottobre del 2017.

tuttobiciweb.it
 
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#19
La Procura della Repubblica di Como ha chiesto e ottenuto l’archiviazione dell’indagine per doping aperta nel 2014 nei confronti di Mauro Santambrogio, 32 anni, ciclista professionista di Cremnago di Inverigo, che la giustizia sportiva squalificò, paradossalmente, per tre anni a causa di un eccesso di testosterone in un campione di urina.

Nella sua richiesta di archiviazione la Procura di Como dice testualmente che «la condotta è priva di rilevanza penalistica, trattandosi di sostanza (quella alla quale il ciclista fu trovato positivo, ndr) che non è stata utilizzata per l’alterazione di prestazioni agonistico sportive». In altre parole, in quel periodo (in cui tra l’altro il ciclista non correva), Santambrogio stava semplicemente curandosi per un problema urologico.

da La Provincia di Como
 
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#20
Ma vi ricordate che faccia aveva Santambrogio? Era gonfio di doping.
Mito di altri tempi.

Feels e lacrimuccia nel ricordare le sue imprese.
 
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