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Il Pagellone non plus ultra del Tour de France
#1
10+
Vincenzo Nibali: ha vinto solo perché non c’erano Contador, Froome, Merckx, Anquetil e Riis, ma ha vinto. Quattro vittorie di tappa e un capolavoro sul pavé, il Maradona del ciclismo, aveva il 41 ma è un numero 10, anzi 10+

10
Paolo Slongo: al Delfinato Nibali si staccava da Van den Broeck (wtf), al Tour gli ha dato trentaquattro minuti scritti a lettere. La differenza sta nel fatto che il primo è un campione e l’altro no, ma il primo ha anche un preparatore che è un campione. Rivincita italiana.

9
Thibaut Pinot: non ha fatto un Tour da 9, ma il modo in cui ha sodomizzato Valverde nella crono gli vale almeno due voti. Il miglior francese in circolazione, però è solido come un Cornetto Algida lasciato al sole in una giornata di agosto.
Pancani-Martinello-De Luca: grande Tour per la Rai, senza Cassani la buttano sul ridere e funziona, De Luca in studio fa ridere e aggiunge anche argomenti interessanti, le imprecazioni in diretta di Moser fanno il resto. Ridotte al minimo anche le incursioni mortali della De Stefano, quest’anno hanno fatto solo 12 vittime.
Tony Martin: fa il suo dovere e anche di più. Miglior cronoman al mondo ormai da un sacco di anni, grande uomo squadra e fuggitivo di lusso. Ha anche rischiato di far vincere una tappa a Michal Kwiatkowski, ma i miracoli competono solo al Signore.

8
Jean-Christophe Peraud: bravissimo, niente da dire. Non è certo un corridore esaltante, però grande grinta, un po’ biker anche su strada e molto regolare. L’anno scorso concluse ricoperto di sangue, quest’anno sarà ricoperto di coriandoli a Parigi.
Tinkoff-Saxo: hanno reagito come meglio non si poteva al ritiro di Contador. Sono simpatici come una mattonata sul parabrezza ma vincono. Si è parlato del record di scalata dell’Hautacam di Riis, ma pochi sanno che quella famosa prestazione del ’96 è il record assoluto di percorrenza di quella strada in entrambi i sensi: sia in salita che in discesa.
Marcel Kittel: il miglior velocista al mondo e ora anche abbastanza nettamente. Certo, se durasse un po’ più di 4 giorni sarebbe meglio, non perde una volata da inizio aprile (vabè ha perso a Nimes, ma detto così fa più scena, poi a Nimes in fondo la volata manco l’ha fatta), ma la maggior parte delle volte si perde prima.
Alexander Kristoff: rivelazione del 2014, continua a regalare soddisfazioni alla BMC che lo lasciò andare dopo averlo scoperto, preferendogli Adam Blythe. Grande velocista ma non solo, un po’ deludente nella prima parte, perché tra pavé e salitelle inglesi poteva puntare alla maglia gialla.

7
Romain Bardet: sarebbe stato 10 per la foto alla Julia Mancuso per il sito del Tour, però in corsa è stato da 7. Ha solo pochi mesi meno di Pinot ma è molto più indietro, l’impressione però è che tra qualche anno potrà essere lui quello più avanti, almeno negli ordini d’arrivo.
Tony Gallopin: Nibali gli ha regalato una Maglia Gialla che francamente conta poco. Però non si è accontentato ed è andato a prendersi una tappa. Altro nome della rinascita del ciclismo francese.
Matteo Trentin: ottimo Tour per lui, fa un ulteriore salto di qualità vincendo una tappa battendo tutti i migliori in volata e non con una fuga come l’anno scorso. Utile come gregario ma anche grande finalizzatore, nome importante per la nazionale e per le prossime Sanremo.
Giovanni Visconti: battuto da mister simpatia nel tappone pirenaico, ma importa relativamente. Una maglia per il Mondiale è già sua. Certo, dev’essere difficile vedere che il tuo grade rivale da dilettante ora vince il Tour mentre tu fatichi così anche per vincere corse di secondo piano, però ci sono buoni segnali.
Alessandro De Marchi: supercombattivo del Tour, sempre in fuga, poco concreto. Molto utile come gregario, l’unico della Cannondale capace di rimanere con Sagan nei finali delle tappe un po’ più mosse. Non è un campione ma avrà sempre un posto nel World Tour.
Leopold Konig: non è particolarmente regolare, ogni tanto va in trance agonistica e sforna prestazioni tipo Chamrousse, ogni tanto si prende delle batoste memorabili. Però è forte e può puntare ancora più in alto.

6
Tejay Van Garderen: sei giusto per il finale con Hautacam e la crono, ma non se lo meriterebbe. Ha pareggiato il risultato del 2012 ma a quest’ora doveva essere più avanti. Comunque rigenerato dopo i disastri dell’anno scorso, ma questo non è il nuovo Armstrong, con la bomba può essere sì e no il nuovo Landis.
Luca Paolini: odioso come sempre, il cellulare in corsa è una chicca di stupidità irragiungibile, però bisogna ammettere che come gregario vale tantissimo. Nelle vittorie di Kristoff c’è tanto di suo. Ha già fatto Giro e Tour, difficile che arrivi in forma al Mondiale, ma per un Modolo/Trentin sarebbe molto utile.
Daniel Oss: tanti piazzamenti nei 10 e buone prestazioni in appoggio ai capitani, ma vogliamo di più da Daniel Oss. Sarà uno degli uomini chiave delle prossime nazionali di Cassani, ma nessuno lo vede come un finalizzatore e non è un bene.
Andrè Greipel: si salva vincendo una tappa (senza Kittel) ma è stato un Tour decisamente sottotono (come per tutta la Lotto-Belisol). Il treno non funziona più, bisogna cambiare qualcosa.

5
Alejandro Valverde: in un Tour in cui Nibali ha vinto la generale e 4 tappe, lui ha comunque regalato agli italiani più soddisfazioni, perdendo in continuazione e alla fine crollando nella crono. Quando conta la vittoria arriva secondo, quando conta il podio arriva quarto. Ti vogliamo bene Valv-Piti.
Voeckler & Chavanel: la media tra 6 e 4, la vecchia guardia del ciclismo francese alla fine deve lasciare il passo ai nuovi, non che sia una cosa negativa visto che i nuovi hanno molto più potenziale. Magari hanno ancora qualcosa da dire, ma non sarà qualcosa di importante.

4
John Degenkolb: gli ho dato 4 solo perché 4 a qualcuno dovevo pur darlo, in realtà meritava meno. Un mezzo disastro, sbagliata già la scelta di venire al Tour (ha un Mondiale fatto apposta per lui, se ci arriva stanco è da crocifiggere).

3
Michal Kwiatkowski: l’unica cosa buona che fa è lanciare la volata a Trentin nella tappa di Nancy, il resto è un disastro totale. Non c’erano molte tappe realmente adatte ma allora perché venire al Tour? Non credo che diventerà mai un corridore da grandi giri, dovrebbe dedicarsi completamente alle Classiche.
Bauke Mollema: una tragedia, come tutti i corridori olandesi a un certo punto comincia a regredire. L’anno scorso partì forte e chiuso morto, quest’anno ha fatto pena dal primo all’ultimo giorno. La crono finale è da guinnes dei primati, neanche Rasmussen sarebbe stato capace.
Joaquim Rodriguez: la buona volontà non basta, fallisce tutti gli obiettivi e non arriva mai ad uno stato di forma accettabile. Col senno di poi, un altro che faceva meglio a restare a casa e preparare la Vuelta.

2
Fabian Cancellara: sul pavé si è staccato da Nibali e come al solito ha bisticciato con Sagan per un piazzamento. Anonimo per tutto il resto del Tour, a parte uno scattino nel finale della prima tappa che qualche anno fa gli sarebbe riuscito. Gli anni passano.
Garmin-Sharp: si sono salvati in corner grazie a Navardauskas, però che disastro…Ok che Talansky è caduto 10 volte (non è solo sfortuna), ok che Millar gufava da casa, però questo è veramente troppo poco. Lo sponsor per il 2015 l’hanno già trovato ed è una fortuna perché se contavano sul Tour stavano freschi.

1
Team Sky: non so perché 1, ma dargli 0 era brutto, in fondo il capitano è caduto e si è ritirato quindi c’entra anche la sfortuna. Però i sostituti sono stati disastrosi, non solo Porte. Male Nieve, Thomas ha dato il meglio trascinando Porte nella tappa del pavé, Kiryienka incomprensibile.

0
Elia Viviani: più che aiutare Sagan, è un ostacolo, ma fortunatamente alle volate finali non è praticamente mai arrivato. Chi ha deciso di portarlo al Tour merita il carcere duro a vita.
Lampre-Merida: lo 0 della Lampre è una certezza, meritatissimo in questo Tour. Sono stati anche sfortunati, ma hanno soprattutto fatto pena. Horner umiliato da Nibali verso Hautacam, Rui Costa disastroso anche finché stava bene, gli altri non so manco chi erano.
I rosiconi: divertitevi a farvi i film mentali su come Contador avrebbe staccato Nibali di 30’’ su ogni salita. Nibali non è mai stato così forte in carriera e avrebbe dato filo da torcere a qualsiasi corridore visto negli ultimi anni e il resto conta poco.
 
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#2
Però un voticino a Sagan? A Majka?

Per il primo direi un 6: vincere 3 maglie verdi consecutive non è da tutti, però ha vinto appunto solo quello, ha giusto timbrato il cartellino.
Per il secondo 9: due tappe e maglia a Pois, semplicemente uno dei migliori di questo Tour
 
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#3
Majka penso sia incluso nel voto della Saxo, comunque in salita era tra i 4-5 più forti, come dimostrato sull'Hautacam e anche a Chamrousse dove ha semplicemente tenuto testa ai big.
Sagan è da 6 facile facile: non puoi dargli di meno perché ha vinto la maglia verde, ma nemmeno di più perché non ha vinto nemmeno una tappa anche se è stato sfortunato e ci è andato molto molto vicino. Stagione comunque deludente per uno col suo potenziale
 
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#4
Daccordissimo su Sagan. è la sua stagione piu deludente in assoluto, forse il cambio di preparatore lo ha penalizzato, meno male che è giovane e potra rifarsi.
Viviani è stato portato per non portare Caruso, è l'unica soluzione.
 
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#5
Sagan l'ho dimenticato, Majka mi sta troppo antipatico per dargli un voto, finirebbe come Paolini
 
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#6
(27-07-2014, 11:07 PM)Gershwin Ha scritto: Majka mi sta troppo antipatico per dargli un voto, finirebbe come Paolini

è quello che vogliamo vedere!
 
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#7
(27-07-2014, 11:07 PM)Gershwin Ha scritto: Sagan l'ho dimenticato

Non ci si puo dimenticare di Sagan Nene Sculaccia Mazza
 
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#8
Majka ha fatto un Tour almeno da 8, è un corridore eccezionale, un Ivan Basso 2.0, corridore di fondo, intelligente in corsa e bravo a gestirsi, odioso. Poco meno a Rogers, altro gran corridore e altro mostro di simpatia. Invece nella Tinkoff è stato praticamente invisibile Morkov, che alla fine dell'anno scorso sembrava potesse fare un bel salto di qualità.
Sagan sufficiente perché doveva vincere la classifica a punti e l'ha fatto. La questione delle tappe non vinte personalmente la riconduco al 75% alla squadra, è anche una questione di fiducia. L'anno prossimo al Tour andrà meglio


L'ho dimenticato perché per controllare se avevo dimenticato qualcuno ho guardato i vincitori di tappa
 
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#9
(28-07-2014, 12:14 AM)Raptor Ha scritto:
(27-07-2014, 11:07 PM)Gershwin Ha scritto: Sagan l'ho dimenticato

Non ci si puo dimenticare di Sagan Nene Sculaccia Mazza

Direi di sì invece, considerando che ha fatto un Tour del tutto anonimo.
 
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#10
Per evitare incomprensioni ero ironico (ma penso si fosse capito).
Tour anonimo non direi, mille piazzamenti e maglia verde in tutte le tappe (fino alla terza anche quella bianca) non passano inosservate. (e direi che è propio il ciclista che non passa inosservato per eccellenza).
 
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#11
del tutto anonimo? Blink Ha vinto la maglia verde, è stato sempre protagonista quando lo si attendeva anche se non nel modo giusto, ha fatto quattro secondi posti e si è piazzato nei primi dieci in metà delle tappe, il suo è stato un Tour negativo perché è mancata la vittoria di tappa ed in più di un'occasione a causa di errori tattici (e sicuramente la maglia verde che aveva già vinto in partenza non basta a mitigare questo insuccesso) ma anonimo certamente non è il termine adeguato.
 
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#12
La maglia verde manco la noto visto che è dello stesso colore della divisa della Cannondale.

E sì è stato anonimo, può averne fatti pure 20 di secondi posti, io non l'ho proprio mai notato, se non quando si è fatto infinocchiare da Gallopin.
 
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#13
forse eri distratto Boh
 
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#14
Citazione:Alejandro Valverde: in un Tour in cui Nibali ha vinto la generale e 4 tappe, lui ha comunque regalato agli italiani più soddisfazioni, perdendo in continuazione e alla fine crollando nella crono. Quando conta la vittoria arriva secondo, quando conta il podio arriva quarto. Ti vogliamo bene Valv-Piti.

Ave Ave
 
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#15
Comunque io ai rosiconi anti-Nibaliani del " ma se c'erano Froome e Contador dagli Hors categorie fino alla chennessò (ri)presa della Bastiglia Nibali lo decollavano a botte di distacchi in montagna molto molto sostanziosi e cospicui detto così proprio e poi e poi la crono, mo' la crono erano minimo 10 minuti se foravano tutti e due, sennò deppiù " io darei invece il super-combattivo del Tour 2014, roba che De Marchi in confronto è un supersucchiagomme che neanche Freire alla Milano Sanremo.
Voglio dire, il mazzo che si son fatti da La Planche des Belles Filles in avanti, con attacchi refrain a 54 di media ad ogni tappa praticamente dal chilometro zero e non solo all' arrivo ma fino a notte inoltrata dopo "Tour di Sera" e anche "Tour a luci rosse", sempre più agguerriti e convinti e livorosi e "mo' vediamo l'anno prossimo come va a finire, mo' vediamo " (cioè già preparando il Tour dell' anno a venire mette il presente è ancora in corso) detto in tono di minaccia come quando c'è il bullo che ti aspetta fuori per menarti con la supercumpa assetata de vendetta; merita un grosso riconoscimento, cioè grinta da vendere, tanta amarezza ma ammirazione, e rispetto e stima fratelli.

E SUVVIA, SIAMO UN PO' SPORTIVI ALMENO NOI.
 
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#16
NIBALI 10: d'accordo che Froome e Contador si sono ritirati e che altri non hanno dato il meglio di loro stessi ma il divario tra il siciliano e i suoi avversari è stato enorme come testimoniano i distacchi, fortissimo su tutti i terreni come ha dimostrato già a Sheffield e ad Aremberg prima di dominare in salita
PERAUD 8,5: exploit del tutto inatteso per un corridore che già in passato aveva dimostrato di poter entrare nei primi 10 ma nulla più e che non aveva affatto brillato in questo 2014, è l'unico che a tratti vedi Risoul, Pla d'Adet e crono di Perigueux riesce ad avvicinare i livelli di Nibali
PINOT 7,5: si temeva che la bronchite del Giro di Svizzera ne avesse compromesso la preparazione e invece il giovane francese va a prendersi un podio inaspettato, in salita è sempre uno tra i primi ad accendere la miccia ma soprattutto è autore di una prova sopra le righe nella crono di Perigueux dimostrando di essere un vero corridore da tre settimane, rimane l'handicap della discesa
VALVERDE 5,5: il voto è forse fin troppo generoso ma il 4° posto è comunque il suo miglior risultato al Tour de France, di sicuro però il Valverde del 2013 al netto dei minuti persi con i ventagli sarebbe finito dietro al solo Nibali e la scelta di partecipare alla sola Route du Sud prima della Grande Boucle è stata infelice
VAN GARDEREN 7: una giornata nera in quel di Bagnères-de-Luchon gli ha impedito di accedere a un podio che per il resto avrebbe meritato visto che in salita è stato vicino ai livelli di Pinot e che a Perigueux pur non strabiliando è andato comunque forte, in ogni caso ritrovato dopo la debacle di un anno fa
BARDET 7,5: era atteso al salto di qualità e quel salto di qualità è arrivato anche se in prospettiva futura non sappiamo se arriverà ai livelli di Pinot in salita, anche lui trova una giornata storta a Bagnères-de-Luchon senza la quale si sarebbe giocato la posizione con Valverde
KOENIG 7,5: nonostante alcune cadute che gli hanno fatto perdere tempo nei primi 10 giorni e una giornata di crisi a Pla d'Adet riesce a migliorare il già buon piazzamento dell'ultima Vuelta, non sorprende comunque tanto il suo rendimento in salita quanto quello della crono di Perigueux
ZUBELDIA 7: dopo un inizio difficile con diversi minuti persi tra Aremberg e Gerardmer risale giorno dopo giorno fino a centrare l'ennesima top ten della sua carriera sia pure correndo sempre a fari spenti
TEN DAM 7: fino ai Vosgi sembra non essere quello del 2013 ma a differenza della passata stagione in cui era calato strada facendo rimane sempre con i migliori su Alpi e Pirenei fino a centrare il suo miglior risultato in carriera al Tour
MOLLEMA 5,5: raggiunge l'obiettivo minimo che si è prefissato ovvero entrare nei primi 10 ma non riesce mai a rimanere con i primissimi in salita e naufraga nella crono di Perigueux, ha come attenuante un Giro di Svizzera corso da protagonista
ROLLAND 7: non è quello del Giro ma non ci va neppure troppo lontano considerando che nella corsa rosa non sarebbe arrivato 4° senza i minuti di cui ha beneficiato nella discesa dello Stelvio e in altre occasioni in cui è stato lasciato andare dagli altri big e in ogni caso mostra sempre la sua indole di attaccante, mezzo voto in più per l'essere reduce dalla corsa rosa
FRANK SCHLECK 6: peccato per i minuti persi nella tappa del pavè altrimenti si sarebbe giocato anche lui la top ten e a differenza di Zubeldia almeno una volta ovvero nella tappa di Pla d'Adet è andato all'attacco, certo non è più quello di qualche anno fa ma quantomeno dimostra di essere ancora abbastanza competitivo
VAN DEN BROECK 5,5: dopo il Delfinato ci si attendeva decisamente di più e la prima settimana sembra vederlo in ottima condizione ma non appena iniziano le salite vere non riesce a rimanere con i migliori e sui Pirenei accusa anche problemi fisici, ha l'attenuante dei diversi mesi di inattività dopo la caduta del Tour di un anno fa
TROFIMOV 6: dopo un Giro del Delfinato corso alla garibaldina torna al suo consueto ruolo da regolarista e pur non brillando per poco non migliora il 13° posto del Giro di un anno fa, senza infamia e senza lode
KRUIJSWIJK 6,5: reduce dal ritiro al Giro d'Italia l'olandese inizia malino il Tour ma giorno dopo giorno cresce dimostrando di poter tornare in futuro ai livelli di qualche stagione fa
BRICE FEILLU 6,5: miglior piazzamento nella generale in carriera per lui che brilla particolarmente a Gerardmer e successivamente mantiene comunque una discreta costanza di rendimento
HORNER 5,5: è vero che la caduta di aprile ha influito parecchio sul rendimento, che senza una giornata nera a Risoul il suo piazzamento nella generale sarebbe stato migliore e che in alcune occasioni è stato di valido supporto per Rui Costa ma ci si attendeva di vederlo più spesso all'attacco invece di limitarsi a uno scatto ai piedi di Hautacam
NIEVE 6: perde la sua grande occasione a Risoul quando sulla salita finale si stacca inopinatamente dai compagni di fuga anche se contro Majka sarebbe stata dura, per il resto pur avendo perso molti minuti per attendere Porte a Chamrousse non si comporta male rimanendo sempre vicino ai big in montagna
GADRET 6,5: quando la strada sale risponde sempre presente anche se sarebbe stato bello vederlo andare in fuga nelle tappe di montagna piuttosto che rimanere al fianco di Valverde
KANGERT 7: qualche alto e basso per lui ma nel complesso è il miglior gregario di Nibali quando la strada sale e chiude il Tour in netta crescita di condizione
GASTAUER 7: una delle belle sorprese di questa Grande Boucle in cui è determinante per il successo della Ag2r nella classifica a squadre e forse per questa ragione non lo si è visto mai all'attacco a differenza di diversi suoi compagni
THOMAS 6,5: straordinario a Sheffield e ad Aremberg poi lentamente ma inesorabilmente la sua condizione cala il che ci può stare dal momento che era già al top al Giro di Baviera, c'è comunque ancora da lavorare per vederlo ai primissimi posti di un grande Giro
PORTE 4,5: i primi 10 giorni sono molto promettenti con un'ottima prova nella tappa del pavè bissata a Gerardmer e tutto sommato anche a Planche des Belles Filles ma dopo il crollo di Chamrousse non si riprende più, paga un avvicinamento al Tour a singhiozzo per via dei problemi fisici nella prima parte di stagione
BAKELANTS 6: dimostra la sua indole di attaccante ed è spesso di valido apporto a Kwiatkowski in salita però nel 2013 andava decisamente più forte
GAUTIER 7: anche lui avrebbe meritato il numero rosso andato a De Marchi anche se a livello atletico non ha mostrato punte di qualità pari a quelle del friulano, sempre all'attacco e sempre al fianco dei capitani Rolland e Voeckler
ROGERS 6,5: un anno fa andava più forte però è comunque autore di discrete prestazioni sulle Alpi e va a cogliere un successo con un'azione in discesa simile a quella di Savona anche se nel seguito si spegne crono di Perigueux compresa
VELITS 6: in alcune occasioni il suo apporto a Van Garderen lo da e tutto sommato questo suo Tour è forse il suo migliore dopo l'exploit della Vuelta 2010 chiusa sul podio, ovvio che a quei livelli non tornerà più e neanche ci andrà vicino
KWIATKOWSKI 5,5: eccellente in pianura, in discesa, nelle volate ristrette, come uomo del treno per portare Cavendish piuttosto che Renshaw o Trentin in volata e nell'approfittare di ogni occasione per cercare di mantenersi nelle zone alte della generale ma a differenza del 2013 in cui pur soffrendo si era difeso questa volta le grandi montagne lo respingono del tutto, paga una primavera corsa costantemente ad altissimi livelli
GALLOPIN 7,5: alcuni alti e bassi per lui che lo tolgono dalle zone alte della classifica generale ma porta a casa una tappa oltre ad altri piazzamenti e un giorno in maglia gialla ed è spesso di valido supporto a Van den Broeck nelle tappe di montagna
JEANNESSON 7: al pari di Gadret svolge al meglio il ruolo di ultimo uomo per il suo capitano brillando particolarmente nella tappa di Bagnères-de-Luchon, mezzo voto in più rispetto al corridore della Movistar per lui perchè era più inatteso a questi livelli
TOM DUMOULIN 6,5: il voto è in particolare per l'ultima cronometro dove così come al Giro di Svizzera si dimostra il migliore dopo Tony Martin, in montagna c'è ancora parecchio da lavorare perchè possa dimostrare di essere uomo da corse a tappe
CHAVANEL 5,5: tagliato fuori da una foratura nella tappa del pavè che era forse quella più adatta a lui a volte sbaglia i tempi degli attacchi e altre volte è sfortunato a non riuscire a entrare nelle fughe, peccato perchè la sua condizione atletica era abbastanza buona
FUGLSANG 6: prima settimana strepitosa per lui che accarezza sogni di podio finale a Parigi ma sui Vosgi dimostra di non poter essere nulla di più che gregario di Nibali ruolo che svolge comunque onorevolmente malgrado la caduta della tappa di Risoul che ne condiziona il rendimento
VISCONTI 7: strepitoso a Pla d'Adet in cui sfodera una prestazione che a livello atletico è forse superiore a quella del Galibier del Giro 2013 e comunque costantemente a buoni livelli in tutto l'arco della Grande Boucle
VAN AVERMAET 7,5: il 38° posto in classifica generale la dice lunga su una condizione eccezionale da parte sua in questo Tour, sfiora più volte un successo che avrebbe meritato
ROCHE 5,5: dopo un Giro corso in preparazione per il Tour ci si aspettava decisamente di più da lui che invece è all'altezza della situazione solo a Geradmer in supporto a Contador e poi a Pla d'Adet in supporto a Majka, per il resto va spesso all'attacco ma le gambe non lo sostengono
VOECKLER 6: molto meglio rispetto allo scorso Tour ma gli exploit del 2011 e del 2012 sono lontani, un po' pollo nella discesa del Port de Balès dove si fa sorprendere da Rogers
MAJKA 8: la sensazione è che non sia vero che non volesse venire al Tour e sapesse benissimo da diversi giorni che avrebbe dovuto prendervi parte al posto di Kreuziger, porta a casa due tappe e la maglia a pois e anche quando si confronta direttamente con i big in salita è costantemente tra i primi 3 dimostrando un livello superiore a quello del Giro, certo in queste prestazioni in montagna è stato un po' agevolato dall'essere andato letteralmente a spasso nelle altre tappe
MARTIN 9: straripante non solo nella crono di Perigueux sui Vosgi non solo con l'impresa di Mulhouse ma anche con il grande apporto dato a Kwiatkowski verso Planche des Belles Filles e anche in altre tappe le sue trenate in pianura fanno paura
SCARPONI 6,5: nulla di particolarmente eclatante da parte sua anche perchè era impensabile potesse avere una condizione ottimale dopo il forzato ritiro dal Giro però ad eccezione che a Chamrousse dove soffre molto il caldo il suo apporto a Nibali lo da
DE MARCHI 7: all'inizio del Tour non sembra avere la stessa condizione di un anno fa e perde la sua grande occasione a Mulhouse venendo staccato da Martin ma sulle montagne vere è sempre protagonista e in particolare a Pla d'Adet dimostra di poter essere anche uomo di classifica in futuro
RODRIGUEZ 5: non porta a casa nè una tappa nè la maglia a pois, la sua prestazione di Planche des Belles Filles faceva ben sperare ma da lì in avanti non c'è la crescita di condizione che lui auspicava, paga l'avvicinamento precario al Tour dopo che già ne aveva avuto uno altrettanto precario al Giro per le cadute delle Ardenne
SLAGTER 6: ottimo nei primi 10 giorni in supporto a Talansky e in seguito cerca più volte la gloria personale ma paga una condizione in calando rispetto all'inizio del Tour
SAGAN 6,5: grazie a una serie impressionante di piazzamenti in avvio di Tour porta a casa la sua terza maglia verde con gli avversari che presto rinunciano a contrastarlo ma non riesce a portare a casa nessuna tappa un po' per mancanza di compagni a supportarlo nei finali, un po' per errori tattici suoi e un po' perchè rispetto al passato ha perso qualcosa in quanto a spunto veloce, a tratti si dimostra competitivo anche in montagna
MONTAGUTI 6,5: pur essendo reduce dal Giro è una valida spalla per i suoi capitani e va a caccia anche di gloria personale ottenendo alcuni piazzamenti nella top ten
OSS 7: vale il discorso fatto per Montaguti rispetto al quale però ha fatto qualcosa in più buttandosi nelle volate e uscendo dal Tour con una condizione eccezionale come dimostrano un Tourmalet in cui ha staccato scalatori più quotati di lui e il 10° posto nella crono di Perigueux
WESTRA 6: monumentale nella tappa di Aremberg in cui una buona fetta del tempo guadagnato da Nibali sui rivali è merito suo e ottimo in quella di Hautacam, nel mezzo però non fa granchè
KADRI 6,5: moltissimi alti e bassi anche all'interno della stessa tappa per lui ma a Gerardmer fa un grande numero tenendo un passo non lontano da quello dei big sulle ultime salite
REICHENBACH 4,5: invisibile ma era al suo primo Tour e avrà molti anni per rifarsi
KIRYIENKA 5,5: due giorni da leone a Bagnères-de-Luchon e soprattutto a Pla d'Adet ma è indubbio che dal momento del suo approdo al Team Sky in salita è peggiorato e questo perchè la formazione britannica in questi anni lo ha sempre utilizzato come uomo di fatica in pianura invece di sfruttare quelle che erano le sue qualità di grimpeur
TAARAMAE 5,5: va spesso all'attacco ma nei finali di tappa scompare sempre dimostrando di aver smarrito competamente le doti di fondo che aveva fino al 2011 a causa dei troppi problemi fisici degli anni successivi, vedremo se saprà ritrovarsi
PLAZA 4,5: assolutamente invisibile in tutto l'arco del Tour eppure in passato era un corridore in grado di chiudere anche 6° a una Vuelta
TRENTIN 7,5: primi 10 giorni strepitosi con un successo di tappa e una grande prestazione ad Aremberg in supporto a Kwiatkowski, nel prosieguo sparisce un po' ma è comunque sempre davanti in appoggio a Renshaw nelle volate
BOOM 7: eccezionale ad Aremberg dove va a prendersi la vittoria di forza anche se nel prosieguo del Tour lo si vede poco o nulla
COQUARD 6,5: il suo terzo posto nella classifica a punti è dovuto soprattutto al fatto che a differenza di molti dei rivali disputasse le volate degli sprint intermedi ma in ogni caso il suo primo Tour è promettente e rispetto ad altri velocisti tiene meglio in salita
VOIGT 5: va a prendersi di forza la maglia a pois ad Harrogate poi non lo si vede praticamente mai se non in qualche attacco velleitario nelle fasi iniziali delle tappe ma del resto l'età è quella che è
SIMON 5: dovrebbe essere un corridore adatto agli arrivi in volate di gruppi ristretti e invece in quei contesti è invisibile e le cose migliori le fa vedere sul Tourmalet
INTXAUSTI 4,5: eccellente sul Port de Balès dove il suo forcing è determinante nel mettere in difficoltà Bardet e Van Garderen, prima e dopo il nulla più totale
RIBLON 5: va spesso all'attacco ed è di supporto ai compagni di squadra in alcune tappe di montagne ma come al solito ha molti alti e bassi e i suoi alti sono ben lontani da quelli che gli hanno consentito di vincere sull'Alpe d'Huez nel 2013
DEGENKOLB 6: sfortunato per i problemi fisici che gli hanno impedito di essere protagonista nelle prime tappe adatte a lui e per una caduta che gli ha impedito di giocarsi il successo in quel di Nimes, quando è stato bene però ha risposto presente
KRISTOFF 8,5: di sicuro il velocista più completo presente in questo Tour se mettiamo insieme la velocità di punta e la tenuta sulle brevi salite e del resto una Sanremo e un bronzo olimpico non arrivano a caso, sono ben 6 i suoi piazzamenti totali tra i primi tre oltre alle due vittorie
NAVARDAUSKAS 7: gran numero il suo in quel di Bergerac e si ripete con il terzo posto di Parigi, in precedenza a dire il vero aveva combinato davvero pochino
RENSHAW 5: malgrado abbia una corazzata al suo fianco a pilotarlo nelle volate riesce solo una volta in quel di Londra a piazzarsi tra i primi tre facendo rimpiangere Cavendish
GREIPEL 6: sufficienza piuttosto risicata la sua che conquista una vittoria di tappa e se ne sarebbe giocata un'altra se Chavanel non l'avesse mandato in terra ma nel complesso ha fatto vedere di meglio in passato
DEMARE 5: grandi aspettative per lui al suo primo Tour ma ha problemi fisici fin dai primi giorni e in salita soffre moltissimo anche se due piazzamenti sul podio riesce a portarli a casa
KITTEL 8: aveva 6 arrivi adatti a lui a disposizione e ne porta a casa 4 compreso quello di Parigi malgrado non fosse più in condizione ottimale dopo aver sofferto molto in montagna, si conferma il re degli sprinter
VIVIANI 4,5: non si è compreso il senso della sua presenza al Tour ma la colpa non è sua bensì della squadra che lo ha portato dal momento che dopo un Giro in cui già si era dimostrato in netto calo rispetto al mese di maggio era impensabile che potesse essere competitivo alla Grande Boucle
JI 6: come le ore di ritardo accumulate da Nibali ed erano 60 anni che non c'erano distacchi del genere tra il primo e l'ultimo, presenza folkloristica la sua al di là delle tirate in pianura a caccia dei fuggitivi di giornata
ROJAS 6,5: il voto riguarda il suo rendimento prima della squalifica peraltro piuttosto strana in virtù di quello che aveva fatto in precedenza dove aveva mostrato le cose migliori in salita più che in volata
SPILAK 5: conferma la sua idiosincrasia con le grandi corse a tappe e in particolare con le temperature che superano i 20 gradi, sui Vosgi si era fatto vedere
CONTADOR 6: il voto è la media tra la pessima prestazione di Aremberg e quella ottima di Gerardmer in cui è stato l'unico nel corso di tutto il Tour a guadagnare terreno su Nibali in una tappa di montagna tra gli avversari diretti
RUI COSTA 6: il suo obiettivo era di arrivare a Parigi nei primi 10 e finchè è stato bene ovvero fino a Planche des Belles Filles lo stava centrando
CANCELLARA 6: nonostante il palese ritardo di condizione dovuto alla caduta prima del Giro di Svizzera riesce comunque a ottenere un secondo posto e si fa spesso vedere prima di abbandonare per preparare la Vuelta
NAVARRO 5,5: abbandona nella tappa di Risoul a causa di un colpo di sole, in precedenza si era dimostrato più competitivo rispetto al 2013 in montagna ma questo dopo essere uscito di classifica fin dalle prime tappe
GERRANS 5: qualche piazzamento lo ottiene ma è la controfigura del corridore visto alla Liegi tanto che a un certo punto sceglie di tornarsene a casa per preparare i prossimi appuntamenti
CAVENDISH, TALANSKY, MODOLO, FROOME, ANDY SCHLECK, FRANK N.G.: il loro Tour finisce praticamente prima di cominciare oppure come nel caso di Talansky il loro rendimento è troppo condizionato dalle cadute per esprimere un voto
 
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[+] A 9 utenti piace il post di HOTDOG
#17
Vorrei far notare come 4/5 dei corridori da classifica hanno avuto intoppi di preparazione, cadute malattie o altro.
 
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#18
Ottimo lavoro Hotdog ma noi vogliamo vedere i 3 i 2 gli 1 e gli 0!
 
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[+] A 1 utente piace il post di BidoneJack
#19
come si sa io non do mai meno di 4 e in questo Tour non c'è stato neppure uno che meritava 4
 
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#20
Rojas Sisi
 
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