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Marianne Vos
#1
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#2
Il personaggio: Altre 100 di queste vittorie - Il favoloso traguardo di Marianne Vos
Con questa fanno cento. Cento vittorie individuali su strada in gare UCI. Dimenticatevi della pista, mettete da parte per un momento il ciclocross, non tenete conto delle corse nazionali, altrimenti le vittorie di Marianne Vos sarebbero esponenzialmente maggiori. Cento successi in poco più cinque anni, e se consideriamo che lo scricciolo olandese ha spento da nemmeno un mese ventiquattro candeline capiremo che l'ammontare a fine carriera sarà impressionante. Numeri che fanno girare la testa come i suoi scatti, improvvisi, mai scontati, che raramente possono perdonare. Una ragazzina che inizia a stupire presto, a vincere subito dopo, a collezionare record, medaglie, coppe ed anche sconfitte, sì. Perché da quelle riparte, più forte di prima, più agguerrita del solito. Marianne non è tipa da arrendersi facilmente.

La prima vittoria tra le Élite arriva quando lei è ancora una Junior, siamo alla Omloop Van Borsele e l'anno è il 2005: la corsa, però, entrerà a fare parte del calendario UCI solo a partire dall'anno successivo quindi bisogna aspettare per vedere la prima vittoria internazionale. Ci spostiamo quindi al 2006, e precisamente al 30 Aprile: siamo in Repubblica Ceca e la Vos sta correndo l'ultima tappa della Gracia - Orlová. Nella corsa a tappe dell'Est Europeo ha alternato prestazioni ottime a giornate in cui ha subìto distacchi notevoli. Judith Arndt è la capofila ma Marianne, con l'ingenuità dell'esordiente, parte ed evade dal gruppo. Che non sia la solita volpona che ci prova invano lo si capisce quando il vantaggio dell'olandese raggiunge i due minuti sul gruppo. Sul traguardo di Orlová il vantaggio della solitaria Marianne sarà di 2'20" ed il gruppo, tirato dalla T-Mobile di Judith Arndt, capirà: è nata una stella.

La conferma arriva poco più di mese dopo con la maglia della nazionale. Nella prima tappa dell'Emakumeen Bira, Marianne si lascia alle spalle buona parte delle atlete più forti al mondo: il talento ha la meglio su maturità ed esperienza. La sua squadra, la DSB Bank, è una di quelle di seconda fascia e le presenze (e le vittorie ovvio) sono più che altro circoscritte a corse minori. Lo spessore di un'atleta quasi sempre lo si vede nei grandi appuntamenti e la Vos: prima al campionato nazionale su strada e prima anche all'Europeo (all'ultimo anno di questa corsa nel calendario UCI). Tutto però serve per preparare il vero appuntamento clou: i Mondiali di Salisburgo. Era già stata insignita dell'iride tra le Juniores e nel ciclocross ma tra le Élite il sapore è molto più dolce, non ci sono paragoni. Questa ragazzina, al primo anno tra le più esperte cicliste al Mondo, porta via un gruppetto di quindici atlete e le batte con la sua arma più crudele, lo sprint ristretto. Piangerà la nostra Cantele, solo quarta. Vos esulta davanti a Worrack e Cooke. Il 2006 si chiude con dieci successi.

Nel 2007 il talento della DSB Bank non è più una sorpresa per nessuno, anzi, tutte la temono. L'inverno fitto di allenamenti dà i suoi frutti il 25 Aprile, con la prima delle quattro Freccia Vallone che Marianne ha nella bacheca di casa: è la prima vittoria in una prova di Coppa del Mondo. Domina il Giro di San Marino (tre tappe, tre primi posti), vince quattro frazioni al Tour de l'Aude, due all'Emakumeen e poi una anche al Giro d'Italia, a Correggio in volata davanti a Ziliute, Wood e Schleicher. Il 16 settembre si porta a casa la Rund um die Nürnberger e si aggiudica così la Coppa del Mondo (sarà la prima di tre vinte finora): gli anni sono 20, le vittorie del 2007 ben 21.

Anno nuovo, vita nuova: il 2008 è tutto concentrato sulle Olimpiadi di Pechino e Marianne si prepara disputando, e vincendo, molte corse a tappe in tutto il mondo, Repubblica Ceca, El Salvador e Paesi Baschi (con la generale del Bira arriva a quota 50): prima però trova modo di portarsi a casa un'altra Freccia Vallone. In Cina la gioia arriva solo dalla pista e non dalla strada e nei rimanenti mesi vince solo una tappa al Giro di Toscana. Forse non una grande annata sotto il punto di vista della qualità, di sicuro però lo è per la quantità: 23 vittorie.

Il 2009 porta in dote il primo Trofeo Binda, a Cittiglio, vinto su Johansson ed Armstrong. La terza Freccia Vallone non si scorda mai ma le gioie maggiori, almeno numericamente, vengono dalla Francia: tre tappe al Tour de l'Aude ed altrettante al Tour de Bretagne. Il detto non c'è due senza tre vale anche nel ciclismo e Marianne si aggiudica anche una terza prova valida per la Coppa del Mondo, l'Open de Suède di Vårgårda in Svezia. Pavé, salite, volate, cronometro la Vos su tutti i terreni ma non riesce a sfatare la maledizione Mondiale: a Mendrisio è ancora seconda ed il totale del 2009 si chiude a 18.

Sono 18 anche le vittorie di tutto il 2010. Parte subito con il piede giusto a Cittiglio e poi stravince tre tappe e la generale della Gracia - Orlová, insieme alla sorpresa Annemiek Van Vleuten. Il duo Nederland Bloeit si concederà cavalcate solitarie, vittorie in parata: la terza avrà un ritardo dalla Vos di ben 13'41" e il suo nome è Nicole Cooke. Cicca la Freccia Vallone ma non stecca invece all'Aude (una tappa sulla Teutenberg) ed all'Emakumeen Bira, dove vince due frazioni e la corsa in linea della vigilia, la Durango-Durango. Lascia i Campionati Nazionali in linea alla compagna Loes Gunnewijk ma non può fare a meno di conquistare il titolo nazionale a crono. Prende parte al suo secondo Giro d'Italia e si toglie lo sfizio di vincere a Pettenasco, arrivo su una salita breve ma durissima, indossando per la prima volta in carriera la maglia rosa. Maglia così prestigiosa che la usa per mettere le ruote davanti a tutte anche il giorno successivo, ad Arcisate, nell'ennesima dimostrazione di forza. Non è per lei, questo Giro con Stelvio ed Alpi Svizzere, eppure la Vos non uscirà dalla top ten in nessuna tappa. Prima di chiudere l'anno arrivano poi altre vittorie in Francia, Olanda e Italia ma non, come sperato, in Australia.

Il 2011 inizia un po' in ritardo rispetto agli altri anni perché ci sono da conquistare le maglie iridate nel ciclocross e su pistama appena sposta le sue attenzioni sulla strada sono dolori per tutte e arriva un filotto impressionante: da inizio Aprile a oggi ha disputato 14 corse UCI, tra tappe e gare di un giorno, vincendone ben 10 (due terzi posti, un quarto e un quinto i piazzamenti peggiori). Spiccano le vittorie alla Ronde Van Drenthe e nella sua Freccia Vallone: mai nessuna nella storia era riuscita a primeggiare quattro volte sul Muro di Huy. Marianne attacca, viene ripresa poco prima dell'arrivo e riesce comunque a dare 3" alla Johansson, alla faccia dell'acido lattico! Non più tardi di tre giorni fa ha scelto l'impresa nella gara belga di Gooik per fare 99: fuga solitaria di 90 km con la seconda classificata che arriva al traguardo con un ritardo di cinque minuti. E poi oggi completa l'opera a Valladolid, anche in questo caso un successo non banale visto che è il terzo stagionale in Coppa del Mondo e che neanche due cadute sono riuscite a fermarla.

Sono impressionanti, i suoi numeri, sia in senso matematico che in termini di prestazioni. Marianne Vos, la ciclista che i numeri li fa sulla strada e li ha nel palmarès: sicuramente è uno dei più grandi talenti attuali ognissesso non solo del ciclismo, ma di tutto lo sport mondiale. Potrebbe vantarsene, sbandierare al Mondo le sue performances, eppure resta la stessa ragazza umile e determinata che in quell'Aprile 2005, all'ombra della centrale nucleare di Borsele, vinse, ancora Junior, regolando fior d'Élite. Amata da tutte in gruppo, perché è una campionessa anche umanamente e forse perché farsela nemica non sarebbe conveniente. Tanto lei, di riffa o di raffa, vince, con spirito cannibalesco. PIù che dire quello che ha vinto ormai bisogna dire quello che non ha vinto: le manca ancora un'Olimpiade su strada e un Giro d'Italia su tutte («Se deciderò di primeggiare nelle corse a tappe dovrò cambiare metodo di allenamento, devo pensarci bene») e sicuramente almeno un secondo Mondiale: se vincesse a Copenhagen, nel prossimo Settembre, sarebbe l'unica atleta iridata nel Ciclocross (St. Wendel), su Pista (Apeldoorn) e su strada nello stesso anno solare; tra gli altri appuntamenti fissi del calendario le mancano solo il Giro delle Fiandre e il GP Plouay: per la prima ormai bisogna rimandare al 2012. Le braccia alzate sul traguardo, lo scatto nei denti delle avversarie, la presenza costante, le vittorie che non si contano. Non lo fa per cattiveria né per mostrare il pugno di ferro del tiranno. Semplicemente, Marianne è la più forte.

Francesco Sulas, Sebastiano Cipriani - www.cicloweb.it
 
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#3
La Vos oggi si è fratturata la clavicola per un urto in corsa con una moto, ma ha comunque concluso la gara arrivando al 2° posto. Dovrebbe saltare Durango-Durango, Emakumeen Bira e forse anche RaboSter. Per il Giro c'è ancora un mesetto: certo che già è stata una mezza sorpresa vederla vincere lo scorso anno, poi quest'anno ci son pure le Olimpiadi... mettici pure 'sto stop di mezzo... boh, mi vien difficile vedere il bis.
 
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#4
Scongiurata la necessità di un'operazione, Marianne Vos necessita comunque di un periodo di recupero che le impedirà di difendere il titolo di campionessa nazionale per tornare in gara al Giro Donne.
 
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#5
Marianne Vos invece ha stravinto la gara femminile rispettando il pronostico e colmando forse la lacuna più grande del suo già sconfinato palmaès: la 25enne olandese è quindi alla ricerca di nuovi stimoli ma ha già indicato che dalla prossima stagione potrebbe partecipare ad alcune gare di Mountain Bike, disciplina di cui è stata campionessa nazionale nella categoria juniores. Ad ispirare Marianne Vos c'è anche la compagna di squadra Pauline Ferrand-Prevot che a Londra ha preso parte alla corsa su strada e poi parteciperà anche alla Mountain Bike a fine rassegna dopo aver avuto il tempo di riabituarsi alla ruote grasse. (cicloweb.it)
 
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#6
Beh Mondiali in strada, pista e cross...ci manca la mountain bike...grande Vos
 
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#7
Marianne Vos (Rabobank) è stata nominata ciclista olandese dell'anno - in campo femminile - dalla Federazione ciclistica dei Paesi Bassi (KNWU).
 
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#8
Marianne Vos ha vinto il premio di ciclista olandese dell'anno: http://www.cyclingnews.com/news/mollema-...f-the-year
 
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#9
Intervista in spagnolo a Marianne Vos su cobblesandhills.com, si parla di ciclocross, della prossima stagione su strada coi mondiali di Ponferrada, della situazione del ciclismo femminile e altre cosette così

http://cobblesandhills.com/wordpress/201...ianne-vos/
 
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#10
Marianne Vos cambia il suo programma ed esordirà su strada il 23 aprile, alla Freccia Vallone

Marianne Vos è umana, prova ne è che la fuoriclasse olandese in forza alla Rabo Liv non correrà su strada fino ad aprile. La Vos esordirà il 23 aprile nella Freccia Vallone, gara da lei vinta 5 volte (record assoluto) e quarta prova della Coppa del Mondo Uci. Il motivo di questo periodo di riposo prolungato della Vos tra la stagione di ciclocross, conclusa sabato scorso con il 2° posto del Krawatencross di Lille, e la ripresa delle gare su strada è da cercare negli obiettivi a lungo termine, vedere alla voce Giochi Olimpici di Rio 2016.

Marianne ha concordato con il ds della Rabo Liv, Koos Moerenhout (ex professionista), il suo programma: «Marianne ha corso molto negli ultimi anni - afferma Moerenhout - e le ultime stagioni le hanno portato via un sacco di forze. L'anno scorso è arrivata a conoscere i suoi veri limiti, perciò ci voleva un diverso approccio alla stagione. Ogni tanto bisogna tirare i freni. Vale anche per Marianne, che a volte non riesce a fermarsi».

La Vos vorrebbe correre per l'oro olimpico a Rio nella MTB (dopo aver vinto quello su pista a Pechino 2008 e quello su strada a Londra 2012), anche se non si concentrerà sulla MTB per il 2014, «il che non vuol dire non toccarla affatto», precisa. «L'anno scorso è stato pesante per me e dovevo evitare di sovraccaricare. Ora sto bene, i dolori alla schiene sono passati e voglio continuare su questa strada. Avevo bisogno di maggior recupero tra la stagione di cross e quella su strada. È importante per concentrarmi su Rio».

Nel frattempo, Marianne Vos e le sue colleghe si stanno adoperando tramite iniziative come Le Tour Entier, per dare maggiore risalto al ciclismo femminile. La creazione de La Course by le Tour de France e la possibilità che nel 2015 anche la Vuelta a España inserisca una corsa in linea femminile a Madrid danno fiducia all'olandese: «Ci sono nuovi sviluppi per quanto riguarda il calendario femminile. Tutto ciò, insieme al mio nuovo programma di corse, più equilibrato, mi dà molta fiducia, sia per raggiungere obiettivi personali che per il futuro del femminile».

cicloweb.it
 
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