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Qualche zoom sui ciclisti nati oggi 30 maggio
#1
Roger Buchonnet (Fra)
[Immagine: 1261989017BUCHONNETRoger-3.jpg]
Nato il 30 maggio 1926 a Magnet (Auvergne), deceduto il 3 marzo 2001 a Saint-Myon (Auvergne). Passista scalatore. Professionista da 1947 al 1958 con 15 vittorie. Un corridore ardimentoso, che ha saputo ritagliarsi notorietà nonostante mezzi non eccezionali. Per due lustri un riferimento per la Regione dell’Auvergne. Partecipò a quattro Tour de France di cui due conclusi ed in quello del 1951 fu protagonista, arrivò sul podio ad un Campionato di Francia, vinse brevi corse a tappe, nonché diverse frazioni delle stesse. In altre parole, uno che c’era, ed in qualche modo qualcosa raccoglieva.
Tutte le sue vittorie. 1947-Ind.con Riva Sport (1): GP de Marmignolles. 1951-Metropole (1): Tappa di Nizza alla Parigi Nizza. 1952-Metropole (1): GP de Marmignolles. 1953-Rochet (2): Vienne-Gartempe, GP Martini. 1954-Rochet (1): Classifica Generale Circuit d'Auvergne. 1955-Rochet (2): Tappa di Monosque alla Parigi Nizza, GP Sazeray. 1956-Rochet (3): Circuit des Monts du Livradois, GP Guéret, GP Bonnat. 1957-Rochet (4): Classifica Generale Circuit d'Auvergne, Tappa di Clermont Ferrand del Circuit d'Auvergne, Tappa di Reus alla Volta a Catalunya, Tappa di Bellac alla Vienne-Gartempe.
I suoi migliori piazzamenti. 1949: 3° nella Classifica Generale Circuit des Six Provinces, 3° nella 3a tappa Critérium du Dauphiné Libéré. 1950: 2° nel GP du Midi-Libre, 2° nel GP Martini, 3° nella 5a tappa Circuit de l'Ouest. 1951: 2° nella tappa di Briancon al Tour de France, 3° nel Campionato Nazionale su Strada, 3° nel GP Chanteloup-les-Vignes, 4° nella tappa di Marsiglia al Tour de France, 7° nella tappa di Parigi al Tour de France, 39° nella Classifica Generale Finale Tour de France. 1952: 2° nella tappa di Tanger al Tour del Marocco, 3° nella tappa di Gap al Critérium du Dauphiné Libéré. 1954: 2° GP Martini, 3° GP des commercants de La Ville-Gozet. 1955: 2° Critérium du Centre, 2° Criterium Montluçon, 2° Gp Ussel, 3° nel GP de la Trinité, 3° nel Gp Mauriac, 3° nel Gp Saint-Vallier, 3° nel Gp Guéret, 51° nella Classifica Generale Finale Tour de France. 1956: Grand Prix d´Issoire, 2° Criterium Dezice. 1957: 2° nella Classifica Generale Vienne-Gartempe, 2° nella tappa Clermont Ferrand del Circuit d'Auvergne, 2° GP Martini, 3° nel Criterium Saint-Amandin.

Richard Everaerts (Bel)
[Immagine: 16784697461325Everaerts,Richard.jpg]
Nato a Rillaar il 30 maggio 1937, deceduto a Bonheiden il Primo maggio 1995. Passista. Professionista dal 1960 al 1965 con una vittoria.
Grandissimo talento a livello giovanile e dilettantistico, dove dimostrò di poter vincere ogni corsa in linea, con azioni da dominatore, anche se poi, per una certa pigrizia, era sovente poco disponibile a concedersi allo spettacolo. I suoi acuti non si fermarono al Belgio, ma sconfinarono anche in quelle terre, come la Polonia, dove i giovani dilettanti belgi si trovarono ad affrontare i "professionisti di stato" dell'est europeo. A 21 anni nel 1958, vinse infatti due tappe del Giro di Polonia e finì 6° nella classifica finale. Nel 1960 passò stabilmente fra gli Indipendenti e vinse il Giro delle Fiandre, poi a fine stagione corse da professionista con la francese Mercier BP, vincendo il GP Rillaar. Nel 1961, il passaggio alla nostra Baratti con qualche corsa in seno alla Carpano. L'Italia non fece bene a Everaerts, che del nostro Paese apprezzò più la cucina, che le corse. Solo di classe e grazie alla spinta che viene da sempre nella terra di religione ciclistica, ovvero il suo Belgio, colse tre piazze d'onore nei Gran Premi di Lanaken, Deurne e Kapellen, ed il terzo posto nella Putte-Mechelen. Nel 1962, passò in pianta stabile alla Carpano, ma la musica non cambiò e da giugno s'accasò alla Mann: solo un 5° posto a Hoegaarden. La stagione seguente, lo vide ancora alla Mann: 2° nell'Omloop Hageland-Zuiderkempen e 3° a Zonnegem. Nel 1964 approdò alla Romeo-Flandria, ed in tutta la stagione colse solo il 3° posto a Geel, poi, nel 1965, il suo miglior risultato di carrioera fra i prof: 2° nella Freccia del Brabante. A fine anno lasciò il ciclismo, ed aprì una caffetteria a due passi dalla stazione di Haacht. E dire che era un corridore di talento....

Dino Liviero
[Immagine: 14366480837732livier10.jpg]
Nato a Castelfranco Veneto il 30 maggio 1938, deceduto a Tarvisio il 6 maggio 1970. Professionista dal 1959 al 1964, con 5 vittorie.
Un velocista dalla sparata notevole che, per vari motivi, non s'è compiuto come si poteva presumere, anche se è stato, nei pochi anni da professionista, assai popolare. Arrivò presto al ciclismo, evidenziando immediatamente le sue doti velocistiche. Naturalmente, le sue vittorie furono ben presto copiose al punto che una società del Ravennate, l'Edera di Santo Stefano, lo volle assolutamente con sé, ed allora i trasferimenti extraregionali fra i dilettanti, erano rari. Passò professionista nell'ottobre del 1959 in seno alla Torpado. Nel primo vero anno nell'elite si mise subito in mostra vincendo il Giro di Campania e la tappa di Caserta del GP Ciclomotoristico, prova nella quale fu 2° nella frazione di Manfredonia, 6° in quella di Spoleto e 15° nella classifica finale. Nell'anno colse anche un significativo 3° posto nella tappa di Verona al Giro d'Italia chiuso 74°. Nel 1961 vinse il Circuito di Ponte di Piave, si piazzò 2° nelle tappe di Teano e Firenze al Giro d'Italia e finì 6° nella Milano Sanremo. Nel 1962, provò la più grande gioia di carriera, vincendo la prima tappa del Giro d'Italia a Tabiano Terme, che gli valse anche la conquista della Maglia Rosa. Nell'anno si impose anche nel GP Cemab di Mirandola, colse il 3° posto al Giro Toscana, il 4° nella Milano-Mantova e il 6° nella Milano-Vignola. Nel 1963, passò dalla Torpado alla Lygie, ma non fu una stagione felice, solo un 4° posto a Lurago d'Erba, prova del Trofeo "Cougnet". Ancora un cambio di squadra nel 1964, con l'arrivo all'Ibac, ma non giunsero vittorie. Nell'anno fu 4° al Giro di Calabria e quinto nella Sassari-Cagliari. Il calo di risultati e la chiusura dell'Ibac, lo spinsero al ritiro dall'attività agonistica. Un destino crudele lo portò via ai suoi cari, ai suoi tifosi, alla sua gente, il 6 maggio del 1970, a soli 32 anni. Un incidente, in galleria a Tarvisio, l'appuntamento fatale con la morte.

Giordano Tognarelli
[Immagine: 17186241846_46ee9ea2ae_b.jpg]
Nato a Ponte Buggianese (PT) il 30 maggio 1922, deceduto a Montecatini Terme (PT) il 25 ottobre 2015. Passista scalatore. Professionista indipendente dal 1949 al 1953, senza ottenere vittorie.
Un esempio, potremmo dire stereotipo, di come la guerra abbia deviato o modificato una carriera. Oddio, sia chiaro, il conflitto se fosse stato tutto qui, nel deviare o modificare le carriere degli sportivi, sarebbe stato solo uno dei tantissimi segmenti, dove l'uomo si manifesta profondamente cretino, ingiusto e tendenzialmente dispotico...per deficienza. Purtroppo fu quello che abbiam visto. Ma restiamo a noi. Giordano Tognarelli, corridore pistoiese, sicuramente di valore superiore al raccolto di carriera, si trovò gli anni della crescita, tarpati da quella tortura e quando, come tanti altri, poté tornare, si trovò a dover recuperare quei pezzi mancanti senza avere il tempo di farlo facendone tesoro, il tutto in un intorno di precarietà che non erano stati cancellati dagli entusiasmi della fine del conflitto. In altre parole, più tecniche, non si era potuto adeguare, con la giusta temporalità, alle distanze delle corse di quei tempi e non poté provare al meglio quegli insegnamenti che tanti direttori sportivi, o semplici atleti, avevano ricavato leggendo il libro "Prendi la bicicletta e vai", il testo-vademecum più incisivo, rapportato alle varie epoche della storia ciclistica, scritto da Giuseppe Ambrosini, ed uscito la prima volta nel 1951. Tognarelli si legò siamese alla Associazione Ciclistica Montecatini, dove si trovò a fianco di Alfredo Martini di un anno e mezzo più anziano e dove, a ventisei anni, da dilettante con licenza di correre anche con indipendenti e professionisti, diede il meglio di sé. Nel 1948 infatti, vinse la Milano-Lugano, il GP Comune di Cerreto Guidi, indi fu protagonista di un grande Giro del Lazio, allora corsa a tappe riservata ai soli dilettanti. Qui, arrivò 3° nella prima tappa, 9° nella seconda, 9° nella terza, 4° nella quarta, frazione in cui conquistò la testa della classifica e 11° nella quinta ed ultima. A Roma, nella classifica finale, fu primo a pari tempo con Pietro Giudici, ma il vertice fu simbolicamente assegnato a questi, poiché a punti, sui piazzamenti in differenza, Tognarelli si trovò con due punti in più rispetto al collega. Una conclusione davvero un po' così, ma ciò tolse poco alla bella prestazione del pistoiese. Il problema era che il Giro del Lazio, verteva su tappe di cui la più lunga era di 178 km e Giordano aveva già 26 anni abbondanti.... Fatto sta, che nel 1949 passò fra gli indipendenti, cercando di recuperare il gap con le lunghezze delle corse professionistiche, ma non raccogliendo risultati apprezzabili, faticò a trovare un ingaggio vero. Ed infatti, nel 1950, fece qualche corsa con la Viscontea, altre con la Benotto, ed altre ancora col GS Spallanzani di Milano. Nell'anno fu 7° nel GP Montemaggio e chiuse col 73° nel Lombardia. Nel 1951, si trovò ancora fra gli isolati e dopo un esordio non privo di difficoltà alla Milano Sanremo che chiuse 134°, corse un buon Giro di Toscana, dove si piazzò 30°, ma per il resto niente di particolare. Corse anche nel 1952, da isolato, e nel 1953, con le maglie della UC Comense, ma non ottenne risultati.

Maurizio Ricci detto Morris
 
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#2
(30-05-2023, 07:20 AM)Morris Ha scritto: Roger Buchonnet (Fra)
[Immagine: 1261989017BUCHONNETRoger-3.jpg]
Nato il 30 maggio 1926 a Magnet (Auvergne), deceduto il 3 marzo 2001 a Saint-Myon (Auvergne). Passista scalatore. Professionista da 1947 al 1958 con 15 vittorie. Un corridore ardimentoso, che ha saputo ritagliarsi notorietà nonostante mezzi non eccezionali. Per due lustri un riferimento per la Regione dell’Auvergne. Partecipò a quattro Tour de France di cui due conclusi ed in quello del 1951 fu protagonista, arrivò sul podio ad un Campionato di Francia, vinse brevi corse a tappe, nonché diverse frazioni delle stesse. In altre parole, uno che c’era, ed in qualche modo qualcosa raccoglieva.
Tutte le sue vittorie. 1947-Ind.con Riva Sport (1): GP de Marmignolles. 1951-Metropole (1): Tappa di Nizza alla Parigi Nizza. 1952-Metropole (1): GP de Marmignolles. 1953-Rochet (2): Vienne-Gartempe, GP Martini. 1954-Rochet (1): Classifica Generale Circuit d'Auvergne. 1955-Rochet (2): Tappa di Monosque alla Parigi Nizza, GP Sazeray. 1956-Rochet (3): Circuit des Monts du Livradois, GP Guéret, GP Bonnat. 1957-Rochet (4): Classifica Generale Circuit d'Auvergne, Tappa di Clermont Ferrand del Circuit d'Auvergne, Tappa di Reus alla Volta a Catalunya, Tappa di Bellac alla Vienne-Gartempe.
I suoi migliori piazzamenti. 1949: 3° nella Classifica Generale Circuit des Six Provinces, 3° nella 3a tappa Critérium du Dauphiné Libéré. 1950: 2° nel GP du Midi-Libre, 2° nel GP Martini, 3° nella 5a tappa Circuit de l'Ouest. 1951: 2° nella tappa di Briancon al Tour de France, 3° nel Campionato Nazionale su Strada, 3° nel GP Chanteloup-les-Vignes, 4° nella tappa di Marsiglia al Tour de France, 7° nella tappa di Parigi al Tour de France, 39° nella Classifica Generale Finale Tour de France. 1952: 2° nella tappa di Tanger al Tour del Marocco, 3° nella tappa di Gap al Critérium du Dauphiné Libéré. 1954: 2° GP Martini, 3° GP des commercants de La Ville-Gozet. 1955: 2° Critérium du Centre, 2° Criterium Montluçon, 2° Gp Ussel, 3° nel GP de la Trinité, 3° nel Gp Mauriac, 3° nel Gp Saint-Vallier, 3° nel Gp Guéret, 51° nella Classifica Generale Finale Tour de France. 1956: Grand Prix d´Issoire, 2° Criterium Dezice. 1957: 2° nella Classifica Generale Vienne-Gartempe, 2° nella tappa Clermont Ferrand del Circuit d'Auvergne, 2° GP Martini, 3° nel Criterium Saint-Amandin.

Richard Everaerts (Bel)
[Immagine: 16784697461325Everaerts,Richard.jpg]
Nato a Rillaar il 30 maggio 1937, deceduto a Bonheiden il Primo maggio 1995. Passista. Professionista dal 1960 al 1965 con una vittoria.
Grandissimo talento a livello giovanile e dilettantistico, dove dimostrò di poter vincere ogni corsa in linea, con azioni da dominatore, anche se poi, per una certa pigrizia, era sovente poco disponibile a concedersi allo spettacolo. I suoi acuti non si fermarono al Belgio, ma sconfinarono anche in quelle terre, come la Polonia, dove i giovani dilettanti belgi si trovarono ad affrontare i "professionisti di stato" dell'est europeo. A 21 anni nel 1958, vinse infatti due tappe del Giro di Polonia e finì 6° nella classifica finale. Nel 1960 passò stabilmente fra gli Indipendenti e vinse il Giro delle Fiandre, poi a fine stagione corse da professionista con la francese Mercier BP, vincendo il GP Rillaar. Nel 1961, il passaggio alla nostra Baratti con qualche corsa in seno alla Carpano. L'Italia non fece bene a Everaerts, che del nostro Paese apprezzò più la cucina, che le corse. Solo di classe e grazie alla spinta che viene da sempre nella terra di religione ciclistica, ovvero il suo Belgio, colse tre piazze d'onore nei Gran Premi di Lanaken, Deurne e Kapellen, ed il terzo posto nella Putte-Mechelen. Nel 1962, passò in pianta stabile alla Carpano, ma la musica non cambiò e da giugno s'accasò alla Mann: solo un 5° posto a Hoegaarden. La stagione seguente, lo vide ancora alla Mann: 2° nell'Omloop Hageland-Zuiderkempen e 3° a Zonnegem. Nel 1964 approdò alla Romeo-Flandria, ed in tutta la stagione colse solo il 3° posto a Geel, poi, nel 1965, il suo miglior risultato di carrioera fra i prof: 2° nella Freccia del Brabante. A fine anno lasciò il ciclismo, ed aprì una caffetteria a due passi dalla stazione di Haacht. E dire che era un corridore di talento....

Dino Liviero
[Immagine: 14366480837732livier10.jpg]
Nato a Castelfranco Veneto il 30 maggio 1938, deceduto a Tarvisio il 6 maggio 1970. Professionista dal 1959 al 1964, con 5 vittorie.
Un velocista dalla sparata notevole che, per vari motivi, non s'è compiuto come si poteva presumere, anche se è stato, nei pochi anni da professionista, assai popolare. Arrivò presto al ciclismo, evidenziando immediatamente le sue doti velocistiche. Naturalmente, le sue vittorie furono ben presto copiose al punto che una società del Ravennate, l'Edera di Santo Stefano, lo volle assolutamente con sé, ed allora i trasferimenti extraregionali fra i dilettanti, erano rari. Passò professionista nell'ottobre del 1959 in seno alla Torpado. Nel primo vero anno nell'elite si mise subito in mostra vincendo il Giro di Campania e la tappa di Caserta del GP Ciclomotoristico, prova nella quale fu 2° nella frazione di Manfredonia, 6° in quella di Spoleto e 15° nella classifica finale. Nell'anno colse anche un significativo 3° posto nella tappa di Verona al Giro d'Italia chiuso 74°. Nel 1961 vinse il Circuito di Ponte di Piave, si piazzò 2° nelle tappe di Teano e Firenze al Giro d'Italia e finì 6° nella Milano Sanremo. Nel 1962, provò la più grande gioia di carriera, vincendo la prima tappa del Giro d'Italia a Tabiano Terme, che gli valse anche la conquista della Maglia Rosa. Nell'anno si impose anche nel GP Cemab di Mirandola, colse il 3° posto al Giro Toscana, il 4° nella Milano-Mantova e il 6° nella Milano-Vignola. Nel 1963, passò dalla Torpado alla Lygie, ma non fu una stagione felice, solo un 4° posto a Lurago d'Erba, prova del Trofeo "Cougnet". Ancora un cambio di squadra nel 1964, con l'arrivo all'Ibac, ma non giunsero vittorie. Nell'anno fu 4° al Giro di Calabria e quinto nella Sassari-Cagliari. Il calo di risultati e la chiusura dell'Ibac, lo spinsero al ritiro dall'attività agonistica. Un destino crudele lo portò via ai suoi cari, ai suoi tifosi, alla sua gente, il 6 maggio del 1970, a soli 32 anni. Un incidente, in galleria a Tarvisio, l'appuntamento fatale con la morte.

Giordano Tognarelli
[Immagine: 17186241846_46ee9ea2ae_b.jpg]
Nato a Ponte Buggianese (PT) il 30 maggio 1922, deceduto a Montecatini Terme (PT) il 25 ottobre 2015. Passista scalatore. Professionista indipendente dal 1949 al 1953, senza ottenere vittorie.
Un esempio, potremmo dire stereotipo, di come la guerra abbia deviato o modificato una carriera. Oddio, sia chiaro, il conflitto se fosse stato tutto qui, nel deviare o modificare le carriere degli sportivi, sarebbe stato solo uno dei tantissimi segmenti, dove l'uomo si manifesta profondamente cretino, ingiusto e tendenzialmente dispotico...per deficienza. Purtroppo fu quello che abbiam visto. Ma restiamo a noi. Giordano Tognarelli, corridore pistoiese, sicuramente di valore superiore al raccolto di carriera, si trovò gli anni della crescita, tarpati da quella tortura e quando, come tanti altri, poté tornare, si trovò a dover recuperare quei pezzi mancanti senza avere il tempo di farlo facendone tesoro, il tutto in un intorno di precarietà che non erano stati cancellati dagli entusiasmi della fine del conflitto. In altre parole, più tecniche, non si era potuto adeguare, con la giusta temporalità, alle distanze delle corse di quei tempi e non poté provare al meglio quegli insegnamenti che tanti direttori sportivi, o semplici atleti, avevano ricavato leggendo il libro "Prendi la bicicletta e vai", il testo-vademecum più incisivo, rapportato alle varie epoche della storia ciclistica, scritto da Giuseppe Ambrosini, ed uscito la prima volta nel 1951. Tognarelli si legò siamese alla Associazione Ciclistica Montecatini, dove si trovò a fianco di Alfredo Martini di un anno e mezzo più anziano e dove, a ventisei anni, da dilettante con licenza di correre anche con indipendenti e professionisti, diede il meglio di sé. Nel 1948 infatti, vinse la Milano-Lugano, il GP Comune di Cerreto Guidi, indi fu protagonista di un grande Giro del Lazio, allora corsa a tappe riservata ai soli dilettanti. Qui, arrivò 3° nella prima tappa, 9° nella seconda, 9° nella terza, 4° nella quarta, frazione in cui conquistò la testa della classifica e 11° nella quinta ed ultima. A Roma, nella classifica finale, fu primo a pari tempo con Pietro Giudici, ma il vertice fu simbolicamente assegnato a questi, poiché a punti, sui piazzamenti in differenza, Tognarelli si trovò con due punti in più rispetto al collega. Una conclusione davvero un po' così, ma ciò tolse poco alla bella prestazione del pistoiese. Il problema era che il Giro del Lazio, verteva su tappe di cui la più lunga era di 178 km e Giordano aveva già 26 anni abbondanti.... Fatto sta, che nel 1949 passò fra gli indipendenti, cercando di recuperare il gap con le lunghezze delle corse professionistiche, ma non raccogliendo risultati apprezzabili, faticò a trovare un ingaggio vero. Ed infatti, nel 1950, fece qualche corsa con la Viscontea, altre con la Benotto, ed altre ancora col GS Spallanzani di Milano. Nell'anno fu 7° nel GP Montemaggio e chiuse col 73° nel Lombardia. Nel 1951, si trovò ancora fra gli isolati e dopo un esordio non privo di difficoltà alla Milano Sanremo che chiuse 134°, corse un buon Giro di Toscana, dove si piazzò 30°, ma per il resto niente di particolare. Corse anche nel 1952, da isolato, e nel 1953, con le maglie della UC Comense, ma non ottenne risultati.

Maurizio Ricci detto Morris
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