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Targare e tassare le biciclette: #labicinonsitocca
#1
Antifurti? Mettiamo le targhe alle biciclette
La proposta è della consigliera regionale lombarda Baldini

Targare le biciclette si può, questo l’auspicio della consigliera regionale Gruppo Misto e coordinatrice Popolari per l’Italia Regione Lombardia Maria Teresa Baldini che ha presentato una mozione in proposito presso gli uffici di Palazzo Pirelli. Firmatari dell’atto anche i consiglieri Riccardo De Corato (Fratelli d’Italia) e Carlo Borghetti (Partito Democratico), un segnale significativo che lascia intuire quanto i problemi dei furti di velocipedi e la sicurezza stradale in relazione a incidenti che potrebbero coinvolgere i ciclisti siano sentiti. Nella mozione Baldini sottolinea i dati allarmanti dei furti di biciclette in Lombardia (nella sola città di Milano se ne contano 30 al giorno) e considera quanto spesso si legga di sinistri stradali, infrazioni e attività criminose quali scippi che vedono protagonisti i ciclisti.

Il documento si muove quindi in due direzioni: tutelare i ciclisti modello e trattare quelli che infrangono il codice delle strada alla stregua dei conducenti di altri veicoli a motore: “Ricordiamo – sottolinea la consigliera – che la bicicletta rientra a tutti gli effetti tra i veicoli e pertanto la sua circolazione è soggetto alle norme del citato codice”.

In Comuni come Trento, Abbiategrasso, Modena e Lucca sono stati già adottati provvedimenti che consentono un riconoscimento ed una identificazione visiva, certa ed immediata del velocipede, adesso la giunta Maroni potrebbe essere chiamata a ad attivarsi, coinvolgendo le amministrazioni municipali e la conferenza Stato-Regioni, per far sì che in tutta la Lombardia vengano messi in atto tutti quegli accorgimenti (punzonatura del telaio, targatura della bicicletta, inserimento all’interno del telaio di microchip e quanto altro tecnicamente possibile) necessari affinché il veicolo bicicletta possa essere reso facilmente riconoscibile ed individuabile da chiunque al pari di autovetture, motoveicoli e ciclomotori.

tuttobicitech.it
 
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#2
Sì sì, lo farebbero solo per tutelare i cittadini, come no Facepalm
 
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[+] A 1 utente piace il post di SarriTheBest
#3
eccallà... ci avviciniamo al giorno che si pagherà per avere la bici Facepalm proprio mò che la devo comprare io
 
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#4
Ma che significa ? Bisogna mettere una targa sul parafanghi? Asd volendo già ora sono riconoscibili, non basta leggere il numero del modello? In ogni caso se metti la targa sul telaio non vedo cosa tu possa risolvere: il ladro la toglie e si gode la biciBoh . Poi chi targa le ruote?
 
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#5
Sì, però deve essere prima associato al proprietario (la famosa punzonatura, appunto) e per leggerlo poi devi capovolgere la bici nella maggior parte dei casi Sese Loro invece vogliono che sia immediatamente riconoscibile, così ti posson multare senza tanti problemi. Una volta raggiunto 'sto "traguardo", step successivi: assicurazione, bollo bici, passaggi di proprietà e via dicendo. Sese Facepalm Facepalm Fotte sega dei cittadini, se non per spolparli... Sisi
 
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#6
TARGHE ALLE BICI? INTERESSI SOSPETTI PER UN MEZZO LIBERO
Il progetto è irregimentare l'anarchia delle due ruote

Sta crescendo la preoccupazione tra i ciclisti milanesi dopo che alcuni consiglieri della Regione Lombardia hanno proposto di targare le biciclette, come se fossero delle moto o delle auto. La giustificazione è: così sarà più difficile rubarle (!). In merito, recentemente è stata presentata al Consiglio regionale una mozione stranamente bipartisan: sembra che destra, centro e sinistra improvvisamente si siano messi a preoccuparsi dei ciclisti. In realtà, più che un deterrente contro i furti, la motivazione di tuttoi questo interesse è piuttosto rivolta "contro" i ciclisti. Cioè si vorrebbe rendere identificabile il mezzo per poter reprimere e colpire i presunti atteggiamenti "illegali" commessi da chi va in bicicletta. Il paradosso è che mentre da una parte queste stesse persone urlano contro gli autovelox che costringono gli automobilisti indisciplinati a rispettare i limiti di velocità, dall'altra vorrebbero instaurare un regime sanzionatorio infallibile per colpire gli eventuali comportamenti anomali di chi va in bicicletta. In ultima analisi si arriverebbe a sfavorire l'uso delle due ruote in ambito urbano durante i giorni feriali, per recarsi in ufficio o a scuola o a fare la spesa, perché qualcuno (sono pochi, anche se molto visibili…) spesso non rispetta le norme del codice della strada. Ma oggi la bicicletta rappresenta l'ultimo baluardo della mobilità individuale libera e consapevole (per esempio nei confronti dell'inquinamento dell'aria). Targarla, vorrebbe dire scoraggiarne l'uso con gravi ripercussioni che per l'ambiente. Tanto più che per difendersi dai furti esistono altri metodi, a partire dalla marchiatura facoltativa dei telai con relativa anagrafe fotografica delle biciclette. Oltre a efficienti sistemi di ritenzione e stalli ad arco appositamente studiati per potervi ancorare le due ruote.
La nostra impressione è che dietro questi periodici interessamenti un po' sospetti nei confronti di chi pedala sulle due ruote via sia un "odio" viscerale nei confronti della bicicletta, in quanto ultimo mezzo "anarchico" di mobilità individuale non ancora irregimentato. La verità è che il codice della strada andrebbe rispettato da tutti, automobilisti, motociclisti e ciclisti. E andrebbe fatto rispettare. A partire dalla velocità eccessiva dei veicoli a motore in città, che è la prima causa degli incidenti. A questo proposito qualcosa si sta muovendo: in primavera la zona a 30 kmh dovrebbe essere allargata alla cerchia dei Navigli. Ma come si riuscirà a far rispettare il divieto se già oggi non si è in grado di far osservare il limite dei 50 orari?

Cesare Paroli, da Il Giorno
 
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#7
Tassa sulla bici, la proposta del senatore Filippi (Pd) scatena la protesta dei ciclisti
E' polemica dopo l'emendamento presentato il 25 novembre. Il promotore: "L'obiettivo è la lotta all'abusivismo". Ma gli amanti delle due ruote accusano: "Vogliono mettere targhe e bollo come per i motorini"

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/...i/2265217/
 
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#8
Perché non tassiamo anche le facce da culo che popolano il parlamento?
 
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[+] A 2 utenti piace il post di Danilo M.
#9
La bici non si tocca
 
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#10
Non si arriverà a nulla. È troppo demenziale.
 
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