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Volta Ciclista a Catalunya, parata di stelle per un percorso insidioso
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Volta Ciclista a Catalunya, parata di stelle per un percorso insidioso
Dal 23 al 29 marzo si corre in Catalogna la prima corsa spagnola World Tour dell'anno. La startlist è di livello assolutamente alto, con i vari Froome, Contador, Valverde, Aru, Uran e tanti altri. Il percorso, costellato di asperità, non vede al via i velocisti puri, e forse la mancanza di una tappa pianeggiante toglie un po' di prestigio alla corsa.




[Immagine: Volta_a_Catalunya_logo.png]


IL PERCORSO

Anche in questo 2015 il percorso del Giro di Catalogna risulta essere molto tortuoso e ricco di tappe impegnative. Si inizia lunedì 23 marzo con Calella - Calella, che si snoda per 191 km sulle stesse strade della prima frazione dell'edizione 2014, dove fu lo sloveno Luka Mezgec della Giant-Alpecin ad alzare le braccia al cielo. Altimetricamente le difficoltà da affrontare sono tre: Alto di Viladrau, GPM di seconda categoria di 11 km al 3% medio con punte all'8%, Alt del Coll Formic, GPM di prima categoria di 7,8 km al 5,2% medio con punte al 9% e Alto de Collsacreu, GPM di terza categoria di 7,4 km al 3% medio con punte del 6%. Al culmine di quest'ultimo resteranno 18 km all'arrivo. La partenza del secondo giorno è fissata a Mataró e, dopo 195 km, si arriva a Olot. Nel mezzo due GPM di terza categoria, Alt de Can Bordoi (2,8 km al 5,3% medio con punte al 7%, dopo 26,5 km) e Alt de Montagut (2,1 km al 4,5% medio con punte al 7%, dopo 177 km), dall'ultimo dei quali mancheranno solamente 15 km all'arrivo. La terza frazione prevede un percorso di 159,6 km, con Girona che è sia sede di partenza che sede di arrivo. Come detto inizialmente, le difficoltà altimetriche sono presenti in tutte le tappe, e anche nella terza tappa si devono affrontare due GMP di terza categoria (Alt de Romanya, salita di 2,6 km al 3,4% medio, e Alt de la Ganga, con i suoi 3,7 km al 4% medio), un GPM di seconda categoria (Alt de Santa Pellaia, di 5,9 km al 4% medio) e un GPM di prima categoria da ripetere due volte (Alt dels Àngels, di 6 km al 5,5% medio con punte all'8%), il cui ultimo passaggio terminerà a 13 km dall'arrivo. Seppur vi siano delle ascese impegnative, nei primi tre giorni dovremmo assistere alla sfida fra le ruote veloci del gruppo, come è accaduto nelle prime due frazioni dell'edizione 2014 (peraltro molto simili, appunto, alle prime tre di quest'anno). Difficilmente invece assisteremo ad un arrivo allo sprint nella quarta tappa, la Tona-La Molina. Dopo l'Alt de Bracons (10,5 km al 4,9% medio con punte al 12%) e l'Alt de Coubet (10km al 5,5% medio con punte al 10%), entrambi GMP di prima categoria, si dovrà affrontare la difficile ascesa all'Alt de la Creueta, con i suoi 21 km al 4,5% di pendenza media e punte al 9%. Si plana poi sull'abitato di Urtx, dal quale parte l'ascesa finale de La Molina, con i suoi 5,6 km al 5,8% medio e punte al 9%. Sullo stesso traguardo lo scorso anno vinse Purito Rodriguez, staccando Contador e Quintana nei kilometri finali. Le successive due frazioni non sono impegnative altimetricamente, ma possono essere terreno ideale per degli attacchi. Nella quinta tappa infatti, da Alp a Valls (197 km), è presente un GPM di seconda categoria (Alt de Lilla, di 4,1 km al 4,8% medio con punte al 7%) che termina a soli 10 km dall'arrivo. Tali kilometri sono quasi tutti in discesa, quindi favorevoli ad un eventuale attacco, anche se negli ultimi due anni sullo stesso arrivo hanno vinto due ruote veloci come Mezgec (2014) e Gerrans (2013). Con i 197 km della sesta tappa, la Cervera-PortAventura, ci si avvicina al gran finale di Barcellona. Anche nella penultima frazione è probabile un arrivo allo sprint, con l'Alt de Prades (GPM di prima categoria di 11 km al 4% medio) e l'Alt de Coll Roig (GPM di terza categoria di 3,7 km al 5% medio) che sono molto lontani dal traguardo. Come detto gran finale nella settima tappa dove, dopo aver percorso i primi 70 km di corsa partendo da L'Hospitalet de Llobregat (con l'Alt de Castellbisbal, GPM di terza categoria, a fare da spartiacque), si entra nel circuito cittadino di Barcellona, con i suoi 7 km da ripetere per otto volte. Per otto volte sarà da ripetere anche il Montjuïc, celebre salita di 2 km al 5,7% medio e punte all'8%, che saranno determinanti per delineare le forze in gioco.

[Immagine: 256dzs3.jpg][Immagine: 2w2h577.jpg]

La Volta a Catalunya si deciderà quasi sicuramente con l'arrivo a La Molina (a sinistra) e con la frazione finale di Barcellona (a destra)


I PROTAGONISTI

Sarebbe stato doveroso citare come primo nome di questa lista Joaquim Rodriguez, in quanto sia il percorso a lui molto favorevole, sia lo stato di forma apparso abbastanza buono, lo indicavano, se non come principale favorito, sicuramente capace di arrivare fra i primi tre. Il resto della Katusha al via è ben poca cosa, se non per la presenza di Alberto Losada, Giampaolo Caruso ed Egor Silin, anche se nessuno dei tre potrà ambire alla vittoria finale. Discutibile la decisione da parte della squadra russa di privarsi in questo momento di Simon Špilak, dopo aver dimostrato di stare attraversando un ottimo periodo alla Parigi-Nizza.
Non resta che partire con il secondo dell'edizione 2014 della corsa catalana. In molti pensavano che Alberto Contador avrebbe vinto abbastanza facilmente l'ultima Tirreno-Adriatico (dopo il forfait di Froome), ma lo spagnolo ha smentito tutti dimostrando una gamba ancora non all'altezza di Quintana, seppur i giorni di corsa rispetto al colombiano fossero maggiori e con prestazioni molto incoraggianti. Il percorso di quest'anno, leggermente più facile del precedente, non è un'arma a favore del Pistolero, che troverà comunque un terreno a lui favorevole per cercare di vincere la classifica generale. La Tinkoff-Saxo che si porta dietro è di livello assoluto, con Basso, Hernandez, Paulinho, Rogers, Kiserlovski e Valgren come gregari, e Majka vera e propria mina vagante (anche se il livello di forma visto alla Parigi-Nizza non è incoraggiante).
Altro certo protagonista con un percorso del genere, con altissime chance di vittoria, è sicuramente Alejandro Valverde. L'Embatido ha iniziato forte anche questo 2015, con moltissimi piazzamenti (ultimo dei quali il terzo posto alle Strade Bianche) e la vittoria al trofeo Serra de Tramuntana. La gestione della corsa al Gp Nobili Rubinetterie ha fatto trapelare una buonissima gamba, che lo eleva di diritto fra i favoriti per la corsa spagnola.
Fra questi trova spazio anche Chris Froome. L'inglese del Team Sky, che non ha partecipato alla Tirreno-Adriatico a causa di un virus, non ha dalla sua parte il percorso, che non gli è molto congeniale, con la sola tappa di La Molina che gli può permettere di fare selezione. Riprendendo il discorso malattia, anche la forma è tutta da testare, ma in genere la preparazione che Froome dedica alle corse è sempre maniacale e finalizzata alla vittoria. Se la gamba dovesse mancare nessun problema, Richie Porte, Leopold König e Wout Poels (per non citare anche Kiryenka e Roche) sono pronti a ritagliarsi un ruolo principale nell'economia della corsa.
Uno stato di forma discreto caratterizza anche Rigoberto Uran. Il portacolori della Etixx esce dalla Tirreno-Adriatico con un risultato che non può essere ritenuto del tutto positivo. Il terzo posto della generale e gli ottimi piazzamenti a Castelraimondo e sul Terminillo fanno sicuramente emergere il fatto possa essere competitivo anche in Catalogna, ma il distacco subito da Nairo Quintana, che non correva dal Tour de San Luis, ne fa emergere i limiti di rendimento.
Passati in rassegna quelli che sono i cinque principali favoriti, ci sono molti altri partecipanti che possono giocare le loro carte per uno dei tre gradini del podio. In condizione Fabio Aru non ha nulla, o quasi, da invidiare ai quattro sopracitati. La recente partecipazione alla Parigi-Nizza, sua prima gara stagionale, è servita soprattutto a ritrovare il ritmo della competizione. Il problema è che anche lo stato di forma non è ancora sembrato dei migliori, seppur la positiva prestazione nell'arrivo alla Croix de Chaoubouret. Con lui l'Astana schiere Kangert, Landa (che fanno il loro esordio stagionale), Cataldo e Diego Rosa, che ha dato segnali positivi alle Strade Bianche. Da non sottovalutare anche Dan Martin. L'irlandese della Garmin-Cannondale troverà un percorso a lui molto congeniale, anche se la sua partecipazione alla Volta a Catalunya è finalizzata alla preparazione delle clasicche collinari. Con lui una formazione molto competitiva in salita, con Acevedo, Danielson, Cardoso, Hesjedal, Dombrowski e Andrew Talansky, il quale è apparso assolutamente lontano dal ritmo gara alla Parigi-Nizza. Altra squadra a più punte è l'Ag2r La Mondiale, con Romain Bardet e Domenico Pozzovivo che trovano un percorso dove esprimere al meglio le loro caratteristiche. Il francese, uscito dalla Parigi-Nizza, ha sfoggiato prestazioni altalenanti, senza brillare, mentre l'italiano, in arrivo dalla Tirreno-Adriatico, si è dimostrato pimpante in occasione dell'arrivo in salita sul Terminillo, cogliendo anche un ottavo posto in classifica generale. Lo stesso Carlos Betancur potrebbe benissimo essere della partita, dei suoi problemi abbiamo già parlato quindi limitiamoci a citarlo. L'anno scorso qui Tejay Van Garderen colse un ottimo terzo posto, corredato da una vittoria di tappa. Quest'anno difficilmente coglierà il podio viste le recenti prestazioni alla Parigi-Nizza. Il talento (finora inespresso) americano fatica a trovare continuità nelle sue prestazioni, e il percorso di quest'anno per un passista come lui di certo non è d'aiuto. In Catalogna per la BMC ci saranno anche Samuel Sanchez e Darwin Atapuma, altro talento ancora tutto da scoprire che fatica a trovare i risultati. Chi invece sembra essere risorto è Rafa Valls. Il ventisettenne spagnolo della Lampre, dopo aver vinto il Giro dell'Oman, ha convinto i propri tecnici con una bellissima prestazione anche alla Parigi-Nizza, dove è arrivato sempre fra i primi negli arrivi che contavano. In Catalogna avrà quasi sicuramente i gradi di capitano, per sfruttare la sua condizione (fisica e mentale) ed ambire ad una piazza d'onore. Valls sarà affiancato da Niemec e Durasek. Altri due nomi da tener d'occhio sono Wilco Kelderman della LottoNL-Jumbo, che avrebbe le caratteristiche per fare davvero molto bene, ma non è accompagnato (almeno per ora) da un ottimo stato di forma, e Pierre Rolland della Europcar, che si ritrova in una situazione simile (se non peggiore) al collega neerlandese, non essendo riuscito a portare a termine la recente Tirreno-Adriatico. Il primo potrà contare sull'appoggio di Laurens Ten Dam, il secondo su quello di Romain Sicard. Alti corridori degni di nota, che però non concorreranno probabilmente alla vittoria finale sono: Dani Navarro della Cofidis, Davide Rebellin della CCC Sprandi Polkowice, Jerome Coppel della IAM Cycling, Riccardo Zoidl della Trek, David Arroyo della Caja Rural, Warren Barguil della Giant-Alpecin (se fosse in forme potrebbe sorprendere in un percorso simile), Johan Esteban Chaves della Orica-Greenedge (finora in questo 2015 ha corso poco, ma ha le qualità per fare molto bene fin da subito), Kenny Elissonde e Alexandre Geniez della FDJ, e Jurgen Van den Broeck e Thomas De Gendt (che ha dimostrato una gran gamba alla Parigi-Nizza) per la Lotto-Soudal.
In definitiva vedo i due spagnoli - Alejandro Valverde e Alberto Contador - sullo stesso piano, visto stato di forma e percorso, con appena dietro Chris Froome, che ha l'incognita dovuta alla malattia, e Rigoberto Uran, al quale sembra ancora mancare qualcosa per fare il salto di qualità.

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Valverde, Rodriguez e Contador sul Cuitu Negru alla Vuelta a España 2012 ©Bettini

Come accennato in precedenza, è difficile vedere al via dei velocisti puri con un percorso del genere, anche se comunque i protagonisti per le volate non mancano. Fra i questi i più quotati sono sicuramente Luka Mezgec del team Giant-Alpecin, vincitore lo scorso anno di tre tappe, Bryan Coquard, che ha colto dei buoni piazzamenti in questo 2015 ma è ancora a secco di vittorie, e l'italiano Matteo Pelucchi della IAM Cycling, sfortunato e costretto al ritiro durante la Tirreno-Adriatico. A questi si affiancano altri nomi interessanti, uno fra tutti quello di Caleb Ewan (di quei parleremo sotto). Per la FDJ ci sarà Kévin Réza, Roberto Ferrari è invece l'uomo veloce della Lampre-Merida, per la Lotto-Soudal sarà presumibilmente l'esperto Gregory Henderson a giocarsi gli sprint, e George Bennet per la LottoNL-Jumbo. A questi si aggiungono Grega Bole della CCC Sprandi Polkowice, Francesco Lasca della Caja Rural, Julian Alaphilippe della Etixx-Quick Step Michael Van Staeyen della Cofidis, Leonardo Duque del Team Colombia e Danilo Napolitano della Wanty-Groupe Gobert.

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Luka Mezgec batte Leigh Howard nella scorsa Volta a Catalunya ©twdsport

LE GIOVANI PROMESSE

Moltissimi i giovani interessanti che si presentano al via della Vuelta a Catalunya, ma fra tutti tre in particolare sono da tenere d'occhio. Uno di questi, come già accennato in precedenza, è Caleb Ewan. Il ventenne australiano è finalmente passato professionista quest'anno con l'Orica-Greenedge, e non ha di certo avuto difficoltà ad ambientarsi subito. All'attivo in questo 2015 ha già quattro vittorie fra Herald Sun Tour e Tour de Langkawi, contornate da cinque secondi posti, uno dei quali al campionato nazionale australiano dietro a Haussler. Forte in volata, supera molto bene anche gli strappi (ed anzi, ha dimostrato di non aver paura ad attaccare), quindi potremmo fin da subito vederlo protagonista nella corsa spagnola, soprattutto in volata. Continuando sulla stessa lunghezza d'onda, anche per Dylan Teuns della BMC si prospetta un roseo futuro. Il belga classe '92 ha caratteristiche diverse da Ewan, essendo dotato di un'ottima resistenza in salita e di uno spunto abbastanza veloce. Fra i dilettanti spiccano le vittorie di tappa al Giro della Valle d'Aosta (Morrilon) e al Tour de l'Avenir (Les Carroz d'Arraches) dello scorso anno, entrambe con arrivo in salita, e la buonissima prestazione al Tour of Britain sempre nel 2014 (quando era ancora stagista alla BMC). Potrebbe diventare un corridore da classiche collinari (lo si accosta a Gilbert), come anche fare molto bene nelle corse a tappe, per questo non resta che aspettare. Non si può che concludere con Miguel Ángel López, dominatore dell'Avenir 2014. Il colombiano, nato nel '94, ha corso pochissimo in Europa, ma ha comunque dimostrato di essere fortissimo in salita, come del resto la maggior parte dei suoi connazionali. L'Astana non ha esitato a metterlo sotto contratto, e il Giro di Catalogna lo vedrà all'esordio in Europa nel 2015 (dopo aver corso solamente il campionato nazionale).

[Immagine: 2582014_20642_ewan%202a%20tappa.JPG]

Ewan vince nella tappa di Saint Galmier allo scorso Avenir, staccando tutti di ruota in volata ©JamesStartt

ALBO D'ORO DEGLI ULTIMI 10 ANNI

Anno
Vincitore
Secondo
Terzo
2005 Jaroslav Popovyč Leonardo Piepoli David Moncoutié
2006 David Cañada Santiago Botero Christophe Moreau
2007 Vladimir Karpec Michael Rogers Denis Menchov
2008 Gustavo César Veloso Rigoberto Urán Rémi Pauriol
2009 Alejandro Valverde Daniel Martin Hairmar Zubeldia
2010 Joaquim Rodríguez Xavier Tondó Rein Taaramäe
2011 Alberto Contador
Michele Scarponi
Daniel Martin Chris Horner
2012 Michael Albasini Samuel Sánchez Jurgen Van Den Broeck
2013 Daniel Martin Joaquim Rodríguez Michele Scarponi
2014 Joaquim Rodríguez Alberto Contador Tejay Van Garderen

CONTENUTI EXTRA

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