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la Chiesa e le sue formidabili gerarchie
#1
Dopo questa notizia diventa necessaria l'apertura di un topic.

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca...8ec3d.html

Ennesima dimostrazione di un papato veramente scarso sotto ogni punto di vista. Tra gaffe, linguaggio da osteria, like a culone su instagram, perdita di popolarità tra i fedeli, santificazioni random, stiamo veramente toccando vette inesplorate.

Ora si aggiungono i quasi 88 anni di età (terzo papa più longevo della storia) e la probabile demenza incombente. Non vedo l'ora di un nuovo conclave. Ma temo che il prossimo sarà un papa scout.

Voti a papa Francesco
Mistero: 1/10
Linguaggio: 1/10
Cazzimma 2/10

Benedetto XVI
Mistero: 6/10
Linguaggio: 8/10
Cazzimma: 6/10

Giovanni Paolo II
Mistero: 2/10
Linguaggio: 4/10
Cazzimma: 7/10

Giulio II
Mistero 7/10
Linguaggio 10/10
Cazzimma 10/10


[Immagine: 8ru1m2.jpg]
 
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[+] A 2 utenti piace il post di Giugurta
#2
Condivido che Francesco è papa scarso.

Però, la chiesa spacca.
 
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#3
Inutile dire che il massimo favorito come prossimo papa sia Odilo Pedro Scherer
Con l'aumento della speranza di vita non si vogliono creare papati molto longevi, quindi eleggono sempre un ultrasettantenne. Ratzinger aveva 78 anni, Bergoglio 76 al momento dell'elezione. Odilo Pedro Scherer, brasiliano e tendenzialmente bergogliano, va per i 75. Considerando un'ipotetica morte di Francesco nel 2026/27, il suddetto Scherer avrebbe l'età perfetta per essere eletto, tanto ormai i bergogliani hanno la maggioranza nel collegio cardinalizio.

Credo che Scherer abbia tuttavia le capacità di esprimersi con un linguaggio ben più forbito e maturo del predecessore.

Difficilissimo ipotizzare un nome per il prossimo papa:
Francesco II no, saresti un'appendice del controverso predecessore
Benedetto XVII no, perché ti schiereresti con il fronte più conservatore
Giovanni Paolo III no, ormai è santificato e in più nella curia sanno la verità sulla Orlandi
Paolo VII potrebbe andare bene, ma allora perché non aggiungerci il Giovanni prima?
Giovanni XXIV troppo ambizioso, preannuncerebbe il concilio vaticano terzo
Pio XIII neanche da pensare: è da sedevacantista.

Potremmo quindi tornare a nomi parecchio vetusti, come Leone XIV, Clemente XV, Innocenzo XIV ...
Gregorio XVII è invece un altro nome da escludere, in quanto fa riferimento a un'altra leggenda sedevacantista.

Se dovessi scommettere i miei due euro direi
Conclave 2027 Odilo Pedro Scherer eletto, papa Paolo VII
 
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#4
Chissà se Uganda ha qualche nome a sorpresa nel suo quaderno per il prossimo conclave.
 
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[+] A 1 utente piace il post di Manuel The Volder
#5
Papa Francesco si dimetterà una volta ripresosi dalla polmonite bilaterale? Sembra sempre più fragile e il tragico evento del decesso potrebbe arrivare entro il 2025 se continua così.
Ricordiamo comunque che Francesco (88) è il terzo papa più anziano della storia dopo Benedetto XVI (95) Leone XIII (93).

In caso di conclave entro l'anno i favoriti sarebbero
Emil Paul Tscherrig CHE 1947
Giuseppe Betori ITA 1947
Marco Aurelio Poli ARG1947
Peter Turkson GHA 1948
Odilo Pedro Scherer BRA 1949
Timothy Dolan USA 1950
Kurt Koch CHE 1950
Peter Ėrdö HUN 1952
Reinhard Marx GER 1953
Pietro Parolin ITA 1955
Claudio Gugerotti ITA 1955
Matteo Maria Zuppi ITA 1955
Luis Antonio Tagle FIL 1957
Pierbattista Pizzaballa ITA 1965

Sono quasi tutti dei cardinali buonisti scout, in primis il favorito Tagle e in secundis Zuppi
Più tradizionalisti solo Erdo e Koch.
Vie di mezzo Scherer, Parolin.
Il mio timore è un papa scout che farà cascare le palle
 
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#6
Possibile sia il momento di un Papa di colore oppure no?
 
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#7
Non ci sono figure forti
 
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#8
Il conclave 2025 sarà una sfida tra Turkson e Tagle?

Non voglio che le mie sembrino lacrime di coccodrillo, ma penso risulti evidente come l'intento un po' denigratorio di questo topic nascesse con toni polemicamente scherzosi, per dichiarazioni poco felici di un Papa che certamente è stato anche molto importante nella storia di una Chiesa che attualmente ha nell'America del Sud il maggiore bacino di fedeli. E' stato dunque un papa figlio del proprio del tempo e figlio delle trasformazioni che la chiesa sta vivendo. 
Penso che avesse seriamente un problema nell'esprimersi in lingua italiana e questa cosa lo portava ad avere un linguaggio spiccio, che poco si confaceva ai miei gusti personali (di laico), ma che probabilmente ha lasciato il segno laddove il Cristianesimo è tuttora forte o in via di espansione: America Latina, Asia, Africa.
Sia poi chiaro come Papa Francesco abbia sanato tutte le sue mancanze, mostrandosi amico del popolo martoriato di Gaza e parlando di pace quando tutti erano belli e pronti a fare la guerra alla Russia. 

Il prossimo papato avrà dei segni di continuità e di discontinuità con quello precedente. Un segno di continuità sarà la provenienza del pontefice. Non europeo e non occidentale. Proverrà da uno dei tre continenti apparentemente periferici, ma ormai centrali per le sfide del cattolicesimo. Non penso che sarà di nuovo sudamericano, sarebbe un richiamo troppo forte al predecessore, penso che le scelte ricadranno su Asia o Africa.

L'Asia è rappresentata da un candidato molto forte, il filippino Luis Antonio Tagle che spiritualmente e umanamente pare essere una copia carbone di Papa Francesco. Dalla sua ha certamente molti voti, ma non quelli del fronte conservatore. Di contro ha anche un'età che per gli standard attuali potrebbe essere fin troppo giovane: 68 anni. Eleggendolo, i cardinali si assicurerebbero circa 20 anni di pontificato. Ma è davvero intenzione dei porporati creare così tanta stabilità? Gli ultimi due eletti avevano rispettivamente 78 e 76 anni, dunque pare che la tendenza sia quella di eleggere pontefici destinati a rimanere in carica un decennio, anno più anno meno, ma la rotta potrebbe ovviamente invertirsi e nessuno si scandalizzerebbe. Nel XIX secolo, per esempio, abbiamo avuto pontificati lunghissimi, nel XX pure mediamente lunghi, con le dovute eccezioni.

Quello che credo debba necessariamente essere uno standard richiesto per l'elezione è però la lunga esperienza come cardinale: Tagle ce l'ha, essendo stato nominato con quel ruolo da Benedetto XVI nel 2012, quello che gli manca sono però i voti di una certa frangia.

Chi può dunque dare un colpo al cerchio e uno alla botte? Accontentare tradizionalisti e progressisti al contempo? La risposta potrebbe risiedere nel ghanese Peter Turkson, nominato cardinale addirittura da Giovanni Paolo II, nel 2003. Classe 1948, è uno dei papabili più anziani, ma pare fisicamente molto in forma (a vederlo nelle foto recenti gli darei 10 anni di meno). La sua elezione porterebbe al mondo il primo papa di colore (non il primo africano, ma il primo dell'Africa subsahariana) e soprattutto sarebbe una perfetta soluzione di compromesso. Turkson porterebbe avanti l'attenzione alle cause di povertà, ambientalismo, fame nel mondo e migrazione care a Francesco, ma dall'altro, sotto l'aspetto dottrinale, sarebbe molto più intransigente sulle questioni del diaconato femminile e della morale sessuale. Questo suo aspetto più conservatore potrebbe far convergere verso di lui i voti del fronte tradizionalista, che tuttavia è minoritario tra i cardinali.

Turkson è la figura che meglio incarna le caratteristiche che credo verranno richieste al nuovo pontefice:
- Provenienza geografica da uno dei 3 continenti "nuovi"
- Lunga esperienza di cardinalato
- Parziale continuità con idee di Francesco
- Maggiore intransigenza dottrinale rispetto a Francesco, così che la chiesa non si debba più spaccare, come ha rischiato di fare in questi ultimi tempi.

Un piccolo easter egg per Peter Turkson:
La profezia di Malachia (un palese falso storico, ma non si sa mai) indica come ultimo pontefice "Pietro il romano", e Turkson si chiama Peter. 
Certamente questa cosa potrebbe non essere un buon segno, se si pensa ad almeno due precedenti:
- ROMA: nata con Romolo e finita con Romolo Augustolo
- COSTANTINOPOLI: nata con Costantino e finita con Costantino XI
- PAPATO: iniziato con Pietro finirà con Peter Turkson?
A questo si aggiunga un'altra diceria semiprofetica, ossia che il caput nigrum sul soglio di Pietro avrebbe segnato l'avvento della fine dei tempi. 

Alla fine dei tempi però non ci deve pensare il papa, è tutta una questione da Putin, Trump, Von der Leyen, Macron, il criminale di guerra Netanyahu e altri atomici coglioni come loro. Andassero affanculo Zzz . Tra i potenti, l'unico degno di rispetto era il papa che lamentava comicamente la frociaggine nei seminari.
 
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#9
Mi sono concentrato soltanto su due possibili papabili che ritengo i principali favoriti, ma ovviamente esistono anche altri nomi possibili, poco gettonati dai media
- Ranjith: altro nome forte per l'Asia. Cardinale dal 2010, come Turkson costituisce una soluzione intermedia tra bergogliani e reazionari
- Odilo Pedro Scherer, brasiliano, proseguirebbe nello spirito di Francesco ma con toni un po' più conservatori
- Anders Arborelius, svedese nato in svizzera: tra gli europei più interessanti come figura di mediazione. Manca un po' a livello di esperienza cardinalizia.
- Pierbattista Pizzaballa: una scelta coraggiosa visto il suo ruolo di patriarca di Gerusalemme, penso sia troppo giovane e con poca esperienza cardinalizia per poter ambire al trono. Viste le contingenze storiche in palestina la sua quota potrebbe salire.
- su Pietro Parolin non scommetterei un centesimo: è il tipico che entra papa ed esce cardinale

Altri nomi plausibili non ce ne sono. Integralisti come Sarah o Burke non hanno voti, così come molti vescovi statunitensi che verranno arginati per ragioni politiche
 
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