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4^ tappa: Policastro Bussentino - Serra San Bruno
#1
 
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#2
Giro: la corsa rosa e i sapori di Calabria
Il Giro d’Italia torna a rendere protagonista il Mezzogiorno, mettendone in evidenza i suoi tesori dal fascino quasi antico ed esaltandone quegli aspetti che irrompono sulla scena per essere valorizzati. Così, alla presentazione della corsa rosa, la Calabria si ritaglia il giusto spazio proponendo quegli spunti tecnici che consentiranno di operare la prima importante selezione avvolti nelle bellezze storiche, architettoniche, artistiche e naturali e nel peculiare calore di ama accogliere.
Ma già la sera precedente, quella del 29 settembre, Milano ha avuto modo di conoscere alcuni tratti distintivi della punta dell’italico Stivale. Merito della cena di Gran Galà ospitata presso il ristorante “Al tronco” del capoluogo lombardo nella quale i colori ed i sapori calabresi hanno conquistato i presenti, deliziando i palati sopraffini di giornalisti, organizzatori, amministratori e amanti delle due ruote. Prodotti tipici sapientemente proposti in tutta la loro genuinità, preparati con la maestria dell’arte culinaria della terra compresa fra lo Jonio ed il Tirreno. Folclore, gusto e tradizione si sono coniugati sulla tavola grazie ai salumi (particolare la delizia della ‘nduja) offerti dall’azienda agricola Rosa Mangone di Mileto da abbinare ad una specialità quale il vino rosso “Lamezia doc”, felice produzione delle cantine Statti.
Ore di vera serenità e di una bontà contraddistinta dal rapporto montagna-mare perché ai funghi delle Serre ed agli insaccati sono stati affiancati tonno e pesce spada, pomodori sott’olio e alici marinate, senza dimenticare l’immancabile peperoncino rosso. Sullo sfondo l’allegria del cabaret, estratto di semplicità idoneo per regalare sorrisi e buonumore. Scatti, contrattacchi, inseguimenti, strategia e calcoli messi da parte per un po’, perché di fronte a tanta autenticità non si può non cedere.
E tra una discussione e l’altra sulla quarta tappa (che con i suoi 244 chilometri è la più lunga del Giro), quella che il 7 maggio porterà la carovana da Policastro Bussettino a Serra San Bruno, spettacolare paese-bomboniera noto per la Certosa e la spiritualità del Santo di Colonia, inevitabilmente c’è stato qualche momento di silenzio per gustare fino in fondo un sorbo o un boccone di incontaminata natura.

tuttobiciweb.it
 
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#3
Io e Andie88 siamo fieri di essere calabresi! :)
 
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[+] A 1 utente piace il post di Dan97
#4
avete notizie di cambio di percorso nella parte finale di questa tappa? da quello che ho sentito da alcuni sembra che si stia pensando ad un cambio di percorso, mah io finchè non lo vedo scritto da nessuna parte non ci credo, quindi speriamo facciano ancora questo percorso.
 
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#5
Il motivo...?
 
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#6
mi ero perso la risposta, cmq avevo sentito dire che non riuscivano ad asfaltare alcune strade per mancanza di soldi, però poi non ho sentito più nulla in merito, e visto che mancano 20 giorni e non c'è stato ancora nulla di ufficiale penso si faccia il percorso previsto inizialmente
 
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#7
Solo 20 giorni Sbav
 
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[+] A 1 utente piace il post di Micheliano59
#8
Il racconto e l'analisi di Davide Cassani della 5^ tappa del Giro d'Italia:

È una delle tappe più lunghe del giro la 5a. Sono 246 i km da Policastro bussentino a Serra San Bruno. Un pizzico di Campania, una goccia di Lucania e tanta tanta Calabria con il mar Tirreno ad accompagnare la carovana rosa per 190 km. Sapri, Maratea, Scalea, Diamante, Amantea le perle accarezzate da un giro che scende sempre più a sud. A 80 km dall'arrivo ci sarà uno striscione ad indicare un traguardo volante che questa volta servira' a ricordare 8 ciclisti che il 5 dicembre 2010 persero la vita falciati da una vettura guidata da un drogato senza patente. Non si può morire per una sana passione, invece si. Troppe volte ci ritroviamo a piangere amici che perdono la vita su strade che diventano ogni giorno che passa sempre più pericolose.
Con la tristezza nel cuore apro il baule, monto le ruote, infilo le scarpe, allaccio il casco e parto. Mancano 51 km, comincia la salita verso Vibo Valentia. I primi 6 km sono davvero semplici. Difficilmente si staccherà qualcuno. Dopo Maierato ( da segnalare uno strappo al 10% all'ingresso del paese) la strada spiana per poi risalìre fino al gran premio della montagna posto alle porte di Vibo Valentia. Mancano 40 km. Nel 1982 di km ne mancavano tanti al traguardo di Camigliatello Silano. Ero un giovane di 21 anni e proprio qua me ne andai in fuga con Renosto e Becas. Il francese non tiro' un metro perché compagno di squadra alla Renault di bernard Hinault. Vinse la tappa, io terminai terzo e contento. Sembra ieri, sono passati 31 anni.....
Ora si scende per 10 km. Belli e Divertenti perche sono di una facilita' estrema. La bicicletta scorre veloce, basta lasciarla andare, non serve neanche molta concentrazione, quasi tutta dritta. E' a Soriano che comincia l' ultima salita di questa tappa. Esattamente a 19 km dal traguardo. Ma nella descrizione dettagliata mancano gli 11 km che portano ad inizio salita. Come sono? Subito pianura, a seguire salitella di 2 km con successiva discesa di pari lunghezza, ancora salita, sempre dolce, di 2,5 km e di nuovo discesa che termina a Soriano. Oggi mi sento proprio forte, sto salendo a 20 orari e non sono neanche a tutta. Vuoi dire che ho trovato la condizione proprio in vista del giro? Mi basta guardare il mio Garmin per smontare il castello che la mia mente bacata ha messo in piedi. La pendenza e' costantemente al 6%. Regolarissima. Come andranno loro? Non meno dei 25 orari il che vuol dire che non ci sarà grande selezione. Ma c e' altro che mi toglie il fiato. Davanti a me sto vedendo un paese abbarbicato sulla montagna. Si chiama Sorianello mi sembra straordinario il fatto che non caschi giù. Impressionante perché sembra che le case sfidino le leggi della fisica e poi mi chiedo, ma le strade la in mezzo come saranno? Posso capire che una volta cavalli e asinelli potessero tranquillamente salire e scendere in quelle viuzze ripide e strette ma le auto di oggi?
Ora non ho tempo ma quando tornerò per il Giro farò una sosta per capire qualcosa di più su Sorianello.
Sto pedalando con il 34/17 a 80 pedalate al minuto. Tengo bene i 20 orari. L' asfalto e' perfetto, il traffico nullo, i tornanti pochi e invitanti. Solamente a 14 km dall' arrivo c' e' un breve tratto al 9% ma finisce prima che la gamba chieda un rapporto più agile. Gli ultimi 6 km sono ancora più dolci. Sempre al 4% e la velocità del primo gruppo sarà molto vicina ai 30 orari. In totale 12 km di salita dove resteranno davanti almeno 50 corridori, anche di più. Coloro che lotteranno per la classifica non scopriranno le proprie carte anche perché non è terreno per attaccare. Ma qualcosa vedremo, cosa? I movimenti delle squadre più forti, chi lavorerà di più e chi invece starà a guardare. Ma qualche attacco? Sicuramente ci sarà ma quando si viaggia a 25/30 orari fare differenze e difficile, molto difficile. Poi siamo ad inizio giro e di forza in gruppo ce n'è molta. Gli ultimi 7 km li percorreranno in un baleno perché la maggior parte sono in discesa, ma sempre molto leggera e dritta. Anche negli ultimi 2 km, quando si entra a Serra San Bruno, i freni non si toccano mai. Da segnalare il pavé negli ultimi 600 metri. I primi 200 saltellanti, gli ultimi 400 riposanti. Il traguardo poco prima della famosa Certosa. Fu proprio San Bruno il fondatore dei certosini, frati che hanno nella preghiera, nel rigore, nell' austerità e solitudine i cardini della loro vita monastica. san Bruno, nato nel 1030, originario di Colonia, professore di teologia e filosofia, scelse la vita eremitica. Si trasferì in Francia dove il vescovo Ugo di Grenoble lo aiuto' ad erigere un monastero in una zona selvaggia chiamata Chartreuse, da qui il nome Certosa. Venne poi chiamato da Papa Urbano II a Roma ma resistette poco. Riuscì a farsi mandare in Calabria nella foresta della torre dove fondo' una nuova comunità.in questo luogo sorgeranno poi le prime case che daranno vita all' attuale Serra San Bruno.
Ma la tappa? Lo ripeto, non aspettiamoci Attacchi da parte degli uomini di classifica. È non credo neanche ad una fuga da lontano nonostante la lunghezza della tappa. Difficile anche un attacco solitario sul l'ultima salita, meno difficile un possibile tentativo di 5/6 corridori anche se la possibilità di vedere 50/60 corridori in volata e' quella che mi convince di più.
 
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#9
come detto da Davide solo nell'attraversare Sorianello ci può essere qualche scatto che fa la differenza viste le pendenze lungo i 4-5 tornanti, poi il resto strada al 4-5%, però forse la lunghezza della tappa, anche se nei primi 200km quasi tutti piani, può essere la durezza di questa tappa altrimenti anche qualche velocista puro può riuscire a rimanere davanti
 
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#10
Tappa da uomini tipo Vicioso
 
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