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Astana Pro Team 2016
#1
Presentazione del Astana Pro Team per la stagione 2016: i corridori che andranno a comporre l'organico della squadra; la composizione dello staff tecnico; l'abbigliamento tecnico (maglia, completo) e il materiale tecnico (biciclette, componentistica); il calendario delle corse.

Astana Pro Team
Kazakistan



Informazioni
Sigla UCI: AST
Licenza: World Tour
Affiliazione: Kazakistan

Indirizzo:
Abacanto SA
48, Bd. Grande Duchesse Charlotte
1330 Luxembourg
LUXEMBOURG
divisa





Organico




Staff tecnico
General Manager: Alexandr Vinokourov

Team Manager: Giuseppe Martinelli

Direttori Sportivi: Dmitriy Fofonov, Jaan Kirsipuu, Dmitri Sedoun, Alexander Shefer, Paolo Slongo, Goradz Stangelj, Sergey Yakovlev, Stefano Zanini.

Biciclette: Specialized






 
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#2
Programmi 2016: Vinokourov divide per imperare ancora
Astana: Nibali capitano al Giro, forse farà il Tour per preparare Rio. Ma in Francia sarà Aru la prima punta

Tra i tanti successi dell'Astana 2015 c'è anche l'aver vinto - per distacco - il titolo di team dal percorso più accidentato e tribolato, tra quelli del World Tour. L'UCI ci ha messo una vita a decidere se concedere ai kazaki la licenza WT, nel frattempo il capitano della squadra, Vincenzo Nibali, si dibatteva in una tormentata sequela di scarsi risultati. Non pareva insomma una stagione nata sotto i migliori auspici, per la formazione guidata da Alexandre Vinokourov.

Poi a maggio qualcosa è cambiato: Fabio Aru si è confermato ad altissimi livelli, chiudendo il Giro d'Italia al secondo posto; al contempo, è esploso tra le mani del team manager Beppe Martinelli un altro gioiellino come Mikel Landa, assurto finalmente all'altezza della promessa che è (dopo anni in cui ha offerto un rendimento altalenante ma tendente al basso). Figura alquanto ingombrante, quella del basco, che è finito per diventare quasi un problema, visto che legittimamente reclamava spazi che la squadra aveva già riservato al cavallino sardo. Per questo la non conferma del contratto tra le parti è stata più che mai consensuale, nel momento in cui la Sky ha messo sotto il naso di Landa un sacco di iuta pieno di bigliettoni.

Intanto continuavano i tormenti di Nibali, confermatosi Campione Italiano ma non vincitore del Tour: una Boucle del tutto in sordina nella prima metà, per Vincenzo, poi parzialmente riscattata dalla risalita in classifica fino al quarto posto finale e dalla splendida impresa messa a segno a La Toussuire con un attacco di 60 km. Lo scarso rendimento dello Squalo in Francia - quale che ne fosse il fattore scatenante - ha reso più complicati i rapporti tra il messinese e il management kazako con in testa Vinokourov. A quest'ultimo è venuta allora l'idea di spedire Vincenzo anche in Spagna, alla Vuelta, con l'intento di spingerlo a cercare un necessario riscatto. Solo che nella formazione Astana in partenza per Marbella c'erano anche Aru e Landa: bel rovello, gestire tre capitani (o quantomeno due e mezzo) per Martinelli, ma come tutti sanno, Nibali ha risolto abbastanza presto la questione, facendosi espellere per il celebre traino dall'ammiraglia nella seconda tappa. Aru ha poi vinto la corsa, con l'aiuto di Landa (a sua volta vincitore di una tappa), quindi tutti felici e contenti.

Quanto a Nibali, la sua rivalsa l'ha vissuta nell'ultimo mese di gare, dopo 20 giorni di stop post-espulsione: iradiddìo del calendario italiano di inizio autunno, Vincenzo - tra diversi altri piazzamenti di rilievo - ha conquistato Coppa Bernocchi, Tre Valli Varesine e soprattutto Giro di Lombardia, successo quest'ultimo di importanza capitale per proiettarlo nell'esclusivo club dei vincitori di GT e Classiche Monumento.

«Vincenzo tornerà al Giro, Fabio si testerà al Tour»

Fatto il riassunto di quanto accaduto in casa Astana nel 2015, è d'uopo guardare avanti, e Vinokourov non si fa pregare, stilando in un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport i piani dei suoi gioielli in vista della prossima stagione. «Sarà necessario che Vincenzo e Fabio perseguano obiettivi diversi, ci ritroveremo a fine novembre ma quel che è certo è che i programmi dei due saranno differenziati».

La divisione dei compiti è presto fatta: «Nibali vuole riprendere il contatto con il Giro d'Italia, gara che non ha potuto disputare negli ultimi due anni; e poi il suo secondo obiettivo stagionale sarà la prova olimpica di Rio de Janeiro: lui è più forte di Aru nelle gare in linea, per cui è naturale che punti ai Giochi, dove troverà un percorso molto duro e adatto a lui». Per preparare al meglio le Olimpiadi, Nibali potrebbe partecipare anche al Tour de France, ma in posizione defilata, visto che alla Grande Boucle la stella Astana sarà proprio Aru: «Mi ha impressionato, la sua progressione nei grandi giri è straordinaria, nessuno degli altri big ha ottenuto i suoi risultati alla sua età. Penso che potrà vincere il Tour nel giro di due o tre anni, ma ho una grande curiosità di vederlo testarsi per la prima volta nella corsa francese».

Peraltro anche lo stesso Fabio potrebbe fare una puntatina a Rio, «dipenderà da come uscirà dal Tour», dice Vino. Quanto alla possibile convivenza dei due isolani sia in Francia che in Brasile, risolvere le questioni annesse non riguarda il general manager kazako, ma Beppe Martinelli da un lato, e Davide Cassani dall'altro. Vinokourov si limiterà a pretendere il massimo dai suoi atleti, come ha fatto in questo biennio (con metodi che ai più saranno anche sembrati poco ortodossi a tratti, ma che innegabilmente hanno prodotto risultati).

Vinokourov, manager duro ma che crede tanto nei suoi campioni

Richiesto di un parere anche umano sui due campioni azzurri che vestono la maglia dell'Astana, Vinokourov non si è tirato indietro: «Vincenzo è un leader e un grande campione, ma dovrebbe essere più costante, e capire che deve costruirsi un suo gruppo fidatissimo, non solo a tavola ma anche in corsa. Comunque la sua capacità di reagire dopo i rovesci che hanno punteggiato il suo 2015 è stata straordinaria, è un esempio per tutto il team. Quanto a Fabio, è ancor più caparbio di Nibali: l'anno scorso, reduce dal podio al Giro, avrebbe potuto accontentarsi, invece mi disse che sarebbe andato a casa a concentrarsi sulla Vuelta. E in Spagna vinse due tappe, con tanto di quinto posto finale in classifica».

Insomma, Alexandre si coccola i suoi protagonisti, col fare un po' burbero che abbiamo imparato a riconoscergli, ma lasciando intuire che crede molto in entrambi. Che Nibali e Aru facessero comunque un percorso distinto nel 2016 era non solo ovvio, ma anche necessario: pestarsi i piedi non avrebbe senso, mentre la suddivisione degli obiettivi rischia di accontentare tutti e due, evitando che - come già tante volte successo in passato nella storia del ciclismo - la convivenza tra il campione maturo e il giovane scalpitante diventi ingestibile. Almeno per un altro anno.

Marco Grassi per cicloweb.it
http://www.cicloweb.it/articolo/2015/10/...no-al-giro-
 
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#3
è inevitabile avere due programmi diversi,Nibali farà per forza il Tour non può rischiare di andare alle Olimpiadi senza il fondo necessario...
 
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#4
Ingressi

Gatis Smukulis
Eros Capecchi

Uscite

Arman Kamyshev
Mikel Landa
Alexandr Dyachenko
Rein Taaramae
Borut Bozic

Hanno migliorato la squadra? Evidentemente il valore assoluto della squadra è sceso, se esce il corridore che ti ha vinto 3 tappe tra Giro e Vuelta con un podio finale hai poco da migliorare. Però uno dei tre era di troppo e liberare Landa era l'unica soluzione visto che gli altri due non erano in scadenza. In prospettiva e in linea puramente teorica, forse era meglio liberare Nibali, visto che è molto probabile che alla fine del contratto se ne vada comunque (e rimarranno con il solo Aru, anche se ovviamente possono sempre prendere un sostituto). Per il resto, Taaramae si può considerare quasi ininfluente, invece può pesare l'addio di Bozic in ottica Classiche del Nord, ora Boom è proprio solo, se dovesse trovarsi a correre da favorito o quasi sarebbe un casino, anche se c'è De Vreese che è buono. Il sostituto di Bozic è Smukulis e ci sta, al Nord non è la stessa cosa forse, ma a differenza di Bozic è molto utile nei Grandi Giri. Invece Capecchi ormai è a livelli molto bassi da tanto tempo, non so se si riprenderà mai. In salita come gregario utile solo fino a un certo punto.

Cosa manca? Per i Grandi Giri sono perfetti, due capitani, gregari di ogni tipo, seconde punte (Kangert, Rosa) valide più dei capitani di altre squadre. Il resto così così. Il velocista è Guardini e oltre a non essere questo gran velocista è pure solo. Per il Nord c'è appunto Boom, abbandonato un po' a se stesso, anche se se De Vreese e Smukulis tirano fuori qualche bella prestazione possono andare fortissimo anche là. I posti in squadra ci sono, però non c'è chi potrebbe riempirli seriamente. Io avrei provato a prendere qualche giovane, anche se con Aru e Lopez hanno il futuro pianificato alla grande, ma tipo un Consonni da far crescere tranquillamente un pensierino ce l'avrei fatto. Tra l'altro la squadra sta perdendo quasi completamente l'identità kazaka, in rosa sono rimasti solo 6 kazaki e in pratica solo Lutsenko è in grado di lottare per obiettivi propri, anche se Zeits e Gruzdev sono due buoni gregari. La Vino4ever e la squadra Continental sono un letamaio, devono agire più direttamente per tirar fuori qualcosa di buono e affidabile, Zemlyakov ha fatto un buonissimo Valle d'Aosta, hanno fatto passare di peggio. Possibile che nel finale del ciclomercato arrivino un paio di gregari italiani, penso a Santaromita, ma anche Nocentini e lo stesso Gasparotto.
 
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#5
Eh sì, all'Astana - ragionando in ottica futura - conveniva avere Nibali in scadenza quest'anno. Liberarlo era praticamente impossibile, visto che in pochi/nessuno si accollerebbero tutte le spese per ingaggiarlo.

Rosa prende il posto di Landa, ed è una bella promozione per quanto fatto vedere a fine stagione. E Lopez prende il posto di Rosa. Tutto molto equilibrato.

Se andiamo a vedere, forse l'uscita di Taaramae è quella più "antipatica": aveva comunque dato segnali di risveglio, e con il talento che ha qualche segno riesce a lasciarlo. In più rappresentava una bella carta in salita per i propri capitani, anche se credo si sia reso conto di non vedersi - almeno per ora - un granché in quel ruolo.

Sinceramente invece non capisco che rimane a fare Guardini: non ha manco un apripista (ora gli han tolto pure Bozic), gli fan fare un calendario discutibile (mai un grande giro, o sbaglio?). Quest'anno qualcosa di buono lo aveva fatto, pensavo che se ne sarebbe andato in una squadra dove avrebbero creduto maggiormente in lui.

Riguardo gli acquisti, mi sa che alla fine Gasparotto può essere il più papabile e quello anche più utile (anche se c'è da vedere come si sia lasciato con l'Astana): Nocentini lo vedo meglio in altri contesti, Santaromita dovrebbe essere escluso da Capecchi (almeno, io prenderei o l'uno o l'altro: tutti e due han poco senso). Su Consonni non mi stupirei se ci fosse addirittura una scrittura privata che lo vincoli alla Lampre. Sese
 
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#6
No vabè ma ora Consonni è della Lampre, intendevo muoversi prima, perché si vedeva che era forte. Guardini ha fatto questa scelta, onestamente non la capisco neanche io, a loro avere un velocista non fa certo male, quindi se lo tengono, specie a queste condizioni. Forse aveva paura di non trovare un'altra squadra. In generale mi sembra il classico corridore italiano che si accontenta del livello che ha raggiunto e punta solo a mantenere quello (cosa terribilmente rischiosa)
 
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#7
Uno stipendio livello Astana penso che non si trovi dietro l'angolo... Comunque speriamo che un GT glielo facciano correre nel 2016 perchè se lo merita: non sarà il campione che ci aspettavamo anni fa ma rimane un buonissimo velocista.
 
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#8
Il problema di Guardini è sempre il solito, quando hai gli uomini per andare a podio in 3 grand tours su tre di conseguenza le formazioni per Giro/Tour/Vuelta gireranno intorno a loro, ed un corridore come Andrea che come gregario non è in grado di dare il minimo apporto risulta inutile e dannoso. Anche perché non parliamo del Cav della Sky del 2012 che sai che comunque 3/4 tappe te le vince, ma di un corridore che non sai mai nemmeno se arriverà a disputarla la volata.

Se veramente vuole fare un GT deve mettersi a lavorare come non ha mai fatto fino ad oggi, Anche se tendo a concordare con Gersh sul fatto che sia il classico corridore che si è accontentato, dal 2012 ad oggi davvero pochi miglioramenti.
 
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#9
Astana, a Montecatini la prima conferenza stampa del team kazako
Facce rilassate, addirittura sorridenti - nulla a che vedere con il tetro clima riscontrato lo scorso anno in questo stesso posto e nel medesimo periodo - nel team Astana. La verifica del nuovo status quo della corazzata italo-kazaka si è avuta durante l'incontro con i mass media organizzato a Montecatini Terme presso il Grand Hotel Croce di Malta, sede del primo ritiro in funzione della stagione agonistica 2016 per l'agguerrito dream-team kazako che nel 2015 ha stabilito il proprio record di vittorie stagionali, ben 34. Il clima è sembrato addirittura idilliaco e spunti per degli approfondimenti non sono mancati.

VINCENZO NIBALI è apparso ermetico affermando che «il mio programma agonistico è in divenire, per ora è sicuro soltanto che debutterò al Tour de San Luis, poi vedremo. Sarà lo staff tecnico a concordare con noi atleti il calendario delle corse alle quali prenderemo parte» e a chi gli chiede se disputerà il Giro o il Tour lo Squalo risponde di rivolgersi a Beppe “Martino” Martinelli.

BEPPE “MARTINO” MARTINELLI è assai loquace e glissa sul gioco di sponda offertogli da Nibali: «Decideremo insieme, ma se fossi in lui, dato che ha vinto le tre più importanti gare a tappe realizzando un prestigioso grande slam ciclistico, ricomincerei il... giro nel 2016, ripartendo proprio dal Giro d'Italia. Il Tour, se corso in un determinato modo, servirebbe sicuramente per essere protagonisti alle Olimpiadi di Rio de Janeiro».

FABIO ARU è rientrato da Zanzibar con un'abbronzatura da urlo (Andrea Berton, alla notte degli Oscar di tuttoBICI ha ribattezzato il campione sardo Mohamed Aru...), è stato tra i più corteggiati dai rappresentanti dei media e dopo aver giurato che non esiste nessun problema di convivenza con Nibali, quando gli viene chiesto quali saranno i suoi obiettivi 2016 fornisce una risposta... al singolare: «Penso soltanto al Tour de France e imposterò la stagione su questa gara. Se poi uscirò bene dal Tour allora potrò affrontare con ottimismo la prova olimpica di Rio de Janeiro». A tale scopo è già marcato a vista dal CT Davide Cassani, che insieme a lui, a Nibali e ad altri azzurrabili effettuerà un sopralluogo sul circuito olimpico il 10 gennaio, in occasione della trasferta per il Tour de San Luis.

MICHELE SCARPONI è come sempre il... portatore sano di buonumore per il folto gruppo che compone lo staff dell'Astana e quando gli viene domandato quali gare lo attendano per il 2016, tra Giro, Tour e Vuelta, si schernisce così: «Mi piomba addosso la stanchezza solo a sentir nominare queste tre gare-monumento del ciclismo mondiale. Se toccasse a me decidere sceglierei comunque il Giro d'Italia. Ormai sono un vecchietto e mi piace restare dalle parti di casa...».

L'ottimo lavoro svolto dai superdinamici addetti stampa Geoffrey Pizzorni e Matteo Cavazzuti porta infine al pieno coinvolgimento dello spesso impenetrabile e famosissimo team manager Alexandre Vinokourov che tocca argomenti molto interessanti.

ALEXANDRE VINOKOUROV si mostra subito molto orgoglioso in vista delle ormai imminenti celebrazioni per il decimo anno di attività del team Astana: «La nostra squadra ha alle spalle tutta la nazione kazaka e i risultati eccezionali ottenuti durante questi 10 anni depongono a favore del nostro operato. Abbiamo vinto tutto quello che c'era da vincere ma siamo ancora affamati».

I dissapori e le lettere di biasimo inviate agli atleti negli ultimi anni sembrano ormai cose lontane e sbiadite: «Ritengo che il team Astana corrisponda ad un'impresa commerciale, con obiettivi ambiziosi che se non vengono centrati portano ad una verifica inevitabile circa l'impegno di chi lavora con noi. Ma la verifica deve sempre avere scopi di motivazione, non di punizione. Si può infatti riscontrare facilmente che, dopo i nostri messaggi, sono puntualmente arrivati i risultati».

E' apparso evidente anche il riavvicinamento con Vincenzo Nibali, dopo le incomprensioni risalenti al Tour de France. Sentite di nuovo Vinokourov, al quale è stato chiesto in termini percentuali quante siano le possibilità che l'asso messinese sigli un nuovo contratto con l'Astana a fine 2016: «Vediamo, direi che ci sono almeno il 99% di possibilità che Nibali resti con noi e ne saremmo molto contenti».

Sempre Vinokourov è stato protagonista di un breve ma assai divertente siparietto finale. Tutto è nato da una domanda circa la neutralizzazione dei tempi impiegati dagli atleti negli ultimi 3 km e dalla constatazione delle troppe cadute che si verificano nei finali di corsa. «Ci muoveremo nelle sedi competenti, auspico insieme a rappresentanti di altre squadre, per far estendere questa norma di neutralizzazione molto apprezzata a tutti i tipi di contrattempi che si verifichino nei tremila metri conclusivi. Finora la neutralizzazione scattava solo in caso di caduta o foratura e ciò mi pare troppo limitativo. La neutralizzazione dovrebbe invece essere totale». A questo punto c'è stata la materializzazione inattesa di una collega (??!), che candidamente ha chiesto a Vino: «Avete l'intenzione di chiedere di estendere la neutralizzazione negli ultimi tre chilometri anche agli arrivi in salita?». Facilmente immaginabile il gelo polare che ha permeato all'improvviso la sala ed espressione facciale di Vinokourov da cineteca comica, prima della pietosa risposta condita da un sorrisetto affatto enigmatico stampato sul fiero volto da guerriero mongolo: «No, no, penso proprio di no....». E cala il sipario (con qualche risatina sotto i baffi di chi ce li aveva...).

Stefano Fiori
 
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#10
Il "boss" Alexandre Vinokourov ha confermato il cambio di guida all'interno dell'Astana: Dmitriy Fofonov infatti sostituirà Giuseppe Martinelli come team manager della squadra kazaka.

http://www.biciciclismo.com/es/fofonov-s...13-12-2015
 
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