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Giro d'Italia 2015 | 20^ tappa: Saint-Vincent - Sestriere
Nibali al top è più forte di Aru oggi e probabilmente lo sarà anche un domani. Inutile citare i palmares, guardate la crescità che ha fatto il siciliano anno dopo anno rispetto a quella del sardo dal 2013 al 2014 al 2015. Sono corridori diversissimi dal punto di vista fisico: uno è uno scalatore puro per cui è normale che vada subito forte, l'altro un passista scalatore che ha avuto bisogno di tempo per maturare.

Nibali 'sto Giro se lo vinceva in carrozza comunque.
 
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[+] A 1 utente piace il post di Luciano Pagliarini
Tra l'Aru attuale e il Nibali attuale c'è un abisso. Lo Squalo è un campione di caratura mondiale, Aru no.

Allo stesso modo però l'Aru di 24-25 anni è superiore al Nibali della stessa età (che io a quei tempi avevo dato per finito con grande lungimiranza Facepalm ). I margini di crescita solo il padreterno li può sapere, ma anche Fabio è creciuto di anno in anno, sia a livello di competitività sia a livello mentale.
 
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Comunque Landa anche fosse arrivato terzo non si sarebbe aggiudicato la prestigiosissima maglia blu. Doveva arrivare almeno secondo...
 
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Dayer Pagliarini Ha scritto:Sono corridori diversissimi  dal punto di vista fisico: uno è uno scalatore puro per cui è normale che vada subito forte, l'altro un passista scalatore che ha avuto bisogno di tempo per maturare.
Bravissimo, lo stavo per scrivere io. Quando un corridore di talento è molto specializzato fa prima a mostrarsi. Gente come Contador, Aru, Schleck, Quintana sono esplosi giovanissimi proprio perché la loro specialità era la salita.
Uno come Nibali che è in grado di andare bene un po' ovunque ci ha messo molto più tempo a diventare fortissimo in salita, ma ciò gli ha permesso di essere il più completo tra i big da grandi giri.
 
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[+] A 1 utente piace il post di cruijff91
Hiko Ha scritto:Tra l'Aru attuale e il Nibali attuale c'è un abisso. Lo Squalo è un campione di caratura mondiale, Aru no.

Allo stesso modo però l'Aru di 24-25 anni è superiore al Nibali della stessa età (che io a quei tempi avevo dato per finito con grande lungimiranza Facepalm ). I margini di crescita solo il padreterno li può sapere, ma anche Fabio è creciuto di anno in anno, sia a livello di competitività sia a livello mentale.
Sono in parte d'accordo: Nibali ha iniziato a far vedere buone cose nel 2010 (ottime cose, penso alla tappa del Grappa) ma non ha mai avuto la "cattiveria" che ho visto in Aru in questi due anni; fra l'altro, sempre parlando di "cattiveria", se ci si fa caso l'anno scorso quando perdeva terreno cercava sempre di tornare sotto tirando fuori energie che non aveva ma riuscendo sempre con le unghie e con i denti (o con il cuore, per dirla alla De Stefano) a rimanere aggrappato alle ruote degli uomini più "esperti" o comunque più forti di lui, spesso rischiando anche di andar fuori giri (vedi Zoncolan, dove sembrava poter stare con Quintana e Uran per poi staccarsi e perdere parecchio prima di riuscire a ritrovare il suo ritmo).
Quest'anno invece, secondo me anche a causa delle numerose difficoltà incontrate lungo queste tre settimane, ha imparato a gestirsi meglio, ad aspettare, soffrire e gestire la corsa in maniera intelligente (e la mano di Beppe Martinelli mi pare più che evidente...): si potrebbe dire che questo Giro è stato un po' il suo "romanzo di formazione", prendendo in prestito termini dalla Letteratura.

Altra cosa: la resistenza.
L'anno scorso, sia al Giro che alla Vuelta, Aru è andato molto forte in tappe con una salita sola (o comunque con solo una salita vera, come la tappa di Montecampione o la cronoscalata del Grappa) pagando un po' i grandi tapponi con più salite a ripetizione.
Quest'anno invece l'ho visto molto più performante da questo punto di vista, riuscendo a vincere in tappe molto dure: non mi sarei mai aspettato di vederlo vincere a Cervinia, ad esempio, proprio perché vedendo l'altimetria temevo non riuscisse a reggere le tre salite ravvicinate. Invece sono stato molto contento di essere stato smentito.
Frutto questo di una naturale crescita (non così scontata però: certi handicap alcuni se li portano dietro tutta la carriera), ma penso anche di un lavoro specifico in inverno.

Ecco: alla luce di quanto detto, secondo me Aru ha margini di miglioramento incredibili. La cronometro sarà sempre un suo punto debole, ma basterebbe imparare a difendersi per limitare i danni per essere pronto a vincere un GT (e perché no, magari anche il Tour).

Avrei altre cose da dire, ma chiudo qui perché mi sa che sono già andato abbastanza OT. Magari ne parliamo nella discussione su Aru.
 
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[+] A 2 utenti piace il post di Joe Falchetto
Dayer Pagliarini Ha scritto:Alla Parigi - Nizza del 2009 ebbe una crisi di fame, nelle altre occasioni che citi è stato staccato da avversari più forti(così come anche sul Monte Pora, alla Bola del Mundo e su tutte le altre montagne del Tour 2013), il discorso del Bulga è condivisibile perché oggi Contador - già dopo non essere riuscito a chiudere su Landa - ha avuto un totale blackout non dovuto agli attacchi dei rivali, ma semplicemente al fatto che non ne aveva più. Giusto il Galibier 2011 forse può essere accostato, però là c'era comunque Evans che faceva un passo più forte del suo.
vabbe' dai, sul Galibier è arrivato dopo Iglinskiy insieme a Vanendert. Nomi di livello veramente basso. Poi in Italia e in Spagna non c'è quasi mai nessuno quindi anche se vai in crisi arrivi 4° o 5° Asd
 
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Si, ma il discorso è che là comunque è andato in crisi a causa dell'azione di Evans, sul Finestre invece ha fatto tutto da solo.
 
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