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Michal Kwiatkowski
#1
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#2
ExtraGiro: Kwiatkowski e il Giro di Polonia
Michal Kwiatkowski è uno dei più promettenti atleti del panorama ciclistico internazionale.
Nato a Toruń in Polonia il 2 giugno 1990 Michal è attualmente uno dei talenti a disposizione dell'Omega Pharma - Quick-Step Cycling Team.
Abbiamo incontrato Michal nel corso del Giro d'Italia 2012.

Michal, come sta andando il tuo Giro d'Italia?
"Per il momento bene. Non ho una condizione straordinaria ma sto pedalando bene. Per me si tratta di una challenge importante anche in vista dei prossimi appuntamenti, primi tra tutti il Tour de Pologne e le Olimpiadi."

Tour de Pologne: cosa ne pensi del percorso?
"Conosco molto bene le strade del Tour de Pologne 2012 anche se sono lontane dalla mia Toruń. Penso sia un bellissimo percorso con tappe interessanti nelle quali si vedrà tanto spettacolo. Ci sono molte salite, per questo motivo sarà importante essere al via in ottime condizioni."

Quali sono le tue ambizioni?
"Non posso negare che sogno un buon piazzamento in classifica generale. Per un corridore polacco questa gara è importantissima."

C'è una tappa chiave?
"Quando corri per la classifica generale tutte le tappe sono importanti. E' fondamentale rimanere sempre nel vivo della corsa, non distrarsi e nello stesso tempo non sprecare energie preziose per il finale."

Qual è il tuo primo ricordo del Tour of Pologne?
"Avevo 12 o 13 anni. Prima della gara dei professionisti c'era una gara per i giovani, il Mini Tour de Pologne. Correvamo a Gdansk e per me era un sogno essere lì. Conclusi la gara al secondo posto, fu una grande emozione! La formula del Mini Tour de Pologne è molto interessante. Sono contento che venga ora proposta prima di ogni tappa del Tour. Il ciclismo in Polonia sta crescendo giorno dopo giorno e credo sia anche merito del Mini Tour de Pologne che permette ai ragazzini di vivere un'esperienza indimenticabile, come lo è stata per me. Ricordo anche molto bene l'ultima volta che il Tour è passato per Toruń. Era il 2006 e io ero lì a bordo strada a cercare di collezionare più borracce possibile delle squadre internazionali. Mi ricordo la velocità, i colori, il suono delle biciclette al loro passaggio. Momenti indimenticabili."

Il Tour è stato quindi importante nella tua crescita come ciclista.
"Sicuramente. Ho iniziato a pedalare a 10 anni seguendo le orme di mio fratello di un paio d'anni più vecchio. Eravamo in pochi in un piccolo Bike Club. Da quel giorno ne ho fatti di chilometri fino ad arrivare al professionismo passando per la categoria junior e un anno da under 23. Proprio tra gli junior ho raccolto buoni risultati a livello internazionale quali il campionato del mondo a cronometro e il campionato europeo strada e cronometro che mi hanno permesso poi poco tempo dopo di passare professionista.”

Che relazione ti lega a Lang e al Lang Team?
"Come corridore polacco sono molto fiero di quello che stanno facendo per promuovere la Polonia e il ciclismo nel nostro Paese. Anno dopo anno i professionisti polacchi aumentano e questo è sicuramente dovuto anche al fatto che il Tour de Pologne sta diventando una corsa sempre più internazionale. Ho inoltre un ottimo ricordo di Lang. Qualche anno fa mi invitò alla presentazione della corsa. Ero ancora uno junior. Rimasi stupito dell'invito. Andai e passai una giornata molto bella con molti atleti professionisti presenti: in quell'occasione Lang mi disse che credeva molto in me e che presto o tardi sarei diventato pure io un ambasciatore del ciclismo polacco nel mondo. Adesso so cosa voleva dire."

Cosa pensi della tua stagione fino a ora?
"Quest'anno volevo partire forte per fare bene in alcune corse a inizio stagione. Alla Driedaagse van west Vlaanderen ho assaporato per la prima volta il piacere di una vittoria. Poi però sono caduto nell'ultima tappa e ho perso la leadership. Nella Driedaagse van De Panne invece mi sono ammalato e non ho potuto gareggiare. E' stato terribile a livello mentale. Avevo preparato bene quell'appuntamento. Ho poi corso le classiche cercando di fare esperienza per il futuro. Ora sono qui al Giro. Vediamo di fare qualcosa di buono sulle strade italiane. Anche vestire la maglia bianca magari per qualche giorno sarebbe bello."

Nell'Omega Pharma - Quick-Step corre anche un altro polacco, Golas.
"Michal per me è più di un compagno di squadra, è un vero amico sul quale posso sempre contare. Mi aiuta a relativizzare nei momenti difficili, ha un grande spirito e mi motiva molto. Ci alleniamo assieme veniamo dalla stessa città. E' perfetto. Poi in squadra abbiamo anche un massaggiatore polacco, Marek Sawicki. Siamo una piccola colonia polacca in Belgio (ride)."

Domanda finale di rito. Cosa sogna di vincere Michal Kwiatkowski in questa stagione?
"Il sogno è di potere partecipare alle Olimpiadi per il mio paese e di raccogliere un buon risultato per la Polonia. Per farlo devo essere già forte al Tour de Pologne che a quel punto diventa l'altro mio obiettivo. In quel mese dovrò andare molto ma molto forte...."

tuttobiciweb.it
 
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#3
Michal Kwiatkowski, un talento pronto a sbocciare
Conosciamo meglio il polacco della Omega Pharma Quick Step

SAN LUIS | Se fosse italiano sarebbe già finito sulla prima pagina delle riviste di settore, probabilmente anche la nostra.
Stiamo parlando del promettente polacco Michal Kwiatkowski, ieri terzo nella prima tappa in salita del Tour de San Luis che oggi, considerate le sue abilità contro il tempo, ha buone possibilità di conquistare la maglia di leader della generale. Professionista dal 2010, dopo un anno in maglia Caja Rural e uno con la Radioshack, da due stagioni difende i colori della Omega Pharma Quick Step e si sta rivelando uno dei giovani più interessanti del norma internazionale.
Arriva da Dzialyn, è del '90, pesa 68 kg ed è alto 176 cm, è appassionato di videogames, musica dance e ski jumping. Corridore completo, seppur giovanissimo nel suo palmarès vanta già un titolo di campione del mondo a cronometro (junior), di campione europeo su strada nel 2007 e della cronometro nel 2008, nel 2009 è stato campione nazionale su strada tra gli Under 23. Il suo cognome in polacco significa "fiori", non c'è dubbio che sia un talento pronto a sbocciare.

In Italia non ti conosciamo molto, presentati agli appassionati di ciclismo.
«Sono polacco, vivo a Torun. Ho corso in Italia da junior e ho vinto anche qualche corsa, per metà stagione tra gli Under23 ho vestito la maglia della MG. K Vis finché ho firmato il mio primo contratto da professionista. Ho iniziato a pedalare all'età di 10 anni per imitare mio fratello, che ha tre anni più di me e ha iniziato a correre due anni prima di me. Ora lui ha appeso la bici al chiodo ma per tanti anni è stato il mio compagno fisso di allenamenti».
Che corridore sei? «Sono un atleta completo, vado bene a cronometro e sto lavorando per migliorare nei miei punti deboli. In salita posso crescere, anche perché l'obiettivo è diventare un corridore da corse a tappe quindi devo migliorare non solo nelle prove contro il tempo ma anche nelle tappe più impegnative perché cronometro e salite sono i due terreni su cui si decidono le corse di più giorni. Devo lavorarci. Non sono fermo neanche in volata, soprattutto se parliamo di sprint ristretti come quello di ieri con arrivo in salita».

Nelle categorie giovanili hai vinto parecchio, tra i professionisti dove puoi arrivare?
«Il mio obiettivo ora è di specializzarmi e vincere corse a tappe brevi come questa di 5-7 tappe. L'anno scorso per esempio ho chiuso secondo il Giro di Polonia (dietro a Moreno Moser, ndr) e questo mi ha fatto capire che questo tipo di gare fa per me. Penso anche alla Tirreno-Adriatico, alla Parigi-Nizza, all'Eneco Tour… In questa stagione voglio far bene nella classifica generale di queste corse. Le Classiche? Chiaramente mi piacciono, poi sono uno abbastanza resistente, adatto a questo tipo di prove, e in squadra ho grandi campioni da cui imparare».

Cosa ti aspetti dalla cronometro di oggi?
«Quest'inverno mi sono allenato molto per migliorare in salita, ma non ho trascurato il lavoro con la bici a cronometro, quindi spero di essere sui livelli dell'anno scorso quando chiudevo le prove contro il tempo tra i primi cinque-dieci classificati. Ieri stavo davvero bene, oggi vedremo come andrà con il caldo, il fusorario… Sai bisogna anche azzeccare la giornata giusta. Comunque ho provato il percorso questa mattina e sono fiducioso, vedremo come andrà».

Pensi di poter vincere il Tour de San Luis?
«É troppo presto per dirlo perché non so come reagirà il mio corpo agli sforzi di questi primi giorni di gara. Le prime due tappe ho lavorato per Mark Cavendish, che ha vinto la prima tappa e nella seconda ha chiuso in seconda piazza, ieri abbiamo affrontato una tappa impegnativa con tanta salita, oggi ci aspetta la cronometro, nei prossimi giorni ancora parecchia salita… Per ora mi sento bene e la squadra è molto unita, il morale è alto visto i risultati ottenuti. Cercheremo di continuare su questa strada vincente».

da San Luis, Giulia De Maio per tuttobiciweb.it
 
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#4
Non è andato malaccio ieri sul pave', via :D
 
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#5
Tour de France 2013: Non è Michal male quel Kwiatkowski
Il talento polacco, oggi 5°, torna in maglia bianca

Nella crono di Mont-Saint-Michel il polacco Michal Kwiatkowski ottiene il 5° tempo e si riprende la maglia bianca © omegapharma-quickstep.com

Se in questo Tour de France c'è un talento che si sta mettendo in mostra non è né Froome, le cui potenzialità erano già note, né Peter Sagan, che di vittorie alla Grande Boucle ne aveva già ottenute lo scorso anno (e non solo in Francia). C'è invece da mettere in evidenza, oltre allo scalatore colombiano Nairo Quintana, molto attivo sui Pirenei (comunque anch'egli già conosciuto dopo la Vuelta 2012), il polacco dell'Omega Pharma Quickstep Michal Kwiatkowski.

Polacco di Dzialyn, polivalente, va forte a crono e si butta senza timore in volata. Ha preso la maglia bianca ad Ajaccio, nel giorno di Bakelants, quando s'è piazzato al 3° posto.

Quando l'arrivo al Tour è stato in volata non è mai uscito dai primi quattro, nella cronosquadre la sua Omega (a questo punto è lui l'uomo classifica dei belgi) ha chiuso alla piazza d'onore per questione di centesimi di secondo.

È vero, in montagna, particolarmente ad Ax 3 Domaines, non è parso troppo brillante, al contrario di colui che sarà da qui a Parigi il suo rivale per la maglia bianca, Nairo Quintana.

Proprio in quella frazione il colombiano è balzato in testa alla classifica di miglior giovane ma Kwiatkowski non ha permesso che si celebrassero i suoi funerali anzitempo, tant'è che nella frazione di Bagnères-de-Bigorre è rimasto con i primi e nel finale, dopo aver tentato l'assolo in discesa, ha regolato il gruppo chiudendo al 3° posto.

Talento cristallino, predestinato, ha vinto un Europeo in linea nel 2007 ed uno a crono l'anno successivo. È cresciuto pian piano, ma deciso: prima la Caja Rural, quindi la RadioShack, dal 2012 l'Omega Pharma Quickstep. Ed è proprio con la squadra belga che il polacco ottiene la prima vittoria da professionista, nel prologo della Tre Giorni delle Fiandre Occidentali 2012. Si aggiudicherà anche il titolo nazionale polacco in linea, ma questa è storia di poche settimane fa.

Ragazzo per tutte le stagioni e per tutti i terreni, fu protagonista di una delle azioni più belle - purtroppo non andata in porto - all'ultimo Giro delle Fiandre. Sulle Ardenne ha saputo cavarsela egregiamente, il 4° posto all'Amstel ed il 5° alla Freccia sono lì a dimostrarlo (sulla Liegi, conclusa comunque al 92° posto, ci sta lavorando).

Le crono, oltre alle volate, sono il suo punto forte, si diceva. Proprio oggi, nella tappa contro il tempo da Avranches a Mont-Saint-Michel, Michal Kwiatkowski (che, anche se non lo sa, per Francesco Pancani è "Chiatoschi") ha pagato ad uno specialista come Tony Martin solo 1'31". Fatto più importante, è tornato a vestire nuovamente la maglia bianca, approfittando della crisi di Quintana, ora distanziato di 34". Sulle montagne ci sarà da divertirsi anche per questa classifica.

Come Quintana, Moser, Sagan, Démare e tanti altri, fa parte di quella meravigliosa e talentuosissima classe '90 che sta dando spettacolo (o lo darà) in giro per il mondo. Cresciuto deciso, seppure passo dopo passo, Kwiatkowski è ora lanciatissimo.

Il suo nome in polacco significa "fiori", ma in questo caso non davvero appropriato il detto "se son rose fioriranno". Michal Kwiatkowski infatti è già bell'e sbocciato.

Francesco Sulas - cicloweb.it
 
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#6
(11-07-2013, 02:44 AM)SarriTheBest Ha scritto: [...] Non è Michal male quel Kwiatkowski [...]

Facepalm
 
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#7
i titoli di cicloweb... il migliore rimane questo

anche questo ha il suo perché
 
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#8
È una parecchio veloce, si difende in salita, va a crono e sul pavé, corridore d'altro tempi, faccio fatica a non far tifo per lui...
 
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#9
Si, e poi quando vincerà tutto avrai piacere quando perde... Sisi
 
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[+] A 1 utente piace il post di Manuel The Volder
#10
È nella logica delle cose...
Sempre che non finisca per indossare un giorno una casacchina rossa Shifty
 
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