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Nacer Bouhanni
#1
Scheda del corridore Nacer Bouhanni: carriera, biografia, squadre, vittorie, piazzamenti, palmares, twitter, facebook.

Nacer Bouhanni




Nome completoNacer Bouhanni
Soprannome-
Data di nascita25 luglio 1990
Luogo di nascitaÉpinal (Francia)
Altezza e Peso175 cm x 66 kg
CaratteristicheVelocista
Professionista dal2010

SquadraCofidis
Stipendio1,500,000 €
Scadenza contratto2017


Biografia
Nacer Bouhanni (Épinal, 25 luglio 1990) è un ciclista su strada francese che corre per la FDJ. È professionista dal 2010 e nel 2012 si è laureato campione francese nella prova in linea.

Nato a Épinal, nel dipartimento dei Vosgi, Bouhanni crebbe a Girmont, praticando il ciclismo dall'età di 6 anni nel Vélo Club Spinalien. Dopo aver corso nell'UC Contrexéville-Mirecourt, passò nel 2006 al CS Sarreguemines. Nel 2007 fu selezionato nella formazione nazionale juniors, fu campione di Lorena di categoria e terminò ottavo al Grand Prix Général Patton, prova della Coppa delle Nazioni Juniors UCI, a cui partecipò con la selezione della Lorena. Nell'ottobre del 2008, divenne gendarme volontario e fu così inserito nella selezione francese militare. Nel 2009 fu campione nazionale della gendarmeria e si classificò ottavo nei campionati del mondo militari. Passò quindi nella categoria under-23, vincendo la prova a cronometro del campionato della Mosella e la prova in linea ai campionati regionali della Lorena.

Alla fine del 2009 lasciò la SC Sarreguemines, passando nell'UVC Troyes. Nel 2010 fu campione nazionale militare, quinto ai campionati amatoriali élite e under-23. Con la selezione nazionale under-23 si piazzò quarto ai Campionati europei, mentre con la selezione militare si aggiudicò la seconda tappa e la classifica a punti del Tour de Gironde, corsa a tappe inserita nel programma dell'UCI Europe Tour. Durante l'estate del 2010, passa come stagista nella FDJ, mettendosi in luce al Tour du Poitou-Charentes, dove terminò secondo nella terza tappa davanti a Jimmy Casper.

Passò quindi professionista a tutti gli effetti la stagione successiva, con la stessa FDJ. Partecipò subito a La Tropicale Amissa Bongo, corsa africana in cui vinse una tappa. Nel prosieguo della stagione, terminò quinto al Grand Prix de la Somme, ottavo al Grand Prix de Denain e alla Paris-Troyes, e ottenne diversi piazzamenti nelle corse a tappe.

Nel 2012 si è aggiudicato la prima cosa a cui ha partecipato, la prima tappa dell'Étoile de Bessèges. Dopo aver perso il successo nella seconda tappa del Tour de Picardie per sprint irregolare, ottenne il successo la settimana successiva nella prima frazione del Circuit de Lorraine. Grazie ai piazzamenti nelle tappe successive, è riuscito ad aggiudicarsi il successo finale nella corsa. Il 20 giugno si è aggiudicato in volata la Halle-Ingooigem davanti al compagno di squadra Arnaud Démare. Quattro giorni più tardi, diventa campione nazionale a Saint-Amand-les-Eaux, battendo ancora Démare in volata.

tratto da it.wikipedia.org



Squadre


Palmares




Hanno partecipato alla realizzazione di questa scheda: SarriTheBest
 
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#2
Un'intervista chiude la stagione di Nacer Bouhanni. Madiot s'infuria, non vestirà mai più la casacca della FDJ.fr

La stagione di Nacer Bouhanni è praticamente finita. L'ormai ex corridore della FDJ.fr, già passato alla Cofidis per il 2015 e 2016, ha rilasciato un'intervista a L'Équipe Magazine in cui muoveva critiche alla FDJ.fr ed al trattamento riservatogli, tra cui l'esclusione alla Sanremo ed il Tour, dove Arnaud Démare venne preferito al forte velocista. Marc Madiot, team manager della FDJ.fr, s'è infuriato con Bouhanni - 3 vittorie al Giro e 2 alla Vuelta, dalla quale s'è ritirato nella 14a frazione, quella di La Camperona - ed ha rivoluzionato il suo programma di gare. Avrebbe dovuto correre Tour du Doubs e GP d'Isbergues, quindi i Mondiali e la Parigi-Tours. Madiot ha detto che al posto di un corridore che non è contento, convocherà ragazzi con più voglia. Anche il CT della Nazionale francese, Bernard Bourreau, avrebbe cercato di persuadere Madiot a reintegrare Bouhanni, sul quale i transalpini contano molto a Ponferrada. Non c'è stato verso ed il velocista-pugile non indosserà più la casacca della FDJ.fr. Mondiale a parte, quindi, Bouhanni avrà molto tempo libero per allenarsi sui Vosgi, appunto in vista della prova iridata.

cicloweb.it
 
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#3
Promette bene, ma dev'essere - lui e anche il su procuratore - una bella rottura di scatole da gestire. Non so se varrebbe la pena investirci, a meno che tu non abbia una dimensione tipo Cofidis appunto... Sese
 
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#4
Bouhanni è così fondamentale per la Francia al Mondiale? Boh, fosse per me non l'avrei neanche portato... Negli ultimi tempi ha fatto bene anche in corse non semplicissime, soprattutto su strappetti, però il Mondiale è tutta un'altra storia...
 
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#5
Lo metti alla ruota di Degy e, se la corsa dovesse essere soft, una medaglia ci scappa quasi sicuramente. Tanto non è che la Francia abbia tutti 'sti fenomeni da schierare e/o tutelare: non ruba il posto a nessuno, insomma. Asd

Certo è che nell'arco di pochi mesi ha fatto progressi enormi in salita, davvero sorprendenti. Sarebbe curioso sapere come li ha raggiunti, come si è allenato ecc
 
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#6
Se può competere un velocista come Bouhanni in una corsa di 4200 M di dislivello vuol dire che non capisco niente. Mi sembra totalmente inutile in una nazionale con tanti talenti come Barguil, Gallopin, ecc, anche come "spauracchio"
 
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#7
Grenoble, Bouhanni cade in pista e finisce all'ospedale
Serata da incubo per Nacer Bouhanni, quella che ha aperto la Tre Giorni di Grenoble. Il velocista francese è stato protagonista infatti di ben due cadute e dopo l seconda è stato accompagnato in ospedale. Per fortuna gli esami radiografici hanno escluso la presenza di fratture o lesioni, anche se Bouhanni ha riportato forti conusioni al ginocchio e al gomito. Il corridore è rientrato poi nella sua camera d'albergo e questa sera deciderà se ripartire o meno.
Intanto al comando della classifica generale ci sono Hesslick e Pirius con 65 punti, 21n più della coppia formata da Vergaerde e De Pauw.

tuttobiciweb.it
 
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#8
Bouhanni comincia a delineare il suo calendario per il 2015, in cui il suo primo Tour de France rivestirà un ruolo primario. Inoltre sembra mettere un po' da parte il Giro...

Il suo inizio di stagione prevederà: Qatar, Oman, Parigi-Nizza, Milano-Sanremo (se arriva l'invito per la Cofidis) e Gent-Wevelgem.

Inoltre il velocista francese è convinto di avere a supporto un buon treno con i nuovi arrivi in casa Cofidis.

http://www.cyclingnews.com/news/bouhanni...r-one-goal
 
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#9
Vabbè, non invitare la Cofidis alla Sanremo - a maggior ragione se dovesse esser confermato il percorso 2014 - sarebbe un suicidio. Stagione davvero importante per Nacer, nella quale potrebbe davvero lasciare la sua prima importante traccia (non che tappe al Giro + maglia rossa sian da buttare). Sinceramente non ho visto quante tappe per velocisti sian state messe al Tour... Mmm
 
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#10
Bouhanni: «Lo sprint è arte, come la boxe»
È diventato il corridore francese più pagato

La maglia rossa gli è piaciuta tal­mente tanto che ne ha vo­lu­ta una per i prossimi tre an­ni. È stato proprio durante il Giro d’Italia - nel quale ha vinto tre tap­pe e conquistato la maglia rossa della classifica a punti - che Nacer Bou­han­­ni ha scelto di colorare di rosso tut­to suo futuro accettando la proposta della Cofidis.

«Il progetto di Yvon San­glier - spiega lo sprinter - mi ha convinto sin dall’inizio per­ché in Cofidis c’è la volontà di co­strui­re qualcosa di nuovo. Mi vo­levano anche Omega Quick Step, la nuova Can­nondale e la AG2r, ma ho scelto la Cofidis per il progetto. No, non per i soldi, avevo delle offerte molto simili, ho scelto l’idea. Ma non credete a chi vi dice che i sol­di non con­tano, perché vi sta mentendo».

E di soldi Bou­han­ni ne guadagnerà tan­ti (una cifra compresa fra 1 e 1,5 milioni di eu­ro a stagione) al punto da diventare il corridore francese me­glio pagato del mo­mento.
Confermandosi campione decisamente sui generis, Bouhanni ha fatto tutto da solo dopo aver concluso il rapporto con il suo procuratore Paul de Geyter.
«Accanto a me ci sono papà Karim e il mio allenatore Jacques Decrion che mi seguirà alla Cofidis: sono persone fidate e mi bastano. Il resto, non serve».
A far da solo, Nacer ha imparato sul ring, quando tirava di boxe: «Il ring è una scuola di vita, anche se molti non lo sanno. Prendete quanto accaduto alla Vuelta: dopo la scazzottata in corsa tra Brambilla e Rovny, Oleg Tinkov ha twittato dicendo a Brambilla di sfidare me la prossima volta anziché il suo corridore. Non me la sono presa, ci mancherebbe, ma ricordo anche a Tinkov che il pugile è uno sportivo vero e che il rispetto per l’avversario è la prima cosa che ti viene insegnata. Lo imparerebbero tutti, se entrassero almeno una volta in una palestra dove si fa pugilato. La boxe mi ha insegnato anche a gestirmi al meglio e questo è importante negli spirnt. Nella boxe si studia l’avversario fino a scoprirne il punto debole e poi è lì che si va a colpire cercando di co­glie­re l’attimo giusto, lo stesso ac­cade negli sprint dove devi cogliere il momento giusto per far esplodere la tua potenza».
Con la stessa determinazione, Bouhanni ha affrontato anche Marc Madiot, il team manager della FDJ.fr: «Gli ho detto in faccia tutto quello che pensavo, come era normale che facessi. È stato un confronto franco, duro. Quando ho dichiarato a L’Equi­pe Magazine che combattevo armato di pistola contro chi aveva un bazooka, intendevo criticare la mancanza di chiarezza di Marc. Quest’anno mi ha mandato a provare la San­re­mo e poi non mi ha convocato, lo scorso anno ha detto a Gregory Soupe che non avrebbe fatto il Tour tre giorni prima della partenza eppure sapeva che io avevo bisogno di un uomo come lui... Basta dirle per tempo, le cose: se non vuoi farmi disputare la Sanremo, dimmelo ed io mi concentrerò su qualcos’altro, che male c’è?».

Quindi la mancata convocazione per il Tour de France di quest’anno non c’entra nella sua decisione di cambiare team?
«Durante il Giro, nella mia testa sapevo che non avrei fatto il Tour ed è per quello che mi sono concentrato sulla conquista della maglia rossa. Ma anche in questo caso Marc ha sbagliato: se mi avesse detto all’inizio della stagione che non avrei corso il Tour, mi sarei gestito in maniera diversa».

Un passo indietro: quando ha iniziato la sua avventura in bicicletta?
«Avevo sette anni e nella prima gara che ho fatto mi sono trovato di fronte un certo Thibaut Pinot: primo io, secondo lui. Da allora ho sempre corso per vincere, è qualcosa di cui sento forte il bisogno. Quando mi attacco il numero sulla maglia, lo faccio per vincere e in corsa conta solo quello. So bene quello che ho fatto per arrivare dove sono e quello che devo fare per continuare a vincere, per migliorare ancora. Con la Cofidis, per esempio, ho iniziato subito a lavorare nella galleria del vento: ho già una buona posizione aerodinamica, ma qualcosa di meglio si può fare. Ed è giusto farlo».

E lo stress?
«Non lo sento. Sento la corsa molto più quando gareggia mio fratello Yraya­ne (campione francese degli ju­nio­res, ndr) di quando invece tocca a me. E poi ho il mio antistress personale, si chiama Geoffroy Soupe. Ci siamo co­nosciuti ad un campionato giovanile francese, ero arrivato quarto e i dirigenti della squadra dei Vosgi, per la qua­le correvo, mi avevano sgridato per il mio comportamento troppo indivi­dua­lista. Geoffroy è stato l’unico a ve­nire a consolarmi e da allora siamo amici, compagni di camera e di allenamento, ma soprattutto complici. Senza regole, perché possiamo stare anche tre settimane senza sentirci, ma complici veri. Lui e Jacques (Decrion, l’allenatore, ndr) sono stati gli unici elementi indiscutibili al momento di siglare il contratto con la Cofidis».

A proposito di Cofidis, Bouhanni ha le idee ben chiare su quel che sarà il suo treno nella prossima stagione.
«Nella mia testa ho pensato a Do­mi­ni­que Rollin come primo uomo, poi Jo­nas Ahlstrand che arriva dalla Giant Shimano, quindi Adrien Petit e infine Geoffroy Soupe. Ma questa è la mia idea, ne parleremo insieme in occasione del primo ritiro. Ci sarà bisogno di correre insieme e di oliare gli ingranaggi, ma soprattutto è importante che ognu­no si senta a suo agio nel ruolo che ricopre. E come sul ring: ognuno di noi deve essere pronto a misurarsi con l’avversario e a piazzare il colpo giusto al momento giusto. Semplice, no?».

Paolo Broggi. da tuttoBICI di novembre

http://www.tuttobiciweb.it/index.php?pag...74430&tp=n
 
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