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Niccolò Bonifazio
#1
La scheda del corridore italiano Niccolò Bonifazio: la biografia della sua carriera, le squadre di cui ha fatto parte; il suo palmares completo, con tutte le vittorie ed i piazzamenti ottenuti fino ad oggi; i suoi riferimenti ufficiali sul web, a partire dal sito internet per finire con i contatti twitter e facebook. Per finire, foto, video ed ultime notizie.

Niccolò Bonifazio
Italia


Niccolò Bonifazio

Nome completoNiccolò Bonifazio
SoprannomeNick the Quick
Data di nascita29 ottobre 1993
Luogo di nascitaCuneo (Italia)
Altezza e Peso172 cm x 68 kg
CaratteristicheVelocista
Professionista dal2014

SquadraTrek Factory Racing
Stipendio- €
Scadenza contratto2017




Hanno partecipato alla realizzazione di questa scheda: SarriTheBest
 
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#2
COPELAND DURO CON BONIFAZIO: «MISTIFICA LA REALTA'»
«Da parte sua totale mancanza di rispetto di ruoli e regole»

Niccolò Bonifazio non è stato tenero nei confronti del suo ex team. «Non sentivo fiducia attorno a me. Ora è diverso». Questo è il titolo del pezzo apparso ieri mattina su «La Gazzetta dello Sport» a firma Ciro Scognamiglio. In pratica il 22enne talento ligure, dopo due anni di «apprendistato» con la Lampre-Merida, non le ha mandate a dire al team gestito da Beppe Saronni e diretto da Brent Copeland. «Gli ultimi due anni sono stati duri, in pratica mi sono gestito da solo» dice. E ancora: «Avrei potuto rendere di più negli ultimi due anni alla Lampre se qualcuno avesse creduto realmente in me. Non c’era una persona di riferimento che mi seguisse, mi sentivo solo, non ero supportato per quanto riguarda l’allenamento, l’alimentazione, ma anche i viaggi, la logistica. Adesso è tutto diverso e sono tranquillo, devo solo concentrarmi sul mio lavoro».
Parole pesanti come pietre, che non possono passare inosservate. Così, tuttobiciweb.it sollecita una risposta da parte del team di Usmate, che «nonostante non sia nostra abitudine rispondere a quanto viene scritto su gli organi di informazione – ci spiega Brent Copeland - questa volta voglio proprio trasgredire questa nostra buona abitudine, perché quando la si fa fuori dal vaso e nel ridicolo non ci finisco io o un componente della squadra, ma tutto il team, allora non va bene. Allora è giusto che gli appassionati sappiano come stanno le cose ed è altrettanto giusto che il nostro ufficio legale verifichi se, quanto riportato nell’articolo, possa essere motivo di causa diffamatoria».

Siamo qui per questo, cosa si sente di dire in risposta a Niccolò?
«Intanto che il ragazzo ha del talento e non potremmo pensare diversamente visto che siamo stati noi per primi a credere in lui. Poi mi sento di dire che sono fiero del mio gruppo di lavoro, del nostro staff, tecnico e non. Guai a chi tocca il nostro gruppo o mette in dubbio la nostra professionalità. Questo, consentitemelo, non lo permetto a nessuno. Soprattutto quando si tenta di raccontare un’altra storia. Quando viene mistificata la realtà. Noi siamo persone perbene, che fanno scelte e proseguono per la propria strada. Ma quando ci troviamo di fronte a gente che spara nel mucchio capovolgendo le cose non ci sta bene».

Quindi…
«Quindi, lo ripeto, LAMPRE-MERIDA è stata la squadra professionistica che più ha creduto in Bonifazio, interessandosi a lui quando era ancora giovane e accordandogli fiducia facendolo diventare un corridore professionista in un momento in cui nessuno era disposto a prenderlo. Nei due anni trascorsi con noi, abbiamo potuto riscontrare buone qualità ciclistiche, ma siamo rimasti completamente delusi dall’aspetto professionale e soprattutto umano. Nella nostra squadra, prima della parte sportiva diamo valore al lato umano, di conseguenza hanno primaria importanza l’educazione e il rispetto, componenti entrambe disattese dal ragazzo».

Cosa intende per umano?
«La totale mancanza di rispetto dei ruoli e delle regole. Vi racconto solo una cosa: al momento di decidere se confermarlo o meno, abbiamo tenuto conto dei pareri di tutte le componenti della squadra (staff tecnico, staff medico, staff operativo): il riscontro è stato estremamente negativo e ha rispecchiato l’opinione che anche la dirigenza aveva di Niccolò: ovvero una persona poco rispettosa, che rasenta la maleducazione».

Parole pesanti quelle di Niccolò, ma le sue non sono da meno…
«Il ragazzo, che è molto giovane, forse non ha capito compiutamente cosa significhi essere un corridore professionista».

Ci faccia qualche esempio…
«Lo chiami o gli scrivi e lui non risponde. Come tutti i corridori, Niccolò ha firmato il codice sanitario della squadra, indicando che gradiva rivolgersi a Michele Bartoli per gli allenamenti e la preparazione. Essendo Bartoli un ottimo professionista, ha sempre aggiornato il corridore inviandogli le tabelle di allenamento ma solo a tarda stagione, senza che la squadra o il responsabile medico Guardascione fossero stati informati, abbiamo saputo che il corridore si avvaleva della consulenza di un altro preparatore, cosa per altro gravissima ai fini della trasparenza e del codice interno al team. Ma non è tutto: il ragazzo non aggiornava mai i suoi file di allenamento che avrebbero consentito a Bartoli di verificare con efficacia i progressi e la condizione del corridore. Come voi addetti ai lavori sapete, ma oramai sanno perfettamente anche gli appassionati, lo staff medico dei vari team segue costantemente i corridori, con attività di sostegno e di formazione finalizzate al corretto rispetto del regolamento sanitario e delle regole UCI. È inammissibile, quindi, che un corridore professionista riceva una comunicazione ufficiale da parte dell’UCI per errori nell’aggiornamento della reperibilità e non si preoccupi nemmeno di guardarla: ha avuto due mesi di tempo per farlo, da quando l’ufficio UCI antidoping gli ha inviato la comunicazione, e lui non si è preso la briga di dargli nemmeno un’occhiata. Solo in un secondo tempo, quando l’UCI ha fatto presente a noi che non aveva ricevuto riscontro dal corridore, Niccolò si è degnato di prendere visione di quanto gli era stato comunicato. Già questi due episodi ci avrebbero consentito di licenziare il corridore immediatamente per violazione del codice sanitario. Ma vogliamo parlare del Giro di Polonia 2014?...».

Parliamone.
«Il tecnico di riferimento e lo staff medico avevano contattato Niccolò prima della trasferta per sapere se stava bene, se c’erano problemi o se c’era qualche necessità di varia natura, ricevendo dal ragazzo complete rassicurazioni. Appena arriva in Polonia Niccolò dice di avere un problema muscolare. Assistito dal medico di squadra, il ragazzo non ne vuole sapere: lui non sta bene e nella prima tappa percorre solo 200 metri prima di ritirarsi. Questo per dire il rispetto. E nel solco di questo atteggiamento posso proseguire con l’atteggiamento verso il materiale che aveva in dotazione».

Nel senso di bicicletta?
«Esattamente. Manutenzione assente? Direi di più. Scarsa considerazione e rispetto del materiale fornito dal nostro team. Per non parlare di quando Niccolò ha messo in vendita, con annuncio su internet, la bici in sua dotazione di proprietà della Merida reparto corse».

Però, se non ricordiamo male, avete fatto di tutto per rinnovargli il contratto…
«Verissimo. Il ragazzo è giovane, lo ripeto, è forte e inizialmente avevamo pensato di valutare l’eventuale rinnovo. Subito dopo la Sanremo gli prospettammo il progetto per un eventuale prolungamento del contratto nel quale lo sollecitiamo anche a fornirci delle indicazioni di mercato (possibilità di indicare preferenze per gruppo di corridori graditi, idee sul calendario e via elencando…): bene, non si è degnato neanche di risponderci. I suoi rari riscontri erano relativi solamente a discorsi economici, sembrava quasi che il suo unico interesse fosse quello di trasferirsi a Montecarlo».

Beh, se non risponde all’Uci…
«Sì certo, ma il rispetto è rispetto. Sa quanti aerei ha perso? Sa quanti ritardi? E la mancata presentazione ad appuntamenti: per esempio, riunione ACCPI riservata ai neo-professionisti? Non pervenuto. E qui mi fermo, anche se potrei ancora andare avanti, ma sono cose troppo personali, troppo intime, troppo sue e che riguardano anche persone che gli sono vicino e lo gestiscono. Lo ribadisco: il ragazzo ha qualche qualità e gli auguro di vincere tanto e bene nei prossimi anni. Spero però che per il suo bene, in futuro si ricordi e metta a frutto quello che noi abbiamo cercato di insegnargli: inutilmente».

a cura della redazione di tuttobiciweb
 
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#3
Intervista fastidiosa come solo tuttobiciweb può fare.

Comunque Copeland può benissimo essersi inventato delle cose o aver esagerato su alcuni aspetti, ma Bonifazio non è un cazzo di nessuno, certe dichiarazioni non dovrebbe nemmeno sognarsi di farle.
 
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#4
Sì, insomma, a 21-22 anni pretendeva di essere considerato come un novello Boonen?

Cioè, io spero che lo diventi, però a quell'età nessuno poteva considerarlo come il nome-top di una squadra WT.

E poi non mi sembra che siano stati poi malaccio i primi 2 anni in lampre.
 
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#5
Stiamo parlando dello stesso Brent Copeland che ha accompagnato un talento come Ben Spies al ritiro...
 
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#6
Che talento Ben Spies.
 
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#7
(14-02-2016, 12:01 PM)Auriga Ha scritto: E poi non mi sembra che siano stati poi malaccio i primi 2 anni in lampre.

Diciamo che la sua avventura in Lampre è stata buona, ma non è proprio filata liscia liscia. Soprattutto nel secondo anno, un calendario senza GT e, tolta la Sanremo, non con tutte queste corse di primo piano. Sanremo poi tutta da rivedere, con Cimolai e Bonifazio che si fanno ognuno gli affari propri.

Non penso che Copeland si sia inventato qualcosa: è un po' troppo preciso nei racconti. E, se sei preciso e dichiari il falso, è facile smentirti. A parte questo, Bonifazio deve sperare che vada tutto liscio in queste annate con la Trek: un intoppo, qualche prestazione sottotono ecc - tutte cose che possono capitare ad un 22enne -, e un contratto non rinnovato...... chi se lo piglia??? Uno che viene descritto come l'opposto della professionalità e che è pronto a smerdarti pubblicamente se le cose non vanno come dice lui, rischia di aver difficoltà a trovare un ingaggio dignitoso. Sese
 
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#8
Nemmeno io lo penso, peraltro ho pure avuto modo di conoscerlo ed è una persona veramente a modo. Però sai, in questi casi non si sa mai.
 
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#9
Le dichiarazioni di Copeland mi sembrano un po' troppo esagerate: l'ha descritto come un Betancur 2.0 e forse anche peggio. Cazzo, se uno si comporta con una professionalità così vicino allo zero, forse qualcosa si intuiva perfino dall'esterno...
 
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#10
Sarebbero due mancanze di professionalità diverse.

Quella di Betancur è evidente: appena ha visto gonfiarsi il conto in banca, le motivazioni e la voglia di allenarsi sono drasticamente calate. E il tutto si è ripercosso ovviamente sulle sue prestazioni. Per me questa è peggiore, perché davvero difficile da "curare": o lo fai correre aggratis Asd, oppure questo andrà forte solo quando si sentirà vacillare dal punto di vista economico (e poi però tornerà a fare la vita di sempre).

Quella presunta di Bonifazio parebbe invece più dettata da immaturità e superficialità: magari già il sistemarsi, con una donna giusta (perché anche Cassano si è sistemato, ma con una più scema di lui Asd ), potrebbe risolvere la cosa. Non per nulla Copeland gli ha fatto mille appunti, però sul discorso fisico non mi pare ci sia stato tanto da dire: questo vuol dire che, pur con tutte le mancanze del caso, la sua condizione era buona e le sue prestazioni lo erano di conseguenza.
 
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