Il calcio volante di Overijse
L'edizione più iconica della storia recente del Druivencross di Overijse è senza dubbio quella del 18 dicembre 2005.
Siamo in un momento storico molto particolare, quello in cui Sven Nys diventa "ufficialmente" il Kannibaal van Baal.
Mario De Clercq si è ritirato da oltre un anno e Sven Nys, nel 2004-2005, ha compiuto la sua opera di redenzione conquistando il cosiddetto "Grande Slam": Coppa del Mondo, Superprestige, GVA Trofee, titolo nazionale belga e il suo primo iride.
C'è un solo ciclocrossista, al mondo, che ha il talento e la classe per recitare il ruolo di antagonista del Kannibaal nel 2005: Bart Wellens.
I due sono rivali sin dalle categorie giovanili, dove hanno conquistato due Mondiali U23 a testa.
In comune, oltre ai successi giovanili, però, hanno poco altro.
Wellens è nato e cresciuto sui campi da cross. Rappresenta la tradizione belga più arcaica.
Sven, invece, ci arriva in modo laterale, partendo dalla BMX e portando qualcosa di nuovo alla disciplina.
Nys, inoltre, veste la casacca di una squadra neerlandese. E per anni è stato il nemico pubblico numero uno nel suo paese.
Al contrario, Bart ha sempre corso in patria, coccolato dai suoi connazionali.
La sua popolarità è tale che ha un reality a lui dedicato: "Wellens en Wee".
Tra il 2003 e il 2004, quando Nys è al centro della cronaca più per episodi come la "pugnalata di Pijnacker" che per altro, Wellens vince tutto.
Le tre challenge, il titolo nazionale belga, 31 cross complessivi e soprattutto due titoli mondiali.
Nell'affascinante cornice di Monopoli 2003 fu un dominio, sul muscolare circuito di Pontchateau del 2004, invece, arrivò praticamente un passaggio di testimone.
Bart che batte Mario De Clercq in volata. Lo stesso Mario che in quel fondamentale sembrava imbattibile.
L'autunno del 2004, però, aveva portato con sé tante noie fisiche e Bart non aveva potuto, realmente, rivaleggiare con Nys.
Un anno più tardi, tuttavia, la situazione si presentava completamente diversa.
Wellens era in forma. In grande forma.
L'annata di Bart era cominciata con cinque vittorie consecutive. Poi Nys aveva ingranato ed era diventato tutto un po' più difficile.
Ma a una settimana da Overijse, Wellens era tornato a vincere a Igorre. E il giorno precedente aveva difeso con successo un suo feudo: Essen.
Il 18 dicembre 2005, Nys e Wellens si presentano al via della Madre di tutti i Cross con le medesime chance di vittoria ciascuno.
Wellens ha sofferto e soffre l'ascesa del rivale. Il Druivencross è l'occasione ideale per riprendersi il proscenio.
E la gara mette subito in luce tutta l'inquietudine che accompagna Wellens in quei mesi.
Attacca subito, pronti via.
Come se volesse scappare tanto dal Kannibaal van Baal, quanto dai suoi spettri.
Per un po' sembra anche funzionare. Del resto, Wellens sarebbe un fenomeno.
Ma Nys non è da meno.
Ingrana piano piano e a metà gara riacciuffa la lepre Bart, grazie anche all'aiuto di un suo giovanissimo compagno di squadra.
Un ragazzone neerlandese di vent'anni che mescola un fisico statuario alla capacità di dare del tu alla bicicletta: Lars Boom.
Wellens, quando viene ripreso, va nel panico.
Cade anche, ma è talmente forte da tornare rapidamente sulla testa della corsa.
Le gambe, del resto, non sono mai state il suo problema.
La vera battaglia si gioca su un altro piano.
C'è un tifoso che, ad ogni tornata, quando passa Wellens, ha qualcosa da dirgli.
Come una mosca, ronza nell'orecchio di Bart.
A un certo punto, l'ex iridato lascia che la sua rabbia prenda forma: gli passa davanti e lo colpisce con un calcio volante.
Il finale del Druivencross di Overijse 2005 è paradossale.
Nys cade e si ritira. Boom scivola quando è in testa con Wellens.
Bart resta solo al comando e taglia il traguardo per primo.
Sarebbe anche un successo meritato, perché in gara, alla fine, era stato il più forte.
Ma quel gesto risulta troppo plateale: squalifica e la vittoria passa a Lars Boom.
Da quel momento in avanti, Bart Wellens non sarà più lo stesso.
Durante il resto della stagione, non vince più.
Negli anni successivi arriva qualche bel successo isolato, incluso un titolo nazionale, ma il meraviglioso atleta ammirato tra il 2003 e il 2004 resta un lontano ricordo.
E mentre Nys diventa l'icona per eccellenza del ciclocross, Bart resta sullo sfondo.
L'aspetto forse più amaro è che Bart Wellens nel dicembre del 2005 ha appena 27 anni.
E, infatti, la sua carriera durerà altri 10 anni. Incrocerà anche van der Poel e Van Aert.
Ma quel giorno ad Overijse qualcosa si era rotto. Qualcosa che non si poteva riparare.