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13^ tappa: Savona - Cervere
#1
Venerdì 18 Maggio 2012

13a Tappa
Savona - Cervere
(121 km)



Presentazione

Un ponte tra Alpi e Appennini. Potrebbe essere così sintetizzata la 13a frazione, una delle più facili dell’edizione 2012, per la sua particolare collocazione, incuneata tra l’ultima tappa appenninica e il primo dei cinque tapponi che costituiranno l’ossatura della classifica finale. Sarà una giornata di riposo vigile per i pretendenti alla maglia rosa e, al contrario, un pomeriggio di gran fermento per gli outsiders, i cacciatori di tappe parziali, che avranno a disposizione quattro trampolini di lancio, equamente ripartiti tra fasi iniziali e finali di questa giornata. I primi due potrebbero essere validissime occasioni per dare il “la” a tentativi di fuga mentre gli ultimi sembrano essere messi lì apposta per scrollarsi di dosso i compagni d’avventura più esausti. Sempre che il gruppo non riesca a rientrare, anche se stavolta i treni non avranno moltissimi margini di manovra. In tal caso l’arrivo sarà allo sprint, per la penultima volta quest’anno, con una volata “epurata” dei velocisti meno resistenti e con l’inserimento di corridori generalmente ricacciati indietro negli ordini d’arrivo delle tappe dai finali più piatti (magari con dentro qualche uomo ben messo in classifica, alla caccia di un abbuono, come seppe fare Stefano Garzelli nella tappa di Marostica del 2003). Possiamo paragonare questo finale, per prendere un paragone recente, a quello della tappa di Rodez dell’ultima Parigi – Nizza, che presentava una breve ma secca côte a 2 Km dall’arrivo e il tratto successivo in lieve e costante ascesa, proprio come accadrà in quel di Cervere. Per la cronaca la tappa della corsa francese terminò con il successo del belga Gianni Meersman davanti allo sloveno Bole e agli altri 55 corridori componenti il gruppo di testa.
Questa tappa prenderà il via da Savona e sarà l’ultima presa di contatto, in quest’edizione, tra il Giro e il mare, che si vedrà solo nelle operazioni di partenza. Si punterà subito, infatti, verso l’entroterra e, dopo pochi chilometri, si andrà all’attacco della facile salita alla Bocchetta di Altare (10,8 Km al 3,8%), più conosciuta come Colle di Cadibona e come punto di demarcazione tra la catena alpina e quella appenninica. Per anni questo “status” fu riconosciuto da molti geologi al Passo dei Giovi, sopra Genova, mentre ora il sistema SOIUSA (Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino) ha riabilitato il Cadibona, mentre la porzione di montagne tra i due valichi è talvolta considerata come “di transizione”.
Superata la corta galleria di valico, che sottopassa il complesso del napoleonico Forte di Altare, si affronterà una breve discesa per poi lanciarsi in un tratto in quota vallonato lungo una quindicina di chilometri. In questo frangente si transiterà a breve distanza dal piccolo centro di Cosseria, dal 2010 entrato a far parte delle località turisticamente “ciclo-turistiche”. L’ex scuola elementare del paese, infatti, da quell’anno ospita un museo dedicato alla bicicletta, inaugurato alla presenza di Francesco Moser e che espone un’ottantina di mezzi d’epoca raccolti da un appassionato collezionista locale.
Giunti a Millesimo (borgo tra i più belli d’Italia, impreziosito da monumenti come la chiesa romanica di Santa Maria extra muros e dal medioevale ponte della Gaietta) giungerà l’ora del momento più “alto” di questa tappa, l’ascesa ai 734 metri di Montezemolo, tetto della tappa e unico GPM sulla strada per Cervere, ai piedi del castello che dal 1718 è proprietà della famosa famiglia dei Cordero. Si scollinerà subito dopo aver superato il confine tra Liguria e Piemonte e superato una salita che, al netto di un tratto di quasi 3 Km privo di difficoltà, misura 5 Km e presenta una pendenza media del 6,4%, con una punta del 9%.
Entrati nella “Granda” – così è chiamata la provincia di Cuneo per essere la più vasta del Piemonte – si planerà nella valle del Tanaro raggiungendola alle porte di Ceva, centro di poco meno di 6000 abitanti che può però fregiarsi del titolo di “città”, conferitogli nel 1773 dal re di Sardegna Carlo Emanuele III di Savoia per premiarne lo zelo degli abitanti e la qualità delle fortificazioni che circondavano un centro che era anche stato capoluogo di provincia.
Procedendo in direzione di Cuneo si transiterà quindi per San Michele Mondovì, il paese natale di Eugenio Camillo Costamagna, cofondatore della Gazzetta dello Sport (nel 1896, con Eliso Rivera) e del Giro d’Italia, “creato” il 6 agosto del 1908 dopo una riunione d’urgenza a Milano con Tullo Morgagni e Armando Cougnet, in seguito ad una soffiata che aveva preannunciato un’analoga intenzione del Corriere della Sera per l’anno dopo. Successivamente il gruppo giungerà all’ombra dell’imponente santuario di Vicoforte (la sua cupola ellittica è la più grande del mondo), uno dei più frequentati del Piemonte, commissionato nel 1596 all’architetto Ascanio Vitozzi dal duca Carlo Emanuele I di Savoia per preservare un’effigie della Vergine Maria che, qualche anno prima, aveva miracolosamente sanguinato dopo esser stata colpita dall’archibugiata di un cacciatore. È un loro caro anche al Giro e soprattutto ai tifosi di Denis Zanette, il corridore friulano scomparso prematuramente nel 2003, a soli 33 anni, per una crisi cardiaca: qui Zanette si impose al Giro del 1995, al termine di una frazione tormentata dal maltempo (diluviò dal primo all’ultimo chilometro) e caratterizzata da gran caos nel finale perché i due di testa (con Denis c’era Mariano Piccoli) giunsero nel troppo corto circuito finale con un vantaggio talmente elevato sul gruppo che si ritrovarono a doppiarlo e i giudici di gara furono costretti a fermarlo e farlo accostare per permettere il regolare passaggio dei due fuggitivi.
In veloce discesa ci si porterà poi a Mondovì, l’antica “Mons Regalis”, toponimo derivante dal nome del monte che sovrasta Piazza (il più antico ed elevato dei sei nuclei abitati nel quale è suddiviso) e che oggi identifica anche tutto il territorio circostante, il Monregalese appunto, conosciuto tra gli appassionati di sport invernali per la stazione di Prato Nevoso, due volte sede di tappa al Giro d’Italia (1996 e 2000) e una volta anche al Tour de France (2008). Tornati a pedalare in pianura, ci si riporterà verso il Tanaro toccando il centro di Carrù, paese natale di Luigi Einaudi, secondo presidente della Repubblica, il cui settennato durò dal 1948 al 1955. All’ingresso di Farigliano si lasceranno le rive del fiume per rimontare le prime pendici delle Langhe e affrontare la terzultima difficoltà altimetrica del tracciato, i circa 4 Km al 3,8% (punta del 13%) che condurranno alle porte di Dogliani, patria del Dolcetto e centro caro alla famiglia Einaudi, che ancora vi possiede Villa San Giacomo, antica cascina trasformata in residenza e oggi posta al centro di una vasta azienda agricola. Qui si conserva ancora la biblioteca che fu di Luigi Einaudi e alla quale si “formò” il figlio Giulio, che nel 1933 fonderà la casa editrice che ne porta il cognome, una delle più prestigiose d’Italia.
Una ventina di chilometri scarsi di strada veloce, stretta tra il Tanaro a sinistra e i vigneti del celebre Barolo a destra, depositeranno il gruppo ai piedi delle due ascese finali, il momento chiave della giornata perché qui si giocheranno i destini di questa tappa. Si tratta di strappi più che di salite vere e proprie, ma l’agone del momento e le velocità tipiche dei finali contribuiranno a rendere più duri del previsto i 900 metri al 5,7% (con punta al 17%) verso l’interessante centro di Cherasco (da qui si ripartirà l’indomani alla volta di Cervinia) e, immediatamente dopo, l’ancor più corto ma intenso strappo verso la frazione di Bergoglio, poche centinaia di metri ma con pendenze fino al 15% e due tornanti a rallentare l’azione, come nell’ascesa precedente. Usciti da questo toboga mancheranno una decina di minuti di gara a Cervere, la “capitale del porro”, dove 6 Km più avanti avrà il suo capolinea la tappa numero 13, dopo aver affrontato un tratto finale sulla carta scevro d’insidie ma che, invece, potrà pure selezionare il plotone. La strada si presenterà bella e larga, con due sole curve molto dolci e un rettilineo d’arrivo lungo quasi 3500 metri (rotatoria ai -2,7 Km a parte), ma sarà tutta un lentissimo e progressivo prender quota, sebbene qui l’inclinazione media si manterrà costantemente sotto l’1%. Il classico veleno nella coda per chi, puntando al successo parziale, sarà riuscito a rimanere agganciato al gruppo sui due precedenti strappi, ma sudando le proverbiali sette camicie.

I VALICHI DELLA TAPPA

Colle di Altare (tunnel – 436m). Più conosciuto come Colle di Cadibona, è valicato dalla SS 29 “del Colle di Cadibona” tra i centri di Cadibona (Quiliano) e Altare. Il valico geografico (Bocchetta di Altare) si trova a 459 metri di quota ed è raggiunto da una strada asfaltata. Sul Cadibona la corsa rosa ha collocato sette volte lo striscione del GPM: la prima volta scollinò in testa Angelo Conterno (1959, tappa Genova – Torino vinta da Vito Favero), l’ultima volta il francese Patrice Halgand (2005, tappa Varazze – Colle di Tenda vinta da Ivan Basso.)

Valico di Montecala (526m). Valicato dalla SS 28 bis “del Colle di Nava”, tra Carcare e Millesimo, all’altezza del bivio per l’omonima località e per Cosseria (il secondo).

Mauro Facoltosi - ilciclismo.it


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Dichiarazioni
Le dichiarazioni del dopogara
 
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#2
Pronostico Sgarbozziano : Cavendish...
 
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#3
vabbè che è 120 km, ma sicuri che non si stacca già sulla prima salita Cavendish, soprattutto se magari su quella salita va via la fuga e alzano il ritmo in testa al gruppo?
 
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#4
A maggior ragione se si stacca a 90 km dal traguardo,voglio vedere chi si mette a tirare davanti per non farlo rientrare.
Domani è troppo facile,ennesimo epilogo scontato,con volatona finale.
Sede stradale ampia,solo qualche rotonda nei km finali.Insomma,se non piove,vediamo se riusciamo a gustarci una volata normale.
 
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#5
ce ne sono squadre che si possono mettere davanti, Androni, Colnago, FDJ, cmq poi ci sono anche quelle altre 2 salitelle, e che se magari la fuga è stata ripresa qualcuno ci prova, tipo Ballan, o lo stesso Visconti, poi cmq può anche essere che oggi si è staccato presto per riposare di più la gamba rispetto agli altri.
 
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#6
L'ultima sonnecchiata prima dello Show :D
 
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#7
99% Cavendish, arrivo dritto largo e facile..
 
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#8
Tappa corta, nervosa: bellina. Se uno vuole qualcosa si può inventare, anche se sfuggire alla volata è un po' difficile. Considerate poi che domani ci potrebbero esser solo gli Sky al lavoro: i GreenEdge potrebbero tirarsi fuori perchè Goss è mezzo rotto, i Garmin hanno solo Hunter, Androni e Colnago non è che abbian 'sti passistoni della madonna (e comunque c'è da pensare anche al futuro), i Farnese potrebbero piazzare uno in fuga, Omega e Rabobank potrebbero farsi da parte per veder di far stancare un po' il treno di Cav. Con un finale un pelo più insidioso altimetricamente la tappa sarebbe potuta essere incertissima, così... lo è un po' meno. Però non la do proprio per scontata la volata, aspetto di veder domani chi va in fuga e come si comportano le varie squadre...
 
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#9
Ma non è in leggera salita l'arrivo?
 
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#10
negli ultimi 5 km sale di 20 metri il dislivello dal livello del mare, quindi non sarà nemmeno della 0,4%
 
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