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Corridori che si sarebbero trovati bene in altre epoche
#11
As usual, non è così semplice.

All'epoca al Tour non partecipavano 200 corridori e anzi il numero era mutevole. Si passa dai 150 del 1970 ai 100 del 77, per poi tornare sui 150/170 nei primi anni 80 col muro dei 200 sfondato solo nell'86.

Non è tanto una questione di mercato, quanto del fatto che per un Gibi, un Beccia, un Prim(non italiano, ma corridore di assoluto livello che correva in Italia) non vi era proprio la possibilità di fare il Tour. Nell'80 e nell'81 addirittura non invitarono squadre italiane.

È un po' diverso il discorso per Visentini perché il Tour per la Carrera/Inoxpran ha sempre avuto un occhio di riguardo(invitati nel 79, 82 e dall'84 fino alla chiusura), ma a lui non fregava nulla della Boucle.

In tutto questo si era creato un certo disinteresse italiano verso il Tour.

Poi c'è la Vuelta e là è tutto un altro discorso.
 
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#12
Integro: disinteresse italiano ricambiato dai francesi che non sono mai venuti a chiederci Moser e Saronni che al tempo erano i corridori più popolari al mondo insieme a Hinault.

E infatti alcuni podi della Boucle dei primi anni 80 sono abbastanza tristi, mi sa che qua sopra molti sono all'oscuro dell'esistenza di: Robert Alban, Raymond Martin, Angel Arroyo e forse anche di Peter Winnen(Van Der Velde spero sappiano tutti chi è).
 
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#13
Avevo sentito un'intervista in cui Moser diceva questo e forse ho sbagliato a generalizzare per tutti gli italiani più o meno contemporanei.
Di certo è che nella loro percezione il Giro era fondamentale più di un Tour, in qualche modo per loro risultava essere una corsa più importante e/o sufficiente per la loro carriera.

Giro e Tour erano due mondi più chiusi di adesso e se proprio la corsa francese doveva aprirsi, lo faceva a favore di altri mercati, ad esempio quello colombiano.

Non rimpiango i tempi pre-WT. Il World Tour è sicuramente rivedibile e sempre migliorabile, però sono contento che i migliori possano scegliere di correre dove gli pare nelle corse più importanti. Sono contento non esistano più "ricatti" come quelli del Tour nei confronti di Pantani per fare un esempio.
 
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#14
Il Tour era già un po' più globale: avevano gli olandesi della TI-Raleigh che da noi non sono mai venuti, un botto di squadre del Belgio, sempre un paio di spagnole.

Il Giro avendo dietro un movimento più forte poteva invitare meno squadre straniere. Di contro però furono i primi a invitare sia la Willora/Cilo-Aufina(che non era neanche l'unica squadra svizzera che veniva al Giro nei primi anni 80) che la 7-Eleven, su cui poi il Tour si lanciò una volta accortosi che erano squadre valide.

Il Giro e il ciclismo italiano sul campo hanno contribuito alla globalizzazione di questo sport molto più del Tour che non possiamo dire nemmeno che furono i primi a dare spazio ai colombiani dato che, qualche mese prima del Tour 84 in cui ci fu l'esordio in un GT di una squadra colombiana: la Varta, la Teka si presentò alla Vuelta con diversi escarabajos.

Noi invece, oltre a essere stati i primi a invitare le squadre di cui sopra, siamo stati i primi ad attingere a piene mani dal baccino di corridori del nord Europa(Knudens, Prim, Petterson, Johnsson e tutti gli altri corridori svedesi, norvegesi e danesi dell'epoca hanno corso in squadre italiane) e fu l'Alfa Lum, squadra sammarinese, a portare tra i pro tutti i maggiori talenti sovietici di fine anni 80/inizio anni 90(parliamo di gente come Ugrumov, Tchmil, Abdujaparov, Konyshev).

Il Tour dal canto suo ha avuto il merito di esportare il prodotto fuori dai soliti paesi molto prima di noi, sono eloquenti le dichiarazioni di qualche anno fa di Wiggins in merito a ciò.

Al netto di tutto comunque fu Madonna di Campiglio ad affossare definitivamente il Giro, negli anni 90 a livello di partecipanti e di prestigio le due corse erano ancora molto vicine, il fatto che Indurain nel suo prime abbia sempre fatto il Giro e mai la corsa di casa la dice lunghissima a riguardo.

Post Madonna di Campiglio per il Giro il WT è stato una manna del cielo, purtroppo la stessa cosa non si può dire per il ciclismo italiano.

Per quanto riguarda Pantani non è tanto questione di ricatti, ma Marco post 2000 non otteneva risultati e aveva avuto un sacco di problemi tra il blitz di Sanremo e l'indagine sull'ematocrito riscontratogli post Superga nel 95. Era impossibile invitare la Mercatone Uno solo per lui, avessero avuto altri corridori di spessore magari li chiamavano.
 
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#15
Con Duilio notavamo come fino agli anni 70 non si utilizzasse il classico 53x39, ma il 52x42.

Quintana(e in misura minore altri colombiani che usano anch'essi rapporti un po' più lunghi rispetto ai corridori di oggi, come Chaves o MAL) all'epoca avrebbe fatto fuoco e fiamme, oggi invece coi rapportini i suoi rivali riescono a contenerlo molto meglio e anche a bastonarlo in certe occasioni.

Froome invece prima degli anni 80 con rapporti più lunghi, senza la corona ovale e senza i regimi alimentari attuali avrebbe fatto decisamente più fatica.

Questo dà anche da pensare su quanto cazzo fosse forte Merckx che pesava sui 75 kg e con quei rapportoni bastonava, di tanto in tanto, gli scalatori in salita.

Avere a disposizione rapporti più corti appiattisce i valori, non sarebbe una cattiva idea paradossalmente mettere una limitazione rapporti tra i pro.
 
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#16
Merckx dopo cena mangiava i biscotti nei primi anni di carriera, non credo Froome faccia altrettanto Asd
 
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#17
(23-10-2017, 01:23 AM)Luciano Pagliarini Ha scritto: Integro: disinteresse italiano ricambiato dai francesi che non sono mai venuti a chiederci Moser e Saronni che al tempo erano i corridori più popolari al mondo insieme a Hinault.

E infatti alcuni podi della Boucle dei primi anni 80 sono abbastanza tristi, mi sa che qua sopra molti sono all'oscuro dell'esistenza di: Robert Alban, Raymond Martin, Angel Arroyo e forse anche di Peter Winnen(Van Der Velde spero sappiano tutti chi è).

Winnen se non ricordo male vinse sull'Alpe d'Huez.
Arroyo era un signor scalatore, lo spagnolo migliore in salita al Tour poi soppiantato da Delgado
Alban e Martin non li ricordavo
 
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#18
Winnen vinse due volte sull'Alpe, 81 e 83.

All'epoca in cui era veramente la salita degli olandesi. Poi negli anni 90 è diventata nostra.

Arroyo ha risultati migliori al Tour che alla Vuelta.
 
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#19
Winnen molto famoso all'epoca anche il Colombia, visto il nome proprio di Anacona...
 
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#20
domanda per espertoni storici: in un'epoca come quella attuale dove gli attacchi da lontano sono molto rari anche causa evoluzioni tecnologiche delle bici, secondo voi chi ci starebbe meglio tra Coppi, Bartali e Magni??
 
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