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Moreno Moser
#1

Moreno Moser




Nome completoMoreno Moser
Soprannome-
Data di nascita25 dicembre 1990
Luogo di nascitaTrento (Italia)
Altezza e Peso177 cm x 64 kg
CaratteristichePassista Scalatore
Professionista dal2012

SquadraCannondale Pro
Stipendio- €
Scadenza contratto-


Biografia
Moreno Moser (Trento, 25 dicembre 1990) è un ciclista su strada italiano che corre per il team Cannondale Pro Cycling. Ha caratteristiche di passista-scalatore. È nipote di Francesco Moser, figlio di Diego e Vittorina e fratello di Leonardo, Matteo, (anch'essi ciclisti in passato) e Chiara.

Moreno Moser discende da una grande famiglia di ciclisti: suo zio Aldo corse da professionista per quasi 20 anni (1954 -1973), anche suo padre Diego fu un ciclista professionista, come pure l'altro zio Enzo ed il più celebre zio Francesco. Ciclisti pure i suoi due fratelli, Matteo e Leonardo, che militò nel 2005 e nel 2006 per l'Acqua & Sapone e dal 2007 al 2009 per la Serramenti PVC Diquigiovanni-Androni Giocattoli.
Gareggia nel 2007 e nel 2008, da Juniores, con la U.S. Montecorona, ottenendo 18 successi, 6 nel 2007 e 12 nel 2008. Dal 2009 al 2011 corre invece per la Lucchini-Maniva Ski, nella categoria Dilettanti. In questa categoria ottiene 10 successi, tra cui due tappe al Girobio 2011, vittorie che gli permettono l'ingresso nel professionismo a partire dal 2012. Si interessano infatti al giovane talento due formazioni ProTour, il Team Sky e la Liquigas-Cannondale: Moser decide di firmare un biennale con la Liquigas, valido fino al 2013.

Il 18 febbraio 2012, a soli 21 anni e 55 giorni, vince la sua prima corsa da professionista, il Trofeo Laigueglia, cui segue in maggio il successo per distacco al Gran Premio di Francoforte. Il 2 giugno è secondo al Trofeo Melinda dietro al colombiano Carlos Alberto Betancur. Partecipa poi al Tour de Suisse e sale sul gradino più basso del podio nella prima tappa, dimostrando qualità anche a cronometro. Sempre in giugno conclude terzo la prova in linea dei campionati italiani vinta da Franco Pellizotti.
In luglio vince due frazioni e la classifica generale del Giro di Polonia, cogliendo il suo primo successo in una corsa a tappe. Il 10 settembre giunge quindi secondo al Gran Premio di Montreal, superato di stretta misura dal norvegese Lars Petter Nordhaug. Alla luce dei positivi risultati ottenuti durante l'anno, riceve la prima convocazione in Nazionale Elite per i campionati mondiali in programma a Valkenburg, partecipando come atleta più giovane del gruppo al via.

Indossando la maglia della nuova Cannondale (compagine italo-americana nata dalle ceneri della Liquigas), nel 2013 Moser aiuta dapprima il compagno Peter Sagan a vincere il Gran Premio Città di Camaiore; due settimane dopo, grazie ad un'azione in solitaria nel finale, conquista quindi la Strade Bianche, diventando il primo ciclista italiano a trionfare nella corsa senese. Il 1º maggio si classifica secondo nel Gran Premio di Francoforte, di cui era detentore, preceduto dallo sloveno Simon Špilak.
Nella diciottesima tappa del Tour de France, con l'arrivo in cima all'Alpe d'Huez, ottiene un terzo posto dietro al francese Christophe Riblon e allo statunitense Tejay van Garderen.

(tratto da it.wikipedia.org)




Squadre


Palmares




Hanno partecipato alla realizzazione di questa scheda: lordkelvin
 
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#2
La Stampa.it: a Laigueglia è sbocciato un altro Moser
Sulla riviera dei fiori è sbocciato un altro Moser. Ventiquattro anni dopo l’ultimo successo di Francesco, avvenuto a fine maggio 1988 nel circuito di Hamilton, in Canada, pochi giorni dopo la conquista del record dell’ora indoor a Stoccarda, il penultimo rampollo della famiglia più prolifica del ciclismo italiano, Moreno, 21 anni, si è imposto ieri pomeriggio, con il piglio del campioncino di razza, nel 49° Trofeo Laigueglia, semi-classica che quest’anno ha ritrovato lo spessore organizzativo dei suoi anni d’oro. Il capostipite della famiglia Moser, ceppo trentino di Palù di Giovo, si chiama Aldo, oggi ha 78 anni e nella sua lunghissima carriera ha vinto un G.P. delle Nazioni a cronometro a Parigi, un Trofeo Baracchi con Baldini, indossando anche la maglia rosa al Giro. Poi hanno gareggiato tra i professionisti anche Enzo, classe 1940, e Diego (’47) prima che salisse alla ribalta Francesco (’51), protagonista assoluto dal 1973 fino alla tarda primavera del 1988. Ha corso in bici anche Alferio, ma si è fermato alla categoria dilettanti. Esauriti i fratelli, sono entrati in scena i figli. Diego ha avuto tre maschi, tutti corridori: Matteo, buon dilettante, Leonardo, che ha disputato quattro stagioni tra i "prof" e Moreno, nato il giorno di Natale del 1990, che ha debuttato quest’anno nella categoria superiore con i colori della Liquigas-Cannondale, al fianco di Nibali e Basso. Il più giovane della nidiata è Ignazio, classe 1992, figlio di Francesco, che ha debuttato l’anno scorso fra gli Under 23 vincendo la prima corsa della stagione. Un’autentica saga familiare, dunque, che ieri pomeriggio a Laigueglia ha vissuto un momento-clou quando Moreno, alla quarta corsa tra i professionisti, ha staccato tutti a tre chilometri dall’arrivo, quasi al culmine di Capo Mele, e poi ha saputo mantenere con bravura quei cinquanta metri di vantaggio che gli hanno permesso di conquistare a mani alte la prima vittoria della Moser-story di seconda generazione.

"Nel finale stavo bene - ha detto Moreno dopo l’arrivo - e ho approfittato di un attimo di rallentamento del gruppo per comportarmi esattamente come avrei fatto tra i dilettanti: sono scattato e non mi sono più voltato fino all’arrivo. E’andata bene e ancora non mi pare vero di aver vinto la prima gara nella quale ho avuto la possibilità di fare la mia corsa. Nelle prime tre uscite stagionali avevo dovuto aiutare il mio compagno di squadra Viviani, che ha vinto in tutte e tre le occasioni". Quanto ha condizionato la carriera di Moreno il fatto di portare un cognome così pesante? "Per quanto riguarda i risultati - risponde il corridore - direi poco o niente. Ma forse, se non mi fossi chiamato Moser, avrei smesso dopo le prime gare dei Giovanissimi, quando i risultati erano proprio deludenti. Invece mio fratello Leonardo e mio padre Diego, oltre allo zio Francesco, hanno voluto che insistessi, e adesso li ringrazio, perchè se non fosse stato per loro due oggi non avrei provato una gioia così grande. E sono davvero contento che oggi ci fosse mio padre a vedere la corsa". Pur emozionato e sorpreso, ma non troppo, della sua vittoria, Moreno è comunque parso molto sicuro di sè. "Rispetto tutti i corridori più anziani di me - ha concluso - ma non temo nessuno". Pura razza-Moser, senza alcun dubbio...

da La Stampa.it a firma Franco Bocca
 
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#3
Credo sia una gran brava persona...per niente montato e in questa situazione sarebbe stato normale il contrario
 
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#4
Moser vuol diventare Saronni...
È un Moser, ma sogna di diventare co­me Saronni. Lo dice, lo pensa, lo mo­tiva con assoluta tranquillità e chiarezza. Nulla contro lo zio Fran­cesco, anzi.
A volte basta il cognome, ma per vincere le corse occorre avere gambe buone. Moreno Moser, 21 anni da Palù di Giovo, viene proprio da quella fa­miglia lì. Sì, quella dei corridori, dei campioni, di Francesco Moser, il plurivittorioso corridore italiano con oltre 270 vittorie all’attivo, e un papà, Die­go, che è sta­to corridore anche lui, più di co­gnome che di gambe.
Vince un Moser, e già di per sé è una notizia. Dopo la prima ge­nerazione, quella dei fratelli Aldo, Enzo, Diego e Francesco, è il tempo della se­conda: dopo Leonardo (fi­glio di Die­go e fratello maggiore di Moreno), ec­co un Moser che con­quista con pieno merito la corsa che ha aperto ufficialmente la stagione italiana.

A Laigueglia, Moreno è stato di gran lunga il migliore. Non ha vinto per caso e per una fortuita circostanza, ma ha messo tutti in fila con intelligenza tattica e forza. Se il Lai­gueglia fosse stato un match di pugilato, Moreno Moser avrebbe vinto per KO. È scattato una prima volta a una quarantina di chilometri dall’arrivo, all’ultimo passaggio sul Testico, con Modolo, Rocchetti, il russo Brutt e il croato Rogina. Ripresi, è scattato una seconda volta sul pugnale di Pinamare, a meno di 10 dall’arrivo, quando ha raggiunto chi stava imponendo l’andatura. Ricom­pat­tati, è scattato una terza volta sul Capo Me­le, stavolta da solo, a due chilometri e mez­zo dall’arrivo, ed è stato lo scatto de­cisivo, vincente.
Moreno Moser ha vinto dove non è mai riuscito a vincere nemmeno lo zio Francesco, lui ci è riuscito quasi al primo colpo: quarta gara, per la precisione. «Ora però il mio obiettivo è cercare di ripetermi, prima che dicano che ho vinto per un colpo di fortuna - ci spiega il nuovo campioncino della di­na­stia Moser -. Che tipo di corridore sono? Ora che ho vinto il Laigueglia dicono che sono un cacciatore di classiche, e probabilmente qualcosa di buono nelle corse di un giorno posso anche farlo, ma io penso di poter dire la mia anche nelle corse a tappe. Vado bene a cronometro, ho un buon recupero, in salita mi difendo: penso di essere più un Saronni di un Moser».

Ma anche zio Francesco ha vinto un Giro…
«Ma lo zio ha vinto tantissimo, su tutti i terreni. Per lo zio non c’erano corse che non si po­tevano vincere. Ad esempio, io una Rou­baix penso di non poterla mai conquistare. Come Saronni, che però è stato un grande corridore, e con il suo motore, le sue doti, ha raccolto in ogni caso tantissimo».

Come hai festeggiato la prima vittoria?
«Sabato sera sono tornato subito a casa e con una dozzina di amici, quelli storici, ci sia­mo rinchiusi “en caneva”, in cantina a bere e a brindare con un buon Chardonay di nostra produzione. Io ho solo offerto, perché il vino non mi piace».

Non avete visto Sanremo?
«No. Avevo visto qualcosina i giorni precedenti e mi è bastato».

Ti piace Celentano?
«Come cantante abbastanza, come predicatore è di una noia mortale. E poi dice che i preti non sanno parlare alla gente… ».

Sei credente?
«Sono avvolto dai dubbi».

Ti piace leggere?
«Qualcosina, ma ultimamente molto poco. Mi piace Pirandello, anche se ultimamente mi sono accontentato di leggere Fabio Volo. Li ho letti tutti, l’ultimo però l’ho piantato lì: una palla colossale».

E la musica?
«Mi piace tutta. Ne fruisco in quantità industriale, anche quando mi alleno da solo: dai Pink Floyd, ai Nirvana, dai Placebo ai Cold­play. Ma se c’è talento, io ascolto tutto: an­che Lady Gaga».

Il tuo corridore ideale?
«Oggi sicuramente Philippe Gilbert: fortissimo. Ieri zio Francesco. Su youtube mi sono visto e rivisto una valangata di sue vittorie. È stato pazzesco. Ero stanco solo a vedere quello che a saputo fare».

Sei fidanzato?
«Lo ero, ora sono libero e intendo restarci per un po’. Meglio gli amici: quando li vuoi arrivano. Le fidanzate sono troppo impegnative. Soprattutto per un corridore».

Insomma, adori zio Francesco, ma speri di diventare un nuovo Saronni...
«Beh, se vincessi un terzo di quello che ha vinto Saronni sarei già contento. Secondo me zio Francesco è stato molto più forte, anche se Beppe l’ha fatto davvero ammattire. Insomma, io spero di diventare un grande corridore: Moser lo sono, Saronni lo apprezzo, ma è Moreno che si deve realizzare. Ed è di Moreno che sentirete parlare».

di Valerio Zeccato
da tuttoBICI di Marzo 2012 - www.tuttobiciweb.it
 
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#5
Dalle poche interviste che ho sentite sembra avere anche moltissima sicurezza di se, oltre ad essere già molto bravo in bici!
 
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#6
Ne approfitto qui per farvi una domanda dato che sicuramente li avete visti più di me: analogie e differenze tra Moser e Battaglin?
 
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#7
Moser è più talentuoso e nettamente più forte a crono, mentre Battaglin se la cava meglio sulle salite lunghe. Comunque sono due corridori simili, adatti soprattutto alle classiche collinari, però Moser ha più margini di miglioramento...
 
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#8
Sono due ragazzi molto intelligenti, il talento in bici ce l'hanno, però anch'io vedo meglio Moser, anche perchè sta nella Liquigas ed è tutta un'altra cosa
 
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#9
(03-06-2012, 10:35 PM)Luciano Pagliarini Ha scritto: Moser è più talentuoso e nettamente più forte a crono, mentre Battaglin se la cava meglio sulle salite lunghe. Comunque sono due corridori simili, adatti soprattutto alle classiche collinari, però Moser ha più margini di miglioramento...

Sei sicuro che Battaglin vada meglio di Moser sulle salite lunghe ?
Poi secondo me e' presto per fare un paragone, devono ancorsa scoprirsi loro stessi.
Da under 23 Moser era piu forte a crono e Battaglin un pelo piu' veloce. Entrambi mi sembra abbiano soprattutto testa. Ci divertiremo.
Non so poi se sia un vantaggio correre i primi anni in una World Tour o in una Professional (seria come la Colnago), d'altronde non penso che a Enrico siano mancate le proposte di qualche squadrone.
 
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#10
Battaglin è andato bene nell'arrivo in salita del Giro di Turchia ed anche nelle prime due tappe di montagna del Giro, Moser non è andato bene nella salita di 4/5 km dei Paesi Baschi, perciò per quanto si è visto ora Battaglin sembrerebbe superiore, poi però come dici te sono entrambi giovanissimi ed è presto per fare paragoni, ma ad oggi Enrico mi sembra più portato per le salite lunghe rispetto a Moreno...
 
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